Martedì 30 giugno 2026
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Un braccialetto per un paese di frontiera?

Francesco Mangascià · · 9 interventi
Francesco Rutelli, ancora, in perfetta linea con quell'ipocrita politicare delle vecchia coalizione di sinistra, guidata da Prodi, non ha compreso che, la violenza contro le donne non è cosa seria ma serissima. La sua idea del braccialetto elettronico, è degna di essere definita solo come una buffonata, che si poteva e ci poteva sicuramente risparmiare. L'Italia, è ormai un paese di frontiera che ha urgente bisogno di un decreto sicurezza, ma che sia un decreto intelligente, poiché sarebbe inutile spendere un paio di miliardi di euro e poi ritrovarsi con degli stupratori, degli sfruttatori della prostituzione o dei pedofili, di nuovo in libertà, o poco meno, poiché usufruiscono di misure alternative al carcere, sempre che non siano stati addirittura scarcerati per decorrenza dei termini della carcerazione preventiva, prima del giudizio. Un decreto, che tolga ai giudici quegli strumenti che, permettono loro di rimettere in libertà delle persone per cui l'idea della sessualità e della donna, è solo un inqualificabile quanto ingiustificabile sadismo. Poiché in passato, abbiamo visto dei magistrati criticati per aver scarcerato delle persone, colpevoli di violenza contro le donne, che poi hanno reiterato il loro crimine, Izzo uno di questi casi, giustificarsi con arroganza affermando che la legge lo consente, si legiferi in un modo tale affinché la legge non lo consenta più. Consentire non significa obbligare. Si elimini ogni possibilità di orientamento, su questi reati, nei giudici. Un decreto sicurezza intelligente, deve comprendere un inasprimento per i reati di violenza o abuso nei confronti delle donne e dei bambini, e dovrà solo obbligare, e non consentire, il magistrato a punire severamente chi si macchia di simili colpe. Si evitino sceneggiate inutili come la castrazione chimica, poiché non garantirebbe nulla, visto che con la chimica ciò che togli poi lo puoi rimettere; si prolunghi con obbligatorietà fino a dieci anni, la permanenza nei manicomi giudiziari, per quegli imputati stupratori o pedofili, che vengono prosciolti, assolti da ogni accusa, perché incapaci di intendere e volere al momento del fatto e dichiarati non colpevoli e ricoverati coattamente in manicomio giudiziario. Una mappa cromosomica che accerti la Y in più in un soggetto imputato per questo tipo di reati, volendo, lo consente. Per un reato come una violenza carnale semplice, degli stupratori, vengono condannati a soli due anni di permanenza in manicomio giudiziario, 2 anni per la violenza carnale semplice, e incredibilmente la legge consente di dare anche solo 5 anni di manicomio, per una violenza carnale culminata in un omicidio della vittima. E possono usufruire di licenza che li fanno uscire dal carcere anche solo dopo pochi mesi di osservazione.

Si legiferi affinché questa possibilità non siano più disponibili. Se son matti si curassero pure, ma restassero in carcere !




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