Chiesa e pedofilia: il 'Crimen' protegge?
Ciao a tutti,
torno sull'argomento "Crimen sollicitationis" in cerca di chiarimento.
Nel testo appare chiaro che l'obbligo al segreto si intende riguardo a ciò che avverà in giudizio, e che quindi ciò non nega alla vittima la possibilità di una denuncia anche all'autorità civile. È anche vero che nel documento non si dice mai di non farlo, e che il diritto canonico è parallelo a quello italiano e non lo esclude. Ok.
Non riesco a focalizzare il perché, ma non sono così sicuro che ciò basti a garantire la possibilità di una seconda e successiva denuncia, voi che ne dite? Voglio dire, siamo sicuri che nel farla, semplicemente le due cose non si accavallino e quindi possano coesistere? Se per assurdo io denunciassi un tizio in Italia e poi anche per dire in Francia, il segreto istruttorio mi lascerebbe comunque piena libertà di parola in entrambi i processi? O sarei invece costretto a non dire delle cose nel secondo, e quindi a renderlo inutile, a causa del primo giuramento al silenzio?
Se effettivamente ci fosse piena libertà, allora il documento davvero non 'copre' nessuno, in caso contrario implicitamente sì.
La cosa non mi è chiara, e penso che sia questo il nodo principale di tutto il caso. Qual'è il vostro parere?
torno sull'argomento "Crimen sollicitationis" in cerca di chiarimento.
Nel testo appare chiaro che l'obbligo al segreto si intende riguardo a ciò che avverà in giudizio, e che quindi ciò non nega alla vittima la possibilità di una denuncia anche all'autorità civile. È anche vero che nel documento non si dice mai di non farlo, e che il diritto canonico è parallelo a quello italiano e non lo esclude. Ok.
Non riesco a focalizzare il perché, ma non sono così sicuro che ciò basti a garantire la possibilità di una seconda e successiva denuncia, voi che ne dite? Voglio dire, siamo sicuri che nel farla, semplicemente le due cose non si accavallino e quindi possano coesistere? Se per assurdo io denunciassi un tizio in Italia e poi anche per dire in Francia, il segreto istruttorio mi lascerebbe comunque piena libertà di parola in entrambi i processi? O sarei invece costretto a non dire delle cose nel secondo, e quindi a renderlo inutile, a causa del primo giuramento al silenzio?
Se effettivamente ci fosse piena libertà, allora il documento davvero non 'copre' nessuno, in caso contrario implicitamente sì.
La cosa non mi è chiara, e penso che sia questo il nodo principale di tutto il caso. Qual'è il vostro parere?