CANONE TELECOM E CANONE RAI
CANONE TELECOM E CANONE RAI
Con un canone annuale di circa 100 euro, la Rai si impegna a garantire un servizio complesso, fatto di intrattenimento, informazione, comunicazione sociale, varietà, approfondimenti, prodotti culturali, università a distanza, sport, educational, manutenzione, gestione degli impianti e altro ancora, 24 ore su 24.
L'utente usufruisce illimitatamente del servizio, senza altri oneri compresi i programmi trasmessi da altri operatori.
Il gas e l'acqua al consumo
Il gas - invece - si paga al consumo. Ma in questo caso il consumo è fisico, concreto. Per di più il suo costo è soggetto al mercato, come per il petrolio. Lo stesso vale per l'acqua e per l'energia elettrica. Si pagano al consumo. Nel caso del servizio telefonico non si capisce a cosa sono "agganciati" i maggiori costi al consumo se non al tempo.
Nel caso dell'energia elettrica i maggiori costi saranno dovuti unicamente al maggior consumo di energia, indipendentemente dalla variabile "tempo".
Il telefono: elettrodomestico o soprammobile?
Il telefono, invece, è un elettrodomestico soggetto al pagamento di un canone e l'apparecchio solo da poco è di libero acquisto. Prima lo dava la Telecom, e non a prezzi di mercato. Oggi ci sono altri operatori, ma fino a poco tempo era un monopolio. Oggi il monopolio permane per la rete. Come quella ferroviaria.
Così ogni bimestre ci sono almeno 30 euro da dare alla Telecom, che moltiplicando per 6 bimestri fanno circa 180 euro l'anno, per potere tenere in casa il telefono per soprammobile, senza usufruire cioè di alcun servizio.
Costi al consumo e coito interrotto
Affinché la spesa annua rimanga di soli 180 euro, infatti, non bisognerà usare l'apparecchio telefonico per telefonare, né la linea per collegarsi alla rete informatica, altrimenti i costi aumenteranno, fino ad una media pro capite difficilmente inferiore a 600-700 euro l'anno. Chi, infatti, paga meno di 60-100 euro di bolletta al bimestre? Praticamente il costo del canone Rai per un anno.
I costi al consumo, poi, sono inaccettabili. Non si capisce, infatti, cosa si consumi parlando o rimanendo connessi ad internet? La navigazione a tempo è come il giro sulla giostra al luna park, per i più piccoli: dispendioso, frustrante e avvilente, come un coito interrotto. Una violenza! Lo scatto alla risposta, invece, è degno degli annunci con varie AAAA..
Rai: tv, internet e telefono
Non è sbagliato fare un paragone sul valore reale (o percepito) tra il servizio Rai e quello Telecom, non trovando congruità tra il valore (e i costi) dei due servizi, che possono apparire diversi e sono, invece, molto affini.
Molti intervistati, pagherebbero volentieri un canone Rai più elevato, se la stessa azienda, a fronte del maggiore canone, fornisse anche il collegamento internet, 24 ore su 24, senza costi al consumo.
A tali condizioni molti farebbero pure a meno del telefono fisso, "potendosi sopperire con la telefonia mobile", certamente più libera, democratica e trasparente di quella fissa.
Con la telefonia mobile, infatti, si ritiene sia possibile sfuggire alle condizioni e ai costi imposti dalla Telecom (ed ora anche dagli altri operatori, che si sono, praticamente, uniformati all'operatore principale).
Utilità sociale ed valore intrinseco
Quanto più si pensi all'utilità sociale ed al valore intrinseco, politico, culturale (e di sicurezza) del servizio Rai, tanto più appare inaccettabile "l'obbligo" di sottostare alle regole della "telefonia" per l'accesso al web. Non appare degno di un Paese libero e civile.
Esclusi dalla rete
Ci si chiede come si possa permettere l'esclusione dalla rete delle fasce geograficamente ed economicamente più deboli? Come escluderli dalla comunicazione, dalla sicurezza e dalla conoscenza!
Ciò avviene per i cittadini a basso reddito, per la grande parte dei pensionati sociali, per i meno abbienti, per i quali il telefono e il web sarebbero tanto più indispensabili e sono, invece, solo più onerosi, in rapporto al costo medio pro-capite e al reddito.
Fasce sociali più deboli sono pure quelle non raggiunte ancora dall'Adsl o non servite da più operatori concorrenti, non disposti ad investire in luoghi ed aree marginali, sconvenienti nel rapporto costi-benefici. Come sappiamo, infatti, ci sono ancora luoghi dove non si può accedere al web se non attraverso la Telecom. Per contro vi sono Amministrazioni comunali che hanno installato reti wireless disponibili per tutti, a condizioni e costi realmente "sociali"
Settori intoccabili
E' incredibile constatare come, in Italia, vi siano settori "intoccabili": telefonia pubblica e dentisti, ad esempio. E' incredibile constatare come noi italiani "malediciamo" alcuni balzelli, come il canone Rai, mentre ne "approviamo" altri: l'apparecchio per raddrizzare i denti ai figli o la dentiera (costosissime ferraglie interamente a carico nostro). Consideriamo ciò normale, inevitabile, fisiologico, tradizionale. Lo stesso dicasi per il canone telefonico e per i costi a tempo per collegarsi alla rete. Un affare che un Paese civile non può permettere.
Come se per collegare il frigorifero, la lavatrice, il phon o il frullatore alla rete elettrica bisognasse stipulare un contratto a tempo, ovvero flat: l'Italia sarebbe meno civile e più malata.
Cateteri, by-pass e protesi
Gratis - invece - a carico del S.S.N., pretendiamo: cuori nuovi, cateteri, valvole mitraliche, by-pass, protesi dell'anca, menischi, tac, staminali, eutanasia, raggi x, borsa dell'acqua calda, occhi di vetro, cornee, antibiotici, analgesici, anfetamine, acetilsalicilati. La dentiera no, quella la paghiamo da sè.
Il telefono è come la dentiera
Il telefono - allora - è come la dentiera. Si paga di tasca senza ribellioni, senza considerazioni sul valore intrinseco e percepito, sul servizio reso; senza paragonarne il valore con i tanti altri servizi che lo Stato deve rendere per dovere costituzionale, per mantenerci sani e votanti.
Il telefono non si tocca. Perfino alcune finanziarie, per concedere un prestito, tra le garanzie e i documenti non richiedno i carichi pendenti, né il contratto di acquisto della casa, né il certificato di residenza o di laurea, ma l'ultima bolletta del telefono. E la vogliono spedita via fax o per posta elettronica!
Con un canone annuale di circa 100 euro, la Rai si impegna a garantire un servizio complesso, fatto di intrattenimento, informazione, comunicazione sociale, varietà, approfondimenti, prodotti culturali, università a distanza, sport, educational, manutenzione, gestione degli impianti e altro ancora, 24 ore su 24.
L'utente usufruisce illimitatamente del servizio, senza altri oneri compresi i programmi trasmessi da altri operatori.
Il gas e l'acqua al consumo
Il gas - invece - si paga al consumo. Ma in questo caso il consumo è fisico, concreto. Per di più il suo costo è soggetto al mercato, come per il petrolio. Lo stesso vale per l'acqua e per l'energia elettrica. Si pagano al consumo. Nel caso del servizio telefonico non si capisce a cosa sono "agganciati" i maggiori costi al consumo se non al tempo.
Nel caso dell'energia elettrica i maggiori costi saranno dovuti unicamente al maggior consumo di energia, indipendentemente dalla variabile "tempo".
Il telefono: elettrodomestico o soprammobile?
Il telefono, invece, è un elettrodomestico soggetto al pagamento di un canone e l'apparecchio solo da poco è di libero acquisto. Prima lo dava la Telecom, e non a prezzi di mercato. Oggi ci sono altri operatori, ma fino a poco tempo era un monopolio. Oggi il monopolio permane per la rete. Come quella ferroviaria.
Così ogni bimestre ci sono almeno 30 euro da dare alla Telecom, che moltiplicando per 6 bimestri fanno circa 180 euro l'anno, per potere tenere in casa il telefono per soprammobile, senza usufruire cioè di alcun servizio.
Costi al consumo e coito interrotto
Affinché la spesa annua rimanga di soli 180 euro, infatti, non bisognerà usare l'apparecchio telefonico per telefonare, né la linea per collegarsi alla rete informatica, altrimenti i costi aumenteranno, fino ad una media pro capite difficilmente inferiore a 600-700 euro l'anno. Chi, infatti, paga meno di 60-100 euro di bolletta al bimestre? Praticamente il costo del canone Rai per un anno.
I costi al consumo, poi, sono inaccettabili. Non si capisce, infatti, cosa si consumi parlando o rimanendo connessi ad internet? La navigazione a tempo è come il giro sulla giostra al luna park, per i più piccoli: dispendioso, frustrante e avvilente, come un coito interrotto. Una violenza! Lo scatto alla risposta, invece, è degno degli annunci con varie AAAA..
Rai: tv, internet e telefono
Non è sbagliato fare un paragone sul valore reale (o percepito) tra il servizio Rai e quello Telecom, non trovando congruità tra il valore (e i costi) dei due servizi, che possono apparire diversi e sono, invece, molto affini.
Molti intervistati, pagherebbero volentieri un canone Rai più elevato, se la stessa azienda, a fronte del maggiore canone, fornisse anche il collegamento internet, 24 ore su 24, senza costi al consumo.
A tali condizioni molti farebbero pure a meno del telefono fisso, "potendosi sopperire con la telefonia mobile", certamente più libera, democratica e trasparente di quella fissa.
Con la telefonia mobile, infatti, si ritiene sia possibile sfuggire alle condizioni e ai costi imposti dalla Telecom (ed ora anche dagli altri operatori, che si sono, praticamente, uniformati all'operatore principale).
Utilità sociale ed valore intrinseco
Quanto più si pensi all'utilità sociale ed al valore intrinseco, politico, culturale (e di sicurezza) del servizio Rai, tanto più appare inaccettabile "l'obbligo" di sottostare alle regole della "telefonia" per l'accesso al web. Non appare degno di un Paese libero e civile.
Esclusi dalla rete
Ci si chiede come si possa permettere l'esclusione dalla rete delle fasce geograficamente ed economicamente più deboli? Come escluderli dalla comunicazione, dalla sicurezza e dalla conoscenza!
Ciò avviene per i cittadini a basso reddito, per la grande parte dei pensionati sociali, per i meno abbienti, per i quali il telefono e il web sarebbero tanto più indispensabili e sono, invece, solo più onerosi, in rapporto al costo medio pro-capite e al reddito.
Fasce sociali più deboli sono pure quelle non raggiunte ancora dall'Adsl o non servite da più operatori concorrenti, non disposti ad investire in luoghi ed aree marginali, sconvenienti nel rapporto costi-benefici. Come sappiamo, infatti, ci sono ancora luoghi dove non si può accedere al web se non attraverso la Telecom. Per contro vi sono Amministrazioni comunali che hanno installato reti wireless disponibili per tutti, a condizioni e costi realmente "sociali"
Settori intoccabili
E' incredibile constatare come, in Italia, vi siano settori "intoccabili": telefonia pubblica e dentisti, ad esempio. E' incredibile constatare come noi italiani "malediciamo" alcuni balzelli, come il canone Rai, mentre ne "approviamo" altri: l'apparecchio per raddrizzare i denti ai figli o la dentiera (costosissime ferraglie interamente a carico nostro). Consideriamo ciò normale, inevitabile, fisiologico, tradizionale. Lo stesso dicasi per il canone telefonico e per i costi a tempo per collegarsi alla rete. Un affare che un Paese civile non può permettere.
Come se per collegare il frigorifero, la lavatrice, il phon o il frullatore alla rete elettrica bisognasse stipulare un contratto a tempo, ovvero flat: l'Italia sarebbe meno civile e più malata.
Cateteri, by-pass e protesi
Gratis - invece - a carico del S.S.N., pretendiamo: cuori nuovi, cateteri, valvole mitraliche, by-pass, protesi dell'anca, menischi, tac, staminali, eutanasia, raggi x, borsa dell'acqua calda, occhi di vetro, cornee, antibiotici, analgesici, anfetamine, acetilsalicilati. La dentiera no, quella la paghiamo da sè.
Il telefono è come la dentiera
Il telefono - allora - è come la dentiera. Si paga di tasca senza ribellioni, senza considerazioni sul valore intrinseco e percepito, sul servizio reso; senza paragonarne il valore con i tanti altri servizi che lo Stato deve rendere per dovere costituzionale, per mantenerci sani e votanti.
Il telefono non si tocca. Perfino alcune finanziarie, per concedere un prestito, tra le garanzie e i documenti non richiedno i carichi pendenti, né il contratto di acquisto della casa, né il certificato di residenza o di laurea, ma l'ultima bolletta del telefono. E la vogliono spedita via fax o per posta elettronica!