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CASO ABU OMAR
di Cronista
17 febbraio 2007 0:00
 
da Manifesto online:

Abu Omar
Segreto di stato, è scontro tra toghe e governo.

Dopo le accuse di Rutelli, depositato alla Consulta il ricorso contro la procura di Milano.
L'Anm contro il vicepremier: ha esegerato.
E Di Pietro prende le distanze: «Parla a titolo personale»

C. L.

ROMA - «Ritengo che le parole del vicepremier Francesco Rutelli vadano ben oltre la libertà del governo di fare ricorso alla Corte costituzionale». E' secco Nello Rossi, segretario dell'associazione nazionale magistrati. L'accusa di aver violato il segreto di stato lanciata da Rutelli contro i magistrati che indagano sul sequestro dell'ex imam Abu Omar viene letta dalle toghe come un attacco al lavoro svolto in questi anni dai magistrati milanesi.

Un attacco che provoca una nuova divisione anche all'interno dello stesso governo, con il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che prende le distanze da Rutelli: «Parla a titolo personale quando afferma che i giudici di Milano avrebbero bruciato 85 agenti dei sevizi segreti italiani - attacca dall'India l'ex pm di Mani pulite - I giudici hanno invece scoperto delle azioni illegali ed è un grave errore farli passare per colpevoli».

Ma Di Pietro se la prende anche con Romano Prodi, che sempre ieri ha difeso la scelta di non chiedere agli Stati uniti l'estradizione dei 26 agenti della Cia coinvolti nel sequestro e per i quali la procura milanese ha chiesto il rinvio a giudizio. «Esistono regole - ha detto il premier, anche lui in viaggio in India - e finché il parlamento non le modifica il governo è tenuto a rispettarle».

Una decisione che non piace a Di Pietro, per il quale sulla mancata richiesta di estradizione «sbagliava il governo Berlusconi e sbaglia il governo attuale». «A mio avviso - prosegue il ministro - sul piano politico sarebbe meglio dare esercizio al provvedimento, perché così si mette la palla in mano agli americani che si devono assumere la loro responsabilità». Un botta e risposta che non salva neppure Clemente Mastella, a cui Di Pietro contesta la titolarità della decisione di non chiedere l'estradizione: «Sul piano formale quella sui sequestri di persona spetta al ministro della Giustizia - spiega Di Pietro - Ma in un caso così particolare è ovvio che se il Guardasigilli non vi provvede è perché ha un avvallo più alto».

Oggi il Gup di Milano dovrebbe decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dai pm Spataro e Pomarici e che riguardano - oltre agli agenti della Cia - anche l'ex capo del Sismi Nicolò Pollari e il capo del controspionaggio Marco Mancini.

Ieri intanto è stato depositato alla cancelleria della Corte costituzionale il ricorso che il governo, attraverso l'Avvocatura generale dello Stato,- ha presentato proprio per sollevare la questione dei limiti al segreto di stato. Ricorso che non viene contestato dall'Anm, almeno non quanto le parole usate da Rutelli quando ha accusato i pm milanesi di aver «bruciato» con le loro indagini un nutrito numero di uomini e strutture del controspionaggio italiano. «Ritengo che l'Anm - ha spiegato il segretario dell'associazione Nello Rossi - dopo aver svolto un esame approfondito debba esprimere il suo punto di vista attraverso i suoi organi statuari, ribadendo che i magistrati impegnati in delicate indagini debbano debbano essere tutelati nell'esercizio delle loro funzioni e nell'adempimento dei loro doveri, e non possano essere oggetto di dichiarazioni unilaterali che smettano imputare loro gravi responsabilità».

E intanto dall'Egitto -dove è stato scarcerato nei giorni scorsi - si fa sentire anche Abu Omar. All'ex imam di Milano le autorità hanno vietato ogni contatto con i giornalisti, ma attraverso il suo avvocato ha fatto sapere di essere pronto a tornare in Italia, anche se su di lui pende un ordine di custodia cautelare per terrorismo internazionale: «Ho fiducia nella giustizia italiana e sono innocente», ha detto Omar all'avvocato Montasser al Zayat. Difficilmente l'ex imam potrà davvero arrivare in Italia, e ancor più difficilmente potrà essere ascoltato all'eventuale processo per il suo rapimento, visto che una delle condizioni poste per il suo rilascio è che non lasci l'Egitto. L'avvocato al Zayat ha comunque confermato l'intenzione del suo assistito di voler denunciare l'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, a cui chiede un indennizzo di dieci milioni di euro, più venti milioni chiesti al Sismi e alla Cia.

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Commneto:

Appare sempre più sconcertante la presa di posizione di Prodi e Rutelli sul caso Omar, specialmente ora che in tutta l'Europa si stanno svolgendo indagini sui soprusi e sulle violazioni dei diritti internazionali portata avanti arrogantemente dagli americani in tutto lo scacchiere europeo. Cosa c'è dietro tutto questo?..

Possibile che si tratti di una semplice presa di posizione "legalista"?..E in nome di quale "ortodossia"?..Degli accordi presi segretamente da Berlusconi e Bush?.. Sulla "testa" degli italiani ?..Qualunque possa essere la natura di tali accordi, essi NON pussono ASSOLUTAMENTE essere in contrasto con i principi costituzionali, in quanto, nel caso contrario, ciò renderebbe la nostra carta costituzionale un semplice ammasso di carta straccia!

Dunque, se Berlusconi, stilando l'accordo con il suo compare di merende, Bush-junior, ha violato le regole costituzionali, egli ha commesso in crimine (tanto per cambiare!) e Prodi e Rutelli, che ne prendono di fatto le difese, ne diventano automaticamente complici!

Questo Di Pietro, in virtù della sua passata esperienza nella magistratura, lo ha capito perfettamente..Come mai invece Prodi e Rutelli si rifiutano di prenderne atto?.. Tutto ciò è estremamente inquietante, anche perchè la pista Pollari porta direttamnente al cuore della CdL e quindi a Berlusconi stesso, che dovrebbe essere, se la politica ha ancora un senso, il nemico mortale di Prodi!..Cosa accade allora?..Prodi si mette a difendere Berlusconi?? ..Tutto ciò è pazzesco: è privo di qualunque logicità!..A meno che non entrino in gioco storie di ricatti "incrociati"...

E' inutile nascondersi che il comportamento di Prodi e Rutelli lasciano spazio alle congetture più inquietanti, specialmente se si pensa che la reazione a tutti i gravissimi tentativi criminali promossi da Berlusconi di infangare l'immagine di Prodi, attraverso le criminali commissioni parlamentari per le questioni Mitrokhin e Telekom-Serbia, non hanno ancora ricevuto una risposta adeguata alla gravità del caso..Perchè?.. Una volta vinte le elezioni, TUTTI gli elettori amanti della giustizia, si aspettavano l'immediata costituzione di commissioni parlamentari che indagassero su TUTTI i retroscena che hanno spinto Berlusconi e i suoi stallieri ad orchestrare l'infame montatura. E questo specialmente dopo che sono venuti a galla i torbidi trascorsi tra il capo della commissione Mitrokhin, lo stalliere Guzzanti, ed il suo compagno di merende Scaramella! Si sta temporeggiando?.. Speriamo sia questo il motivo, anche se all'uomo della strada tutto ciò appare incomprensibile.

Da tutta la vicenda sta venendo bene fuori la figura di Di Pietro, il quale si dimostra sempre più un elemento in grado, in un prossimo futuro, di raccogliere tutto il consenso dell'attuale centrosinistra, con l'esclusione, forse, dell'ambiguo UDEUR di Mastella, "trait-d'union" tra Vaticano, destra berlusconiana e centro cattolico. "casiniano". Rispetto agli anni passati, la sua maturazione politica è vistosa ed il suo attaccamento ai principi ed ai valori della giustizia, prima ancora che a quelli di "stato" o di partito, lo stanno rendendo popolare tra larghe fascie di cittadini italiani, i quali aspettano da sempre il fatidico "cambiamento", il quale non sia, ovviamente, quello di matrice "talebana", come auspicato da una frangia dell'estrema sinistra.



 
 
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