Come il digitale Terr. non cambierà niente
Settimane fa, in un post sul canone rai, riflettevo sul duopolio rai e mediaset, i due operatori di fatto stanno fagocitando tutti i canali del digitale. L'errore del Parlmento negli anni 80 / 90 era stato quello di non regolamentare seriamente la questione su indicazione della Corte Costituzionale. E oggi assistiamo, che sì il digitale offre 40 canali, ma rai e mediaset ne hanno presi già quasi 10 a testa, morale della favola: è in atto una trasposizione della posizione dominante dei due operatori, dall'analogico al digitale.
Di questo pare gli italiani non se ne siano accorti, ma per fortuna se ne è accorta la Commissione Europea (Corriere della Sera, 15 febbraio 2006).
La richiesta di informazioni...
<< contenuta in una lettera di otto cartelle firmata da Philip Lowe, direttore generale della Kroes, e di fatto punta il dito contro tre aspetti della ripartizione delle frequenze. Innanzitutto, Bruxelles chiede di spiegare perché il governo abbia deciso di concedere le frequenze per il digitale terrestre solo agli operatori già presenti sul tradizionale mercato della tv analogica (in cui Mediaset fa la parte del leone). Gli esperti domandano poi di spiegare la ragione per cui l'Autorità garante delle telecomunicazioni non abbia dato attuazione al piano di assegnazione delle frequenze analogiche, la cui mancata esecuzione "ha reso estremamente difficile per i nuovi entranti il reperimento delle risorse" per il digitale terrestre
Ma non finisce qui. L'Ue chiede se esista un limite alla raccolta "di licenze d'operatore per il digitale e di frequenze destinate alla radiodiffusione televisiva" che gli operatori già presenti sul mercato - capitanati dall'azienda della famiglia Berlusconi - stanno rastrellando con il rischio di una trasposizione della propria posizione dominante sul mercato del digitale. >>
Di questo pare gli italiani non se ne siano accorti, ma per fortuna se ne è accorta la Commissione Europea (Corriere della Sera, 15 febbraio 2006).
La richiesta di informazioni...
<< contenuta in una lettera di otto cartelle firmata da Philip Lowe, direttore generale della Kroes, e di fatto punta il dito contro tre aspetti della ripartizione delle frequenze. Innanzitutto, Bruxelles chiede di spiegare perché il governo abbia deciso di concedere le frequenze per il digitale terrestre solo agli operatori già presenti sul tradizionale mercato della tv analogica (in cui Mediaset fa la parte del leone). Gli esperti domandano poi di spiegare la ragione per cui l'Autorità garante delle telecomunicazioni non abbia dato attuazione al piano di assegnazione delle frequenze analogiche, la cui mancata esecuzione "ha reso estremamente difficile per i nuovi entranti il reperimento delle risorse" per il digitale terrestre
Ma non finisce qui. L'Ue chiede se esista un limite alla raccolta "di licenze d'operatore per il digitale e di frequenze destinate alla radiodiffusione televisiva" che gli operatori già presenti sul mercato - capitanati dall'azienda della famiglia Berlusconi - stanno rastrellando con il rischio di una trasposizione della propria posizione dominante sul mercato del digitale. >>