CAPODANNO MUSULMANO 1429: 10 GENNAIO 2008
Stasera, 9 gennaio, ha inizio il Capodanno musulmano dell'anno 1429 dell'egira (cioè dell'emigrazione di Maometto dalla Mecca a Medina) e desidero far arrivare alle amiche musulmane e agli amici musulmani i miei più fervidi auguri proponendo due brani di uno dei loro massimi poeti e mistici, cioè Jalal ad-Din Rumi (1207-1273).
"Esistono molte vie di ricerca, ma la ricerca è sempre la stessa. Forse non vedi che le strade che conducono alla Mecca sono diverse, l'una proveniente da Bisanzio, l'altra dalla Siria, e altre ancora che passano per la terra o per il mare? Di conseguenza, la distanza da percorrere è ogni volta diversa; ma, quando arrivano alla fine, le controversie, le discussioni e le divergenze di vedute scompaiono, perché i cuori si uniscono . Questo slancio non è né la fede né la miscredenza, ma l'amore"
"Che fare, o musulmani? Poiché me stesso più non riconosco.
Non sono né cristiano né ebreo, né ghebro né musulmano.
non sono né d'Oriente né d'Occidente, né del mare né della terra;
non provengo né dalla natura né dai cieli.
Non sono di terra, né d'acqua né d'aria né di fuoco;
né dell'empireo né della polvere, né dell'esistenza né dell'essere;
non sono né d'India né di Cina, né di Bulgaria né di Saqsin,
non sono né del regno d'Iraq né del paese di Kurashan.
Non sono di questo mondo né dell'altro, né del paradiso né dell'inferno,
non sono né di Adamo né di Eva, né dell'Eden né di rizwam.
Il mio posto è d'essere senza posto; la mia traccia, d'essere senza traccia;
non ci sono né il corpo né l'anima, poiché io appartengo all'anima del Beneamato.
Ho rinunciato alla dualità, ho visto che i due mondi sono uno:
Uno solo io cerco, Uno solo io so, Uno solo io vedo, Uno solo io chiamo.
Lui è il Primo, Lui è l'Ultimo, Lui è il Manifesto, Lui è il nascosto;
null'altro io conosco se non 'o Lui' (yâ huwa) e 'o Lui che è!' (yâ man huwa).
Sono ebbro della coppa d'amore, e dei due mondi non so che farmene;
non ho altro fine se non l'ebbrezza e l'estasi.
Se un solo istante della mia vita ho passato senza di Te,
mi pento di quel momento e di quell'ora.
Se un solo istante con Te avrò in questo mondo,
entrambi i mondi calpesterò coi piedi, e per sempre danzerò in trionfo.
O Shams di Tabriz! Io sono tanto inebriato in questo mondo,
che null'altro conosco se non ebbrezza e slanci".
(I brani sono tratti dal volume "I mistici dell'Islam -Antologia del sufismo" a cura di Eva de Vitray-Meyerovitch, traduzione di Stefano Tubino,Ugo Guanda editore, Parma 1991, p. 271 e 269-270)
"Esistono molte vie di ricerca, ma la ricerca è sempre la stessa. Forse non vedi che le strade che conducono alla Mecca sono diverse, l'una proveniente da Bisanzio, l'altra dalla Siria, e altre ancora che passano per la terra o per il mare? Di conseguenza, la distanza da percorrere è ogni volta diversa; ma, quando arrivano alla fine, le controversie, le discussioni e le divergenze di vedute scompaiono, perché i cuori si uniscono . Questo slancio non è né la fede né la miscredenza, ma l'amore"
"Che fare, o musulmani? Poiché me stesso più non riconosco.
Non sono né cristiano né ebreo, né ghebro né musulmano.
non sono né d'Oriente né d'Occidente, né del mare né della terra;
non provengo né dalla natura né dai cieli.
Non sono di terra, né d'acqua né d'aria né di fuoco;
né dell'empireo né della polvere, né dell'esistenza né dell'essere;
non sono né d'India né di Cina, né di Bulgaria né di Saqsin,
non sono né del regno d'Iraq né del paese di Kurashan.
Non sono di questo mondo né dell'altro, né del paradiso né dell'inferno,
non sono né di Adamo né di Eva, né dell'Eden né di rizwam.
Il mio posto è d'essere senza posto; la mia traccia, d'essere senza traccia;
non ci sono né il corpo né l'anima, poiché io appartengo all'anima del Beneamato.
Ho rinunciato alla dualità, ho visto che i due mondi sono uno:
Uno solo io cerco, Uno solo io so, Uno solo io vedo, Uno solo io chiamo.
Lui è il Primo, Lui è l'Ultimo, Lui è il Manifesto, Lui è il nascosto;
null'altro io conosco se non 'o Lui' (yâ huwa) e 'o Lui che è!' (yâ man huwa).
Sono ebbro della coppa d'amore, e dei due mondi non so che farmene;
non ho altro fine se non l'ebbrezza e l'estasi.
Se un solo istante della mia vita ho passato senza di Te,
mi pento di quel momento e di quell'ora.
Se un solo istante con Te avrò in questo mondo,
entrambi i mondi calpesterò coi piedi, e per sempre danzerò in trionfo.
O Shams di Tabriz! Io sono tanto inebriato in questo mondo,
che null'altro conosco se non ebbrezza e slanci".
(I brani sono tratti dal volume "I mistici dell'Islam -Antologia del sufismo" a cura di Eva de Vitray-Meyerovitch, traduzione di Stefano Tubino,Ugo Guanda editore, Parma 1991, p. 271 e 269-270)