Bufole
Non solo Io sospetto.... dalla foto sembra un'attrice... ed "attrice" è...
tratto da: Il mondo visto da DALOVI Storie di vita, di scienza, di ricerca, di lotte, di bimbi, di idee, di libri, di cibi e dintorni
Difendere la lontana Sakineh e deportare i vici-ni rom, la vergogna dei diritti umani. I rom, come gli altri popoli zingari, sembrano davvero fatti apposta per concentrare la pubblica disap-provazione. Insomma se prima il sistema castale indiano, dipoi il passaggio dal borgo alla bor-ghesia, quindi il razionalismo democratico d'epo-ca illuminista ed infine il neoromanticismo nazi-sta e l'attuale turbocapitalismo non li avessero già forgiati in questo ruolo le destre perbene, da Sarkozy a Bersani, avrebbero proprio dovuto inventarseli. Come l'Iran di Ahmadinejad. Però, appunto, nella sua perfezione di complotto senza regista già la modernità ha provveduto. Questo è il motivo per cui nel tempo presente occorre su-bire una dichiarazione di Carla Bruni su Saki-neh, una povera crista rea d'adulterio: "Dal fondo della vostra cella, sappiate che mio ma-rito e la Francia non vi abbandoneranno". Non saprei se Ahmadinejad sia sposato e se la di lui consorte partecipi alla propaganda di regime. In caso affermativo attenderei dalla signora Ahmadi-nejad una dichiaraizone di questo tenore: "Dalle ca-tene del vostro autobus, sappiate che mio ma-rito e l'Iran non vi abbandoneranno". Però la dichiarazione non vi sarà. E questo, triste-mente, depone a favore di Ahmadinejad. Già. Sia ben chiaro che quand'anche magari non esista alcu-ne signora Sakineh, e forse non esiste dav-vero, sembra che il diritto di famiglia iraniano sia de più retrivi e dei peggiori. Ecco, però, visto il diritto dei popoli applicato da Sarkozy nel silenzio della moglie viene il sospetto che la difesa di Sakineh sia strumentale antisla-mismo finalizzato ad indurre islamofobia. Il tut-to per sostenere emotivamente una nuova guerra tra i pudici popoli occidentali che, così atten-ti ai diritti umani in Iraq, guardano con indif-ferenza la deportazione dei vicini rom. Ed è per questo che non va per niente bene, perché, nono-stante Ahmadinejad sia accusato di revisionismo e di negare la Shoa (prendo per buone queste ac-cuse anche se consigli odi non fidarsi e di veri-ficare direttamente), Shoa e Porrajmos li abbia-mo fatti noi, in occidente. Ed iniziammo depor-tando e devastando. E siccome le vittime hanno spesso un punto di osservazione privilegiato sarà bene osservare quanto affine sia Porrajmos, la parola romani che indica l'olocausto degli zingari e che può esser tradotta con devasta-zione, con pogrom, in russo, significa devasta--zione. Perché la linea di continuità che passa dalle campagne russe, finisce nei lager tede-schi, rinasce nella Francia di Sarkozy è quella stessa della superiore civiltà occidentale che, in nome di Sakineh, prepara una guerra all'Iran. E come se non bastasse lo fa anche in nome della difesa di Israele, salvezza per il popolo ebra-ico dopo la Shoa ed assicurazione contro le nuove
deportazioni.
tratto da: Il mondo visto da DALOVI Storie di vita, di scienza, di ricerca, di lotte, di bimbi, di idee, di libri, di cibi e dintorni
Difendere la lontana Sakineh e deportare i vici-ni rom, la vergogna dei diritti umani. I rom, come gli altri popoli zingari, sembrano davvero fatti apposta per concentrare la pubblica disap-provazione. Insomma se prima il sistema castale indiano, dipoi il passaggio dal borgo alla bor-ghesia, quindi il razionalismo democratico d'epo-ca illuminista ed infine il neoromanticismo nazi-sta e l'attuale turbocapitalismo non li avessero già forgiati in questo ruolo le destre perbene, da Sarkozy a Bersani, avrebbero proprio dovuto inventarseli. Come l'Iran di Ahmadinejad. Però, appunto, nella sua perfezione di complotto senza regista già la modernità ha provveduto. Questo è il motivo per cui nel tempo presente occorre su-bire una dichiarazione di Carla Bruni su Saki-neh, una povera crista rea d'adulterio: "Dal fondo della vostra cella, sappiate che mio ma-rito e la Francia non vi abbandoneranno". Non saprei se Ahmadinejad sia sposato e se la di lui consorte partecipi alla propaganda di regime. In caso affermativo attenderei dalla signora Ahmadi-nejad una dichiaraizone di questo tenore: "Dalle ca-tene del vostro autobus, sappiate che mio ma-rito e l'Iran non vi abbandoneranno". Però la dichiarazione non vi sarà. E questo, triste-mente, depone a favore di Ahmadinejad. Già. Sia ben chiaro che quand'anche magari non esista alcu-ne signora Sakineh, e forse non esiste dav-vero, sembra che il diritto di famiglia iraniano sia de più retrivi e dei peggiori. Ecco, però, visto il diritto dei popoli applicato da Sarkozy nel silenzio della moglie viene il sospetto che la difesa di Sakineh sia strumentale antisla-mismo finalizzato ad indurre islamofobia. Il tut-to per sostenere emotivamente una nuova guerra tra i pudici popoli occidentali che, così atten-ti ai diritti umani in Iraq, guardano con indif-ferenza la deportazione dei vicini rom. Ed è per questo che non va per niente bene, perché, nono-stante Ahmadinejad sia accusato di revisionismo e di negare la Shoa (prendo per buone queste ac-cuse anche se consigli odi non fidarsi e di veri-ficare direttamente), Shoa e Porrajmos li abbia-mo fatti noi, in occidente. Ed iniziammo depor-tando e devastando. E siccome le vittime hanno spesso un punto di osservazione privilegiato sarà bene osservare quanto affine sia Porrajmos, la parola romani che indica l'olocausto degli zingari e che può esser tradotta con devasta-zione, con pogrom, in russo, significa devasta--zione. Perché la linea di continuità che passa dalle campagne russe, finisce nei lager tede-schi, rinasce nella Francia di Sarkozy è quella stessa della superiore civiltà occidentale che, in nome di Sakineh, prepara una guerra all'Iran. E come se non bastasse lo fa anche in nome della difesa di Israele, salvezza per il popolo ebra-ico dopo la Shoa ed assicurazione contro le nuove
deportazioni.