Giovedì 18 giugno 2026
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Chi ci raccapezza qualcosa?

yannis · · 12 interventi
da qualche mese è in atto nell'ambito del Pd la ricerca di una persona che, senza fare troppi danni, sia in grado di guidare il partito, anche perché le persone che si sono succedute sull'ambito scranno non hanno ottenuto altro che di far perdere consensi. La sinistra è stata sempre un po' restia ai sondaggi: forse li riteneva manipolati dal turpe "maligno". Ora, però, ogni due giorni ne sforna sempre di nuovi che, salvo impercettibili differenze, sono grosso modo sempre uguali; in più sono fonte di contrasti interni: viene messo in dubbio il numero dei tesserati. L'ultimo episodio in ordine di tempo è quello avvenuto in Calabria con l'intervento disperato della Calipari inteso a far intervenire la commissione di garanzia regionale, a dimostrazione che si non fidano neanche tra di loro. Suggerisco, considerati i casi che si verificano ogni tre per due, o di nominare una commissione permanente itinerante oppure, forse la soluzione più logica, di sospendere queste elezioni di circolo che assumono sempre di più l'aspetto di una farsa. Temono l'imbroglio al loro interno e nel contempo aspirano a governare il Paese: se questa non è una comica che cosa è? Ad ogni modo le ultime notizie danno in testa Bersani, fautore del partito da combattimento, seguito da Franceschini, esperto in fesserie tra le quali spicca l'ultima con la quale ha paragonato i terremotati a comparse, e per ultimo dal medico Marino, esperto in documenti amministrativi un po' troppo allegrotti. Con tutta la buona volontà mi resta difficile capire come il popolo del Pd possa esprimere delle preferenze. Nel 2006, durante la campagna elettorale, abbiamo assistito a promesse fatte in TV dalla sinistra che, una volta al governo, si è ben guardata dal mantenere, anzi vergognosamente le ha ignorate. Ora gli elettori del Pd devono credere a chiacchiere fatte durante una visita o tutt'al più a qualche dichiarazione rilasciata in modo informale durante un'intervista lungo la strada. Da quel che è dato sapere, nessun candidato ha fino ad ora esposto un serio programma. L'unica cosa chiara e che li unisce come un cordone ombelicale è l'antiberlusconismo che hanno elevato a loro bandiera: fino ad ora è l'unica idea e l'unico programma nel PD. Non è dato sapere nemmeno a che punto sono con il fidato Di Pietro che già una volta li ha presi in giro, la seconda, elezioni primaverili, ha soffiato loro un po' di voti e la terza forse li fogaciterà del tutto. Intendiamoci non è un gran guadagno per il Paese, perchè tutto si potrà dire di Di Pietro tranne che potrà essere per carisma e per capacità un leader con la "L" maiuscola. Lui ci potrà azzeccare con l'economia spicciola, con i giochetti sottobanco, quelli alla casareccia o alla paesana, ma a livello nazionale, per non parlare di quello Europeo o Mondiale, sparisce come il due di coppe nel gioco a briscola . Tra non molto i tre baldi moschettieri affronteranno le "Primarie": l'unico effetto positivo che avranno, oltre ad eleggere il segretario, è che non dovremo più sorbirci le stralunate fregnacciate di Franceschini che tornerà a fare la comparsa magari in qualche teatro che Veltroni allestirà, speriamo presto, in Africa.
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