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CEI: CAFONAGGINE EPISCOPALE ITALIANA
di Sergio
29 marzo 2007 0:00
 
La CEI sembra ormai un covo di cafoni.
Cafoni privi di educazione civica e senso dello Stato. Cafoni privi di senso etico e di virtù cristiane.
Non mi risulta che Gesù scrivesse lettere o note a Tiberio Cesare.
Il clero ha evidentemente dimenticato Gesù e riduce il messaggio cristiano a insignificante ritualità liturgica.
I cristiani dovrebbero manifestare il proprio disappunto nei confronti del clero italiano.
Pretendere che le "virtù" si affermino con le leggi è dimostrazione di scarso senso etico, di povertà morale.
Con quale diritto cercano di condizionare le scelte legislative dei rappresentanti della Nazione che, fino a prova contraria, dovrebbero agire senza vincolo di mandato.
A questo punto dovremmo pretendere provvedimenti censori nei confronti di qualsiasi parlamentare che si permetta di parlare della propria fede religiosa. La religione deve sparire dalle istituzioni e dai luoghi pubblici per divenire un fatto esclusivamente privato. Ciò vuole la Chiesa blasfema.
La religione rischia di essere un elemento sovversivo dell'ordinamento democratico repubblicano. Altro che terrorismo e quattro ridicoli brigatisti, vecchi o nuovi poco importa. Qui siamo alla dichiarazione di guerra allo Stato italiano.
Bisogna immediatamente denunciare il Concordato perché la Chiesa non rispetta l'autonomia della Stato laico.
Siamo concretamente davanti al rischio di un Parlamento istigato ad attentare alla Costituzione e ai diritti costituzionali del Popolo Italiano.
Che fine farebbe l'ordinamento democratico se ogni chiesa pretendesse obbedienza nello svolgimento delle funzioni legislative.
La CEI ha chiuso ogni ipotesi di confronto e di dibattito.
Non si discute con chi ha la presunzione di essere l'unico interprete del "diritto naturale", con chi pensa di poter dettare le leggi. La CEI svolge ormai il ruolo di un ennesimo squallido partitino politico che sfrutta la debolezza degli schieramenti parlamentari per svilire e umiliare la nostra già vacillante democrazia. Forse inseguendo un sogno teocratico: stolti e velleitari anticristiani.
E' proprio vero che il diavolo può essere ovunque: io credo che sia di casa nei palazzi vaticani.
Mi vergogno di essere italiano.
Presidente Napolitano, nulla da dire? Non ritiene doveroso un messaggio alle Camere per richiamare i legislatori al loro dovere istituzionale?
Così, giusto per dare un segnale di equilibrio e attenzione.
 
 
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29 marzo 2007 0:00
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