Cibi con uova marce, 20 arresti, sequestri in tutta Italia
Cibi con uova marce, 20 arresti, sequestri in tutta Italia
MILANO (Reuters) - Migliaia di alimenti prodotti con uova invase da muffe, rotte o putrefatte e destinati ai consumatori sono stati sequestrati in sette regioni italiane dai carabinieri, che hanno eseguito 27 ordinanze tra arresti e altre misure interdittive.
Lo rende noto il comando dei carabinieri per la Tutela della salute di Roma.
L'operazione, partita all'alba da Bologna, ha riguardato Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto.
Su 61 indagati in due anni di indagini, condotte dai Nas di Bologna e coordinate dalla procura bolognese, per 20 persone sono state disposte ordinanze di misura cautelare (otto in carcere, 12 ai domiciliari), mentre per sette è stata disposta l'interdizione dall'attività professionale o imprenditoriale.
Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata alla adulterazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive e adulterate, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.
I sigilli dei carabinieri dei Nas sono stati apposti su oltre 60.500 chili di prodotti a base di uova, 32 milioni di uova, oltre 2.500 tonnellate di sottoprodotti di origine animale. Sequestrate anche nove aziende alimentari che producevano gli alimenti incriminati.
Le indagini, coordinate dalla procura di Bologna, sono durate due anni . Circa 60 persone le persone coinvolte, residenti oltre che in Italia, in Francia, Olanda, Spagna e Inghilterra.
RISCHIO PER LA SALUTE
In particolare, scrivono i carabinieri, l'organizzazione è accusata di aver provveduto all'approvvigionamento, alla distribuzione e all'utilizzo per la produzione di alimenti, rilevanti quantità di sottoprodotti di origine animale -- classificati nelle categorie di uova incubate, rotte, incrinate, invase da muffe e parassiti, in avanzato stato di putrefazione, prodotti scaduti o alterati.
I carabinieri riferiscono che i complici riciclavano le "materie prime" profittando anche della compiacenza di aziende specializzate per lo smaltimento, che attestavano falsamente l'avvenuta distruzione del rifiuto delle filiere produttive e commerciali, evitando i costi di smaltimento obbligatorio e traendone "un sostanzioso ricavo economico con la vendita alle industrie alimentari con conseguente grave rischio per la salute dei consumatori".
Le indagini -- effettuate in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità e la sezione di Bologna dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna -- hanno permesso di provare che l'uso di tali sottoprodotti in alimenti destinati al consumo umano, comportava la formazione di cataboliti come istamina, cadaverina e putrescina, con grave rischio di insorgenza di patologie e allergie a danno dell'ignaro consumatore, scrivono i Nas.
W LA CUCINA ITALIANA!!!