ci scappasse un bel 6
rammento di aver letto in uno scritto di Montanelli :" la scuola del P.C.I. sa formare uomini di partito ma non di Governo": Che tale formazione politica non abbia avuto la capacità di forgiare uomini di governo purtroppo lo abbiamo visto in passato, ma anche la formazione di uomini di partito, considerati alcuni recenti fatti, comincia a lasciare a desiderare e di molto. Prendo ad esempio D'Alema, che considero da anni il personaggio più brillante della sinistra, per il suo modo furbino e scaltro nelle diatribe di partito, per il suo senso innato di stare al timone, non per niente è anche un esperto navigatore, per la sua spocchia e superbia che a volte lo rendevano anche simpatico. Da un po' di tempo però questo suo ergersi dal mondo della sinistra si è alquanto appannato, anzi mi sembra che il "baffino" si sia livellato alla media del suo partito che ritengo, magari a torto, alquanto bassa. Alcuni esempi. Traffica ed armeggia in un partito ormai allo sbando, cercando di tenersi aperte tutte le porte, anche con l'estrema sinistra: non per niente non ha mai riconosciuto apertamente e pubblicamente che il comunismo è stato un totale fallimento storico costato centinaia di milioni di morti. Dopo la batosta delle elezioni del 2008, con singolare arroganza e completa assenza delle più elementari regole di educazione e di rispetto, ha detto che gli italiani che contano, quelli con una certa cultura...hanno votato per il PD. Premesso che i titoli di studio sono una componente della cultura e non l'unica, "baffino"quanti titoli accademici vanta? 10, 5 o forse nessuno. Ultimamente, prima dei ballottaggi amministrativi, ha avuto la sventura di pronunciare una frase interpetrata in mille maniere, però la scossa prevista si è verificata e sembra che abbia causato danno non solo al suo partito ma soprattutto alla corrente che si rifà a lui. D'Alema però è un uomo dalle mille risorse. Vedendosi con le spalle al muro, con il PD e la sua corrente allo sfascio, cosa fa? Si mette ad imitare Franceschini, cioè colui che prima della legnata del mese scorso disse che Berlusconi era alla fine. Che abbia contratto anche lui la sindrome "berlusconi"? Infatti invece di commentare e deplorare apertamente i fatterelli di Bari, si mette a parlar male dell'attuale Governo, rievoca gli anni trenta e paventa il fantasma del nazismo ed al culmine del suo vaneggiare alla Franceschini afferma." Oggi ci troviamo in una fase estrema del berlusconismo. Estrema come massima espressione del suo potere personale, ma anche del suo declino". Sinceramente mi rammarico nel vedere il brillante navigarore ridotto a dire cose del genere, ma il sole estivo, specialmente se uno va per mare senza un cappello, è pericoloso. Vorrei approfittare dell'attuale periodo per chiedere al "baffetto" se può fornirmi 6 numeri da giocare al superenalotto