IL CAMBIAMENTO CLIMATICO VISTO DALL'EVEREST
Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM Onlus (sul sito http://www.gevam.it ci si può
iscrivere alla Newsletter trisettimanale gratuita di informazioni
ambientali) - Casella Postale 111, 15033 Casale Monferrato AL Piemonte
Italy - tel. 0142487408 - Codice Fiscale: 91015510067 Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
Potete diffondere le notizie citando la fonte divulgativa oltre a quella
primaria
Se volete calore andate in Tibet. Dall'Everest un doppio allarme per il
riscaldamento globale
Fonte: CNR, Ufficio Stampa www.cnr.it
Nepal, Parco dell'Everest: i dati provenienti dalle stazioni di rilevamento
del Comitato Ev-K2-Cnr ed elaborati dall'Irsa-Cnr, di prossima pubblicazione, attestano
che la superficie dei ghiacci si è ridotta, determinando un aumento dei
laghi, e che la temperatura in alta quota è aumentata tre volte di più che
in bassa.
"Il Parco Nazionale dell'Everest (Sagarmatha National Park, Snp), circondato
dalla catena himalayana, costituisce un esclusivo punto di osservazione per
lo studio dei cambiamenti climatici e per conoscerne gli effetti sul nostro
pianeta", spiega il presidente del Comitato Ev-K2-Cnr, Agostino Da Polenza.
E proprio mentre la spedizione scientifica italiana, guidata da Da Polenza,
è appena arrivata alla Piramide sull'Everest (realizzata e gestita dal
Comitato a 5.050 metri di quota), giungono dal Tetto del Mondo alcuni dati
di grande interesse e preoccupazione, che evidenziano l'arretramento dei
ghiacciai e l'innalzamento delle temperature in alta quota.
"I risultati sui cambiamenti intervenuti sui laghi e sulle masse glaciali
del Parco evidenziano che la diminuzione della copertura glaciale del Snp
tra la metà del '900 ed il 1992 è pari al 4,6%, accompagnata da una
diminuzione della loro pendenza, da 27% a 23%", spiega Franco Salerno,
ricercatore dell'Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del Cnr di Brugherio
(Mi). "Confrontando la variazione della superficie e le dimensioni dei
ghiacciai, risulta che le maggiori perdite sono avvenute per quelli di
piccole dimensioni, a quote più basse e a latitudini inferiori". Lo studio
sui laghi e sulle masse glaciali del Parco si basa sul confronto
cartografico tra la mappa ufficiale nepalese del 1992, la cartografia degli
anni '30 e il Catasto dei laghi realizzato dall'Irsa-Cnr e da Ev-K2-Cnr nel
1994, che ha permesso di realizzare un nuovo archivio (Lis: Limnological
Information System) in formato di Geo-database, con i principali dati
morfometrici dei corpi idrici del Parco in due periodi storici diversi: il
decennio a cavallo del 1950 ed il secondo all'inizio degli anni '90.
Ma dati preoccupanti giungono anche dalla elaborazione dell'Irsa-Cnr sulla
base dei rilevamenti effettuati dalle stazioni che Ev-K2-Cnr ha posizionato
lungo la nepalese Valle del Khumbu, presso le località di Lukla (2850 m.
slm), Namche Bazar (3400), Pherice (4200) e presso la Piramide Ev-K2-Cnr.
"Non vi è dubbio che il regresso dei ghiacciai sia connesso con l'aumento
della temperatura globale del Pianeta", sostiene Gianni Tartari
dell'Irsa-Cnr e presidente del Consiglio scientifico di Ev-K2-Cnr. "La serie
di misure effettuate dal Comitato a partire dal 1994, in particolare nei
pressi del Laboratorio-Osservatorio Piramide, confermano un incremento medio
di temperatura intorno a un grado per decade. Un valore che diminuisce
scendendo di quota, probabilmente a causa della presenza di aerosol in
atmosfera che fungono da schermo alla radiazione solare. Si conferma perciò
la tendenza rilevata già alla fine degli anni '90 con le registrazioni
condotte in 49 stazioni climatiche distribuite in tutto il Nepal da
differenti gruppi di ricerca, e che mostravano un incremento medio di 0.06
ºC/anno tra il 1977 e il 1994".
L'incremento osservato ha trovato riscontri anche nelle anomalie di
temperatura registrate dai ricercatori cinesi sull'altopiano tibetano, cioè
sul versante Nord della catena himalayana, dove si misurano variazioni fino
a due gradi per decade, mentre attualmente a bassa quota si evidenzia un
aumento medio di 0,6 gradi per decade. "Il più rapido incremento di
temperatura alle quote elevate può avere un molteplice effetto sulla
dinamica dei ghiacciai", afferma Tartari, "con la rapida fusione del
ghiaccio e l'apporto delle precipitazioni in forma liquida anziché solida".
Il confronto tra le cartografie evidenzia infine un aumento di oltre il 70%
del numero dei laghi (da 50 a 86) che corrisponde ad una crescita della
superficie totale del 49,7%. I laghi di nuova comparsa sono più abbondanti
nella fascia tra i 5100 e 5400 m.
"Questi dati confermano come il nostro impegno nel monitoraggio climatico e
ambientale di quest'area sia nodale", conclude Da Polenza. "L'Asia è, date
anche le sue condizioni e le sue tendenze dal punto di vista demografico,
socio-economico e industriale, un continente cruciale per le sorti del
pianeta".
Piramide Everest K2- Roma, 28 aprile 2007
Sono disponibili foto ad alta risoluzione ai seguenti link
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/DSC07048.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/DSC07034.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/PyramidwithAWS.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/PyramidAWS.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/LuklaAWS.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/PhericheAWS1.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/NamcheAWS.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/LimnologyA.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/LimnologyB.JPG
http://www.montagna.org/montagnaftp/videopyr/tartari/PyramidAWSsnow.JPG
La scheda
Chi: Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del Cnr di Brugherio (Mi),
Ev-K2-CNR
Che cosa: studi ambientali nel parco nazionale dell'Everest, Sagarmatha
national park
Per informazioni: Gianni Tartari, Irsa-Cnr, Brugherio, tel 039/21694215,
cell. 338/8670725, e-mail [email protected] , Franco Salerno, Irsa-Cnr,
Brugherio, tel. 039/21694221, e-mail: [email protected] , Agostino Da
Polenza, Comitato Ev-K2-CNR, tel. 035/3230561-2, e-mail:
[email protected]
Ufficio Stampa Cnr: Anna Capasso, tel. 06/4993.2959, e-mail
[email protected]
Capo Ufficio stampa: Marco Ferrazzoli, tel. 06/4993.3383, cell. 320/4328820,
e.mail [email protected]
Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
Potete diffondere le notizie citando la fonte divulgativa oltre a quella
primaria, invitate amici e conoscenti ad iscriversi alle nostre newsletter
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esauriente di tutto quanto avviene ed ha ripercussioni sull'ambiente
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Italy - tel. 0142487408 - Codice Fiscale: 91015510067 Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
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riscaldamento globale
Fonte: CNR, Ufficio Stampa www.cnr.it
Nepal, Parco dell'Everest: i dati provenienti dalle stazioni di rilevamento
del Comitato Ev-K2-Cnr ed elaborati dall'Irsa-Cnr, di prossima pubblicazione, attestano
che la superficie dei ghiacci si è ridotta, determinando un aumento dei
laghi, e che la temperatura in alta quota è aumentata tre volte di più che
in bassa.
"Il Parco Nazionale dell'Everest (Sagarmatha National Park, Snp), circondato
dalla catena himalayana, costituisce un esclusivo punto di osservazione per
lo studio dei cambiamenti climatici e per conoscerne gli effetti sul nostro
pianeta", spiega il presidente del Comitato Ev-K2-Cnr, Agostino Da Polenza.
E proprio mentre la spedizione scientifica italiana, guidata da Da Polenza,
è appena arrivata alla Piramide sull'Everest (realizzata e gestita dal
Comitato a 5.050 metri di quota), giungono dal Tetto del Mondo alcuni dati
di grande interesse e preoccupazione, che evidenziano l'arretramento dei
ghiacciai e l'innalzamento delle temperature in alta quota.
"I risultati sui cambiamenti intervenuti sui laghi e sulle masse glaciali
del Parco evidenziano che la diminuzione della copertura glaciale del Snp
tra la metà del '900 ed il 1992 è pari al 4,6%, accompagnata da una
diminuzione della loro pendenza, da 27% a 23%", spiega Franco Salerno,
ricercatore dell'Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del Cnr di Brugherio
(Mi). "Confrontando la variazione della superficie e le dimensioni dei
ghiacciai, risulta che le maggiori perdite sono avvenute per quelli di
piccole dimensioni, a quote più basse e a latitudini inferiori". Lo studio
sui laghi e sulle masse glaciali del Parco si basa sul confronto
cartografico tra la mappa ufficiale nepalese del 1992, la cartografia degli
anni '30 e il Catasto dei laghi realizzato dall'Irsa-Cnr e da Ev-K2-Cnr nel
1994, che ha permesso di realizzare un nuovo archivio (Lis: Limnological
Information System) in formato di Geo-database, con i principali dati
morfometrici dei corpi idrici del Parco in due periodi storici diversi: il
decennio a cavallo del 1950 ed il secondo all'inizio degli anni '90.
Ma dati preoccupanti giungono anche dalla elaborazione dell'Irsa-Cnr sulla
base dei rilevamenti effettuati dalle stazioni che Ev-K2-Cnr ha posizionato
lungo la nepalese Valle del Khumbu, presso le località di Lukla (2850 m.
slm), Namche Bazar (3400), Pherice (4200) e presso la Piramide Ev-K2-Cnr.
"Non vi è dubbio che il regresso dei ghiacciai sia connesso con l'aumento
della temperatura globale del Pianeta", sostiene Gianni Tartari
dell'Irsa-Cnr e presidente del Consiglio scientifico di Ev-K2-Cnr. "La serie
di misure effettuate dal Comitato a partire dal 1994, in particolare nei
pressi del Laboratorio-Osservatorio Piramide, confermano un incremento medio
di temperatura intorno a un grado per decade. Un valore che diminuisce
scendendo di quota, probabilmente a causa della presenza di aerosol in
atmosfera che fungono da schermo alla radiazione solare. Si conferma perciò
la tendenza rilevata già alla fine degli anni '90 con le registrazioni
condotte in 49 stazioni climatiche distribuite in tutto il Nepal da
differenti gruppi di ricerca, e che mostravano un incremento medio di 0.06
ºC/anno tra il 1977 e il 1994".
L'incremento osservato ha trovato riscontri anche nelle anomalie di
temperatura registrate dai ricercatori cinesi sull'altopiano tibetano, cioè
sul versante Nord della catena himalayana, dove si misurano variazioni fino
a due gradi per decade, mentre attualmente a bassa quota si evidenzia un
aumento medio di 0,6 gradi per decade. "Il più rapido incremento di
temperatura alle quote elevate può avere un molteplice effetto sulla
dinamica dei ghiacciai", afferma Tartari, "con la rapida fusione del
ghiaccio e l'apporto delle precipitazioni in forma liquida anziché solida".
Il confronto tra le cartografie evidenzia infine un aumento di oltre il 70%
del numero dei laghi (da 50 a 86) che corrisponde ad una crescita della
superficie totale del 49,7%. I laghi di nuova comparsa sono più abbondanti
nella fascia tra i 5100 e 5400 m.
"Questi dati confermano come il nostro impegno nel monitoraggio climatico e
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anche le sue condizioni e le sue tendenze dal punto di vista demografico,
socio-economico e industriale, un continente cruciale per le sorti del
pianeta".
Piramide Everest K2- Roma, 28 aprile 2007
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Ev-K2-CNR
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national park
Per informazioni: Gianni Tartari, Irsa-Cnr, Brugherio, tel 039/21694215,
cell. 338/8670725, e-mail [email protected] , Franco Salerno, Irsa-Cnr,
Brugherio, tel. 039/21694221, e-mail: [email protected] , Agostino Da
Polenza, Comitato Ev-K2-CNR, tel. 035/3230561-2, e-mail:
[email protected]
Ufficio Stampa Cnr: Anna Capasso, tel. 06/4993.2959, e-mail
[email protected]
Capo Ufficio stampa: Marco Ferrazzoli, tel. 06/4993.3383, cell. 320/4328820,
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