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La carne è cancerogena.

bairo · · 8 interventi

Umberto Veronesi a proposito di cancro.
Un'alimentazione non sana può essere cancerogena. Il cibo può diventare un veicolo di sostanze nocive, tossiche per l'apparato cardiocircolatorio e per il sistema digerente, e talvolta potenzialmente in grado di provocare tumori.. Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali), ma nel fare queste affermazioni mi baso su ragioni scientifiche più che accertate. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall'atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull'erba che, mangiata dal bestiame, si accumulano nei suoi depositi adiposi, e infine arrivano sul nostro piatto quando mangiamo la carne. Non è vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. Non solo i vegetali ci mettono a disposizione tutto quanto occorre alla vita, ma in essi si trovano anche le proteine, contrariamente a quanto la gente crede. Del resto, in termini evoluzionistici l'uomo discende dalla scimmia, è un primate. Proprio la recentissima mappatura del genoma ci ha permesso la prova scientifica dell'intuizione di Darwin. Il 99 per cento del nostro Dna è esattamente identico a quello dello scimpanzé, e noi siamo uguali a lui per le nostre funzioni di ogni tipo. Abbiamo in più il gene del linguaggio, e questo ci differenzia. Senza linguaggio non c'è civiltà, come senza la scrittura non ci sarebbe la storia del genere umano. Per il resto, il nostro metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di bacche, cereali, legumi, frutti. Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie. Solo tre anni fa, il Rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità sulla salute nel mondo attribuiva a un insufficiente consumo di frutta e legumi quasi tre milioni di decessi.
L'espresso, 8 marzo 2005 Veronesi: la mia dieta anti-cancro


CARNE E CANCRO


Le Linee Guida per la prevenzione dei tumori degli Usa, redatte da World Cancer Research Found/American Istitute for Cancer Research nel 1997 indicano l'aderenza ad una dieta ricca di fibre e povera di grassi, che includa veri tipi di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, come migliore strategia per la prevenzione del cancro. E' stato sperimentalmente accertato che eliminando il consumo di carne si può ottenere una riduzione del rischio di infarto del 90%, e del 97% di rischio di ictus cerebrale.
Che la carne sia cancerogena lo affermano i famosi clinici americani Armstrong e Doll (International Journal of Cancer 1975); i ricercatori dell'American Foundation di NeW York, i ricercatori del National Medical Center degli USA; i proff. Caprilli e Pietroiusti dell'Istituto di Clinica Medica 2 dell'Università di Roma; i diversi clinici partecipanti al Simposio internazionale di Cancerologia tenutosi nel 1984 a Montecarlo. In particolare mediante studi epidemiologici è stata dimostrata una sicura relazione tra diete ricche di proteine e grassi animali e alcuni tipi di cancro, in particolare cancro al seno, al pancreas, alla prostata.
Inoltre l'Agenzia internazionale di Ricerche sul Cancro, con sede a Lione, ha condotto un'indagine a tappeto in 7 paesi europei tra cui l'Italia in cui si dimostra che i tumori al colon e al retto sono più numerosi nei Paesi maggiormente sviluppati nei quali esiste un consumo eccessivo di grassi e di proteine animali e che esiste un legame evidente tra dieta iperlipidica e iperproteica e il cancro alla mammella.
Il prof. Rollo Russell, nel suo saggio "Notes on the of Cancer" scrive: "Ho rilevato che su 25 nazioni con popolazione prevalentemente carnivora 19 presentano un'alta percentuale di cancro e soltanto una presenta una percentuale bassa, mentre su 35 nazioni ad alimentazione prevalentemente vegetariana nessuna presenta una percentuale notevole di cancro:
La rivista "Brithis Medical Journal nel 1994 ha pubblicato i risultati di uno studio condotto da Margaret Thorogood della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra, su 5.000 consumatori abituali di carne, il cui stato di salute è stato messo a confronto con quello di 6.000 vegetariani. Si è constatato che nel gruppo dei vegetariani esiste una considerevole minore possibilità di morire di cancro. Lo stesso giornale, mediante un'altra indagine statistica, ha indicato fino al 40% la possibilità in meno che ha un vegetariano di contrarre cancro rispetto ad un carnivoro.
Nel numero 5 della rivista medico-scientifica "Medico e Paziente" del 1989 si legge: "E' ormai accertato da in numerosi e differenti studi che esiste una relazione tra tumori e regime dietetico. In particolare. Tra i fattori ambientali un posto di rilievo spetta alla dieta che sembra essere coinvolta nel 50% di tutte le neoplasie femminili e nel 30 % di tutti i tumori maschili. Nella prevenzione del cancro le fibre hanno un ruolo molto importante. Per ciò che riguarda il cancro allo stomaco i cibi maggiormente incriminati sono di origine animale. La percentuale di cancro al colon aumenta con il quantitativo di grassi animali. Da notare che quest'ultima malattia è poco diffusa tra le popolazioni a regime vegetariano, come gli africani a regime tribale, gli Avventisti del Settimo Giorno, i Mormoni, gli Indiani del Nord America.
E' stato inoltre dimostrato che molti tipi di cancro, come quello alle ovaie, sono legati al consumo di latte e formaggi e anche il diabete insulino dipendente è legato al consumo di alimenti lattiero-caseari. Infatti vi sono popolazioni dell'Asia e dell'Africa Nera che assumono pochissimo Calcio dagli alimenti eppure non conoscono l'osteoporosi, mentre altre popolazioni, come quelle occidentali o gli Eskimesi che assumono enormi quantità di calcio, presentano un tasso di osteoporosi elevatissimo.
Nelle pagine Tuttoscienze che il quotidiano La Stampa pubblica ogni mercoledì, Marina Verna, giornalista scientifica e redattrice di tali pagine, ha informato di aver partecipato ad un importante Congresso medico specializzato per il cancro in America durante il quale i relatori convennero tutti sul fatto che il cibo carneo è direttamente cancerogeno ma convennero anche che tale grave conclusione non doveva venire propagata per "non provocare una rivoluzione nella cultura alimentare corrente". Il fatto è riferito a pag. 9 del libro di Marisa di Bartolo "Il cannibale vegetariano" Ed. Proget/Kosmos.
Numerosi studi epidemiologici hanno confermato lo stretto legame tra stile alimentare e rischio di sviluppare un tumore (Chief Medical 1998; National Research Council 1989; World Cancer Research Fund 1997); in particolare è stato stimato che il 35% delle patologie neoplastiche sia correlato ad abitudini alimentari scorrette (Doll R. and Peto R. 1981; Riboli E. 1992; Willett W. 1995).
Che la carne sia concerogena lo hanno affermato fin dal 1975 i famosi clinici americani Armstrong e Doll (International Journal of Cancer ) i ricercatori dell'american Foundation di New York con a capo il clinico Ernest Winder, l'equipe di scienziati di Barry Commoner della Washington University di Sant Louis nel Mussuri USA, i ricercatori della National Medical Center degli USA, i proff. Caaprilli e Petroselli dell'istituto di Clinica medica 2 dell'Università di Roma, i diversi clinici partecipanti al simposio internazionale di Cancerologia tenutosi nelò 1984 a Montecarlo.
Il prof. Rollo Russell, nel suo saggio "Notes on the causation of cancer" scrive: "Ho rivelato che su 25 nazioni con popolazione prevalentemente carnivora, 19 presentano un'alta percentuale di cancro, mentre su 35 nazioni ad alimentazione prevalentemente vegetariana, nessuna presenta una percentuale notevole di cancro".
Un'indagine statistica sulla cancerogeneità della carne condotta dal Brithis Medical Journal ha indicato fino al 40% la possibilità in meno di un vegetariano di contrarre cancro rispetto ad un carnivoro.
La rivista "Brithis Medical Journal nel 1994 ha pubblicato i risultati di uno studio condotto da Margaret Thorogood della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra, su 5.000 consumatori abituali di carne, il cui stato di salute è stato messo a confronto con quello di 6.000 vegetariani. Si è constatato che nel gruppo dei vegetariani esiste una considerevole minore possibilità di morire di cancro. Lo stesso giornale, mediante un'altra indagine statistica, ha indicato fino al 40% la possibilità in meno che ha un vegetariano di contrarre cancro rispetto ad un carnivoro.
Nel numero 5 della rivista medico-scientifica "Medico e Paziente" del 1989 si legge: "E' ormai accertato da in numerosi e differenti studi che esiste una relazione tra tumori e regime dietetico. In particolare. Tra i fattori ambientali un posto di rilievo spetta alla dieta che sembra essere coinvolta nel 50% di tutte le neoplasie femminili e nel 30 % di tutti i tumori maschili. Nella prevenzione del cancro le fibre hanno un ruolo molto importante. Per ciò che riguarda il cancro allo stomaco i cibi maggiormente incriminati sono di origine animale. La percentuale di cancro al colon aumenta con il quantitativo di grassi animali. Da notare che quest'ultima malattia è poco diffusa tra le popolazioni a regime vegetariano, come gli africani a regime tribale, gli Avventisti del Settimo Giorno, i Mormoni, gli Indiani del Nord America.
Nell'Università di Cambridge in Inghilterra, il dr. Khaw nel 2001 ha dimostrato, mediante un memorabile esperimento di massa durato diversi anni e coinvolgente miglia di persone, che la soluzione migliore contro i tre maggiori killer mondiali (cardiopatie, cancro e diabete) stanno in una semplice dieta fruttariana-vegetariana.



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