La CGIL manifesta a Parma contro i poveri
Oggi 08/11/2008 alle 15 a Parma la CGIL, con la partecipazione di una certa Morena Piccinini della segreteria nazionale, fara' una manifestazione che ufficialmente dovrebbe essere contro la poverta', in realta' e' contro i poveri. E non a caso vi aderisce anche il CIAC, che difende a spada tratta gli immigrati. Se vi e' tanta poverta' in giro la colpa non e' tutta dell'euro, delle speculazioni su prezzi e tariffe o di una crisi finanziaria che secondo la Banca di Italia ha ridotto del 7% i risparmi degli Italiani, ma di una persistente (e di nuovo crescente) disoccupazione, legata alla presenza di immigrati. Un quattro milioni di posti di lavoro che i padroni hanno preferito dare a immigrati (irregolari, regolarizzari o irregolari) sono quattro milioni di posti di lavoro in meno per i disoccupati locali. In generale questi immigrati non sono ne' necessari (poiche' non e' vero che i disoccupati italiani rifiutino "certi lavori", io ad esempio e' dal 2002 che all'Ufficio di collocamento o CPI mi sono dichiarato disposto a fare qualsiasi lavoro, compreso il mungitore, ma non mi hanno mai chiamato, e continuano a importare gente dall'India) ne' utili (infatti non producono ricchezza, ma miseria, rubando il lavoro ai disoccupati italiani, e quei famosi quattro miliardi di euro che gli immigrati hanno pagato di imposte quest'anno saremmo stati ben lieti di pagarli noi, se ci avessero dato modo di lavorare e guadagnare). E non credo nemmeno che i padroni preferiscano assumere immigrati perche' verrebbero pagati meno, salvo forse un 500.000 clandestini, gli altri sono sotto CCNL e pagati come stabilito dai contratti nazionali di lavoro, e d'altra parte questo e' facilmente verificabile osservando come molti immigrati riescano a mantenere qui moglie e figli, comprare casa e automobile, e avanzino loro un 520 milioni di euro di rimesse da inviare ai parenti rimasti nei paesi di provenienza, e tutto questo mentre 7.542.000 Italiani sono sotto la soglia di poverta', e molti anche di quelli non riconosciuti come poveri fatichino ad arrivare alla fine del mese, per non dire della quasi impossibilita' ormai di comprare casa e mettere su famiglia. Chi emigra in Italia non lo fa per fare l'elemosina agli imprenditori locali, ma per stare meglio che a casa propria. Con ogni probabilita' questa degli immigrati sottopagati e' una frottola messa in circolazione allo scopo di persuadere la popolazione locale che gli immigrati trovino lavoro piu' facilmente degli Italiani proprio perche' si accontentano di stipendi piu' bassi, e innescare cosi' una corsa al ribasso, con disoccupati disposti a lavorare per stipendi ancora piu' bassi di quelli che erroneamente si ritengano accettati dagli immigrati. La CGIL se volesse difendere davvero gli interessi dei lavoratori, dei disoccupati e dei poveri italiani dovrebbe smettere di assecondare i capricci del padronato che vuole sempre piu' immigrati. E che ce ne siano troppi e' dimostrato anche da documenti come il Rapporto 2008 sull'immigrazione pubblicato dalla Provincia di Parma, documenti da cui risulta che da queste parti il tasso di disoccupazione e' del 3,0% per gli Italiani, e del 7,1% per gli immigrati, evidentemente sono piu' di quanti il mercato richieda, a meno di non volere fare gli spiritosi e dire che nemmeno essi hanno piu' voglia di lavorare. Sbagliano quindi coloro che, come il Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli in occasione della Prima conferenza sull'immigrazione del 5/11/2008, affermano che occorre integraregli immigrati per evitare una deriva verso il razzismo, il razzismo nasce proprio quando i cittadini italiani si vedono sottrarre lavoro, case popolari (a Parma un 9,20% di stranieri dispone del 21,62% di case ERP) e altro da gente che tutte queste belle cose dovrebbe chiederle ai loro Governi, non al nostro.
Paolo
Paolo