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COME ELIMINARE I GESTORI TELEFONICI: IL DNA TRA MEMORIA GENETICA E MEMORIA BIOCHIMICA
di lucillafiaccola1796
17 maggio 2011 20:33
 
IL DNA TRA MEMORIA GENETICA E MEMORIA BIOCHIMICA
Introduzione ai fondamenti del Bio-Vitalismo
La memoria biologica è funzione di una dinamica di riproduzione di flussi di bio-informazione prodotti da le trasformazioni molecolari del metabolismo neuronale regolato da la codificazione della informazione genetica.
Tale definizione acquisisce significato in seguito ad una profonda revisione della concettualità meccanica sulla quale e stata fondata la biologia che abbiamo denominata “Bio-Vitalismo”; infatti perseguendo in una obsoleta concezione biologica che essendo basata su concezioni meccaniche della scienza, non si e mai proposta di rispondere alla domanda: cosa è il pensiero?, quale fenomeno la cui esistenza e auto-evidente, certamente risulta assai difficile concepire come funzionino i processi cerebrali di riproduzione della informazione mnemonica nelle sue forme a breve ed a lungo termine. Il DNA-nucleare (DNA), oltre ad essere responsabile della costruzione proteica e più in generale del controllo metabolico del corpo, comportandosi come una “ANTENNA BIOLOGICA” funziona simultaneamente anche come elemento di comunicazione interattiva. Infatti ricordando che acidi nucleici DNA e RNA ( ed anche le proteine) hanno proprietà PIEZOELETTRICHE, in quanto si comportano come SEMI-CRISTALLI, di conseguenza il movimento che segue alla apertura ed allo svolgimento della doppia elica del DNA, nell'atto di formazione del RNA, modifica ad ogni ciclo di svolgimento le proprietà di torsione, cosi che compressione e stiramento del DNA, divengono azioni che generano polarizzazioni discontinue della tensione bio-elettrica del DNA, ed inducono la produzione di SEGNALI bio-elettrici. Pertanto Il DNA può COMUNICARE A DISTANZA SEGNALI, che sono rispondenti alla sezione di codificazione del DNA, quando essa viene copiata dal RNA, i quali vengono ricevuti per risonanza coerente ad es dal DNA-Mitocondriale (mt-DNA) o da altri operatori biologici capaci di recepire la codificazione dei segnali emessi dal DNA. La iniziale emissione di segnali piezoelettrici subisce una trasformazione di trasferimento simultaneo di informazione (del tipo di ciò che si verifica nel “Teletrasporto”) in seguito al fenomeno derivante dall'entanglement quantistico di fononi. Pertanto il DNA agisce non solo come memoria protetta della informazione genetica, ma anche come un sistema di comunicazione parallela a distanza che e complementare alla trasduzione per contatto di segnali della codificazione genetica attuata dal RNA. Questa informazione parallela viene utilizzata interattivamente dai ricettori del mt-DNA ovvero enzimi ecc..) per regolare il metabolismo cellulare fino al programmare la “apoptosi” della cellula. Recentemente alcuni ricercatori hanno individuato nei processi di metilazione la possibilità di bloccare alcune sequenze del DNA; tale reazione biochimica, pertanto permette di evitate la polarizzazione di alcune sezioni della doppia elica e quindi impedisce l'attuarsi della attività parallela di comunicazione interattiva del DNA-Antenna. Probabilmente, come conseguenza dei processi di metilazione della sezioni attive nella espressione del DNA, la dinamica delle trasformazioni del flusso di informazione cerebrale viene stabilizzata in una ri-organizzazione esattamente riproduttiva e quindi più stabile che favorisce il passaggio tra la memoria a breve a quella a lungo termine. Il fisico quantistico russo Peter Gariaev nei suoi stidi di Wave Genetics, chiama l'azione di comunicazione a distanza del DNA con il nome di “PHANTOM EFFECT”, ed egli ritiene che il pensiero possa interagire nella espressione del DNA, fino a poter controllare la sua corretta ricostruzione, non solo agendo nel rafforzamento delle memorie ma anche come azione terapeutica, cosi che un atteggiamento mentale positivo si pensa possa avere una azione benefica nella guarigione dal cancro. Dobbiamo ritenere che tale azione abbia un valore probabilistico non nullo, ma certamente è ancora di difficile comprensione allo stato attuale di sviluppo del del Bio-vitalismo, ciò in quanto ogni passaggio di trasformazione della bio-informazione, viene precisamente codificato, così che i processi inversi di decodificazione e ricodificazione che vanno a ritroso dal pensiero al DNA divengono alquanto improbabili. Nel Giardino Primordiale della Natura la vita era eterna, poiché la cellula era immortale, consentendosi una continua rigenerazione che (proprio per questo) non invecchiavano mai. Inoltre, ogni cellula aveva la memoria del tutto e per ogni eventuale infortunio (possibile per esseri umani formati di carne) le cellule provvedevano, in poco tempo, alla ricostruzione e alla restaurazione delle condizioni originali. Si può affermare che tutte le cellule originali fossero “staminali”. La memoria genetica a per decisione della Natura, si attenuò sempre più e scomparve quasi completamente. Attualmente la memoria genetica delle cellule arriva a far rimarginare una ferita ma non a ricostruire parti del corpo mancanti o lesionate. La cellula però, se posta in condizioni di “risveglio”, opera secondo la sua memoria originale. Se una cellula è posta in un ovulo (nelle condizioni ottimali quindi per risvegliare le sue funzioni originali) ricostruisce “tutto” quello che le manca, cioè l’intero essere umano che essa ha in memoria, meno lei stessa. Ecco quindi la clonazione come la conosciamo, cioè l’immissione in un ovulo femminile di una cellula di un corpo umano che sviluppa la ricostruzione dell’intero essere al quale la cellula apparteneva (è da tenere presente che quell’essere comunque non può sfuggire all’invecchiamento che la cellula aveva accumulato precedentemente ed al suo normale invecchiamento). Questo porta i cloni a morire precocemente. Altra prova di tutto questo sono le cellule staminali che rappresentano la nuova frontiera della medicina al punto che ormai si parla del superamento dei trapianti e si afferma che il futuro sarà nella ricostruzione degli organi tramite appunto le cellule staminali. Dove si trovano le cellule staminali? Negli embrioni, nel cordone ombelicale, cioè nell’inizio della vita quando le cellule detengono il massimo del residuo di memoria che era totale in origine.
 
 
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