COME NACQUE IL CRISTIANESIMO
Premessa:
Dal momento che individui squallidi ed ignobili, legati ai circoli reazionari cattofondamentalisti, hanno fatto del tutto per spingere il post di cui sotto in terza-quarta pagina del tread in cui appariva, sottraendolo alla vista dei "curiosi", ho pensato fosse utile riproporlo come tread separato. Invito le persone sinceramente ed onestamente interessate alla discussione a parteciparvi al fine di dare il loro contributo di conoscenze al tema di fondo: la ricerca delle vere origini del cristianesimo!
**************
Origine del culto cristiano.
Da secoli ormai, il clero lascia credere che il cristianesimo sia stato fondato da Paolo di Tarso e questa è l'opinione che ancora pervade gli ambienti dell'esegetica laica. In realtà si tratta di una mistificazione: una tra quelle infinite messe a segno dal clero cattolico! Nella realtà a Paolo (Saul/Saulus) è da ascriversi, seppure indirettamente, la nascita della Chiesa cristo-paolina di Antiochia la quale, insieme al "gesuanismo", costituì una delle correnti "protocristiane".
Il CRISTIANESIMO, pressapoco come quello che conosciamo oggi, nacque da una idea "geniale" di Valentino: il maestro gnostico nato verso la fine del I secolo in Egitto. Ciò avvenne a Roma tra il 140 ed il 150.
Il motivo per cui Gesù il nazareno è chiamato dal clero "Gesù Cristo" è ESATTAMENTE identico a quello per cui Serapide (una divinità del pantheon greco-egiziano assurta a grande importanza ai tempi di Tolomeo II), era chiamato con tale nome! Infatti, Serapis non fu altro che il risultato della sovrapposizone di due antichissime divinità del pantheon egizio: Osiris e Apis! Le peculiarità attribuite singolarmente a ciascuna divinità finirono, attraverso i secoli della storia egizia, con il compenetrarsi a vicenda e fondersi, per cui, tra le varie peculiarità del dio "sincretico", abbiamo quella di protettore della fertilità delle terre e degli armenti (una volta caratteristica di Apis, identificato anche con lo stesso Nilo: il "padre" dell'Egitto) e quella della "funzione" solare (in qualche modo associata al culto del dio Osiris attraverso il figlio Horus).
Il culto di Osiris si perde nelle origini "fumose" della stessa civiltà egizia e vari studiosi di egittologia sono orientati a credere che la figura di Osiris sia associata a quella di un antichissimo re dell'Egitto primitivo, il quale lasciò un buon ricordo di sè e che, forse, fu al centro di vicende drammatiche. Nella struttura trinitaria della teologia egizia, fondata sulla celebre "enneide", la trinità Osiris-Iside-Horus ha sempre occupato un posto di assoluto rilievo e lo dimostra il fatto che il culto associato era diffuso in tutto l'Egitto e fu quello maggiormente "esportato", seppure con nomi diversi: sia nel suo complesso che nei suoi componenti individuali. (la figura di Iside aveva, praticamente, una diffusione universale nella realtà euro-asiatica del tempo)
Dunque, Serapide come divinità "solare", soprattutto. Ad essa, durante il periodo ellenico dell'Egitto seguito alle conquiste di Alessandro Magno, vennero associati elementi della classicità mitologica greca ed i "tratti" che si vollero dare alla sua classica immagine egizia, sia nei dipinti che nelle statue, furono decisamente di "gusto" ellenico. Ciò avvenne, presumibilmente, durante il regno di Tolomeo II d'Egitto.
La tradizione dei "12 Apostoli" non ha NULLA a che vedere con la tradizione ebraica delle 12 tribù di Israele, ma essa venne prelevata "di peso" dal culto del dio Serapide, identificato ANCHE con il Dio Sole. I 12 apostoli altri non furono che le 12 costellazioni che "seguono" il Sole nel suo apparente percorso annuale negli spazi astrali! Antiche cronache narrano che una o due volte l'anno, i sacerdoti di Serapide uscivano in processione portando immagini del dio insieme a 12 figure (le stazioni della "Via Crucis"?) che illustravano il percorso del dio Sole atraverso le 12 costellazioni (il suo "seguito"), nel suo ciclo annuale.
Cosa estremamente importante è che in tali processioni veniva portata in giro anche una croce! Questa era un simbolo la cui valenza era puramente astrologica, dal momento che il legame apparente tra gli astri che "incarnavano" le deità di Osiris, Iside ed Orus, era stilizzato con una croce! (la "Ankh" degli antichi egizi: il cerchio sopra di essa era sicuramente il simbolo del ventre femminile e quindi il simbolo della fertilità, secondo la ricostruzione di alcuni studiosi di egittologia)
In Recognitiones, un'opera cristiana degli inizi del III secolo, è riportato: "Come Gesù, il Sole, ebbe 12 Apostoli...". Questo fu sicuramente il concetto che dominò nella Chiesa delle origini. Il concetto della divinità-Sole ricorreva pressochè in tutti i culti dell'epoca e questo agevolò grandemente la costruzione sincretica del culto "cristiano-ortodosso". Si è molto dibattuto tra gli apologisti cattolici ed i polemisti laici sulla valenza simbolica dell'immagine del Sole o dei raggi solari (o anche della "ruota" solare) quale sfondo a molte riproduzioni pittoriche del'immagine di Gesù. Vi possono essere pochissimi dubbi sul fatto che tale elemento simbolico univa, nella figura di Gesù, gli aspetti peculiari di due tra i massimi culti dell'epoca: quello di Mithra e quello di Serapide!
Con tali culti il cristianesimo-ortodosso ebbe sicuramente strettissimi legami e ciò è ampiamente dimostrato dalle scoperte archeologiche di moltissimi mitrei con annessi locali per la celebrazione di liturgie inequivocabilmente cristiane! Non desta meraviglia la scoperta archeologica che sotto l'attuale struttura della basilica petrina, a Roma, siano stati rinvenuti i resti di un antico tempio mitraico: sicuramente il più grande ed il più importante del culto, dove vi dimorava il "Padre dei Padri" del culto mitraico: praticamente l'equivalente dell'attuale Papa (Pa.Pa.) del culto cristiano.
La stessa fortuna che successivamente ebbe il culto cristiano, i padri ed i "dottori" dell'epoca la dovettero al fatto che Costantino fu UN'IMPORTANTISSIMA FIGURA all'interno dei quadri del culto mitraico. Egli fu il "Pater Patratus" (o Patratum), vale a dire il "Pa.Pa.", come si rinviene inciso sulle pareti dei templi mitraici, quasi tutti ipogei. Con tutta probabilità, tra la metà del II secolo, data di nascita del cristianesimo-ortodosso e la fine dello stesso, non vi fu una sostanziale differenziazione tra il nuovo culto cristiano ed i culti di Serapide e Mitra. Ritroviamo prepotentemente nella liturgia e nelle tradizioni cristiane, circa il culto della Madonna, gli elementi del culto di Iside, strettamente connesso con quello di Serapide. Come accade oggi nel culto della Madonna, essenzialmente di carattere idolatrico, la cui statua viene portata in processione lungo le strade e le vie dei centri abitati, anche allora l'immagine di Iside con Horus in braccio, in un abbigliamento stupefacentemente simile a quello di Maria, veniva portata in processione per le vie delle città!
La differenziazione, seppure apparente, la ritroviamo nelle scritture dei padri apologisti del secolo. Tuttavia, è ragionevole supporre che le opere originali, scritte realmente dai loro autori, siano state sensibilmente diverse da quelle che oggi l'erudizione laica dispone.
La presenza della sbalordiva affermazione di Tertulliano (vedi sotto) si deve sicuramente ad una sorta di "svista" da parte dei censori di papa Damaso (e di quelli successivi) che operarono una "armonizzazione" spinta sulla letteratura patristica precedente, espungendo tutto ciò che di compromettente vi appariva!
Esiste, tutt'ora, una prova INEQUIVOCABILE ed INCONFUTABILE che i lavori di Ireneo vennero alterati! Queste alterazioni non solo ci danno la misura della protervia ingannatrice da parte del clero cattolico, ma esse ci forniscono la CONFERMA di una VERITA' a dir poco SBALORDITIVA per ciò che concerne il vero profilo del Gesù storico!!
Sicuramente Ireneo, nei suoi lavori originari e non manipolati, esponeva delle verità che all'epoca nella quale egli scriveva era inutile e superfluo nascondere, in quanto di dominio pubblico! Ciò fornisce inequivocabilmente una risposta a tutti quegli eruditi laici che si sono sempre chiesti per quale motivo un apologista, come ad esempio Origene, abbia inteso contestare un'opera polemica di un autore pagano, come Celso, BEN 70 ANNI DOPO che "Il Discorso Veritiero", attraverso il quale Celso denunciava tutti gli inganni dei "padri fondatori", venne pubblicato! Eppure, apologisti come Origene, prima di lui, erano esistiti, eccome! La risposta a tutto ciò è molto semplice: ai tempi in cui polemisti come Celso operarono e produssero i loro lavori anticristiani, fu impossibile agli apologisti cristiani controbatterli, dal momento che le verità che essi esponevano erano sotto gli occhi di tutti!!
Quando nel IV secolo, con la conquista di una posizione di netta prevalenza su gli altri culti, i rappresentanti di spicco del potere cattolico intesero ricostruirsi una "verginità" (v. Damaso), tutte le compromettenti verità che gli antichi padri avevano "imprudentemente" esposto nei loro lavori, vennero "prudentemente" espunte! Oggi di quelle verità non rimangono che briciole, per di più disperse in una miriade di testi: tuttavia, estremamente preziose per ciò che concerne la ricostruzione delle origini del cristianesimo! Nelle opere di Ireneo vi sono, a tutt'oggi, dei passaggi ESTREMAMENTE compromettenti, i quali inchiodano il clero attuale alla "croce" dei loro inganni! Il motivo per cui tali passaggi non vennero espunti, non si deve ad una svista o ad una leggerezza dei scribi censori e "revisionisti", ma ad una libera e necessaria scelta, dal momento che tali passaggi contenevano affermazioni di Ireneo funzionali ai suoi tentativi di contestare gli assunti dei "docetisti". Oggi il clero attuale si "morde" le mani per tale "leggerezza"!!
Con tutta probabilità, la transizione del IV secolo dall'importante tempio di Mithra, posto in Vaticanum, alla più importante delle basiliche cristiane (anche se quella attuale risale a tempi assai più tardi), fu considerata una transizione del tutto naturale, così come fu ritenuto "naturale" murare gli accessi alla parte "mitraica" dei mitrei, per lasciare funzionante la sola parte "cristiana". Quando ciò avvenne, si ebbe il definitivo tramonto dell'aspetto mitraico della chiesa cristiana delle origini e l'inizio di una stagione di inenarrabili persecuzioni operate dal cristianesimo vincente a danno di tutti gli altri culti: la scelleratezza costantiniana aveva trovato le sua fatale conclusione!
Delle vestigia mitraiche, nel culto cristiano non rimangono che alcuni segni esteriori legati all'abbigliamento papale e ad alcuni aspetti liturgici. Lo stesso concetto di "missa", malgrado le spiegazioni fuorvianti del clero, è da ritenersi, con tutta probabilità, collegato alla parola "mysta" o "mystai", caratteristica del culto dei Misteri Eleusini, ereditata dal culto mitraico per analogia di significato. (mystai = nuovi adepti non ancora iniziati e mysta, con tutta probabilità, la "massa" o insieme dei nuovi adepti)
Tornando al tema iniziale, i fautori del progetto di "fusione", con a capo lo stesso Valentino, prelevarono elementi dal culto di Serapide (i 12 Apostoli ed il concetto del "Dio Sole" seguito dai suoi "apostoli -costellazioni"), dal culto di Mithra (altri elementi astrologici ed il modello di struttura misterica, articolata nei "mystai", negli iniziati, nei presbiteri e nei "Pater Patratum": Pa.Pa.), elementi dal culto dei cristo-paolini di Antiochia (il "messia-salvatore" crocifisso) e dal culto gnostico-gesuano (la figura del Dio incarnato che operava miracoli, dei suoi detti che oggi appaiono nei vangeli ed il rituale "teofagico", comune anche al culto mitraico ed a quello dionisiaco). L'ebraismo e le sue tradizioni, mediate e filtrate opportunamente, entrarono nel nuovo culto attraverso il gesuanismo ed il cristo-paolinismo.
La conferma che Serapide funse quale "modello" mitologico nel "confezionare" sincreticamente la divinità cristiana, vale a dire "GESU' CRISTO" (Gesù + Cristo) ci viene sbalorditivamente da uno dei massimi apologisti a scrittori dell'antichità cristiana: Tertulliano! Costui, in Apologia, sua principale opera apologetica, afferma stupefacentemente che SERAPIDE FU UNO DEI NOSTRI SANTI, perchè egli (sic!) altri non fu che quel Giuseppe che i suoi malvagi fratelli vendettero a dei mercanti egizi!! Penso che tutti conoscano la storia di Giuseppe venduto dai fratelli, vista la miriade di libri, romanzi e film prodotti intorno alla sua figura.
Non è difficile immaginare il motivo del perchè Tertulliano sia arrivato a tale sbalorditiva esternazione. La vicenda di Celso (restituitaci in parte ed in modo "ammorbidito" da Origene) sta a testimoniare che tra il 150 e la fine del II secolo (ma probabilmente anche oltre, come stanno a testimoniare Porfirio e Plotino) si accesero feroci le dispute e le polemiche tra i sostenitori del nuovissimo culto cristiano-ortodosso ed il mondo pagano e giudaico, il quale contestava l'origine truffaldina del culto dei cristiani, ed in particolare essi, i polemisti pagani, rinfacciavano sicuramente ai "padri" fondatori il fatto di aver utilizzato la figura di Serapide, una divinità pagana, quale modello per la loro costruzione sincretica!
Le chiese sopra richiamate (Serapide-Iside, Mithra, cristiana di Antiochia e gesuana delle chiese d'Asia) erano di gran lunga le più diffuse a quei tempi (140-150) ed in particolare quella mitraica: sicuramente la più diffusa in assoluto.
Gli esponenti principali tra coloro che diedero vita all'operazione sincretica, destinata a giungere sino a noi, oltre il già citato Valentino, furono Marcione (a cui si deve la parte finanziaria dell'operazione) in rappresentanza della chiesa cristo-paolina di Antiochia, Policarpo, in rappresentanza delle chiese gesuane delle provincie d'Asia (o almeno di una parte di loro, come si evince da alcuni contesti "apocrifi") e Aniceto: quasi sicuramente in rappresentanza della chiesa mitraica di Roma. A quest'ultimo andò la carica di primo capo del nuovo culto (in pratica, il vero "PRIMO PAPA DI ROMA"!). Secondo Tertulliano, comunque, Aniceto riuscì a spuntarla attraverso la corruzione di alcuni componenti del corpo elettivo, "scippando" la carica a Valentino, il quale, sempre secondo Tertulliano, era ritenuta la persona "più adatta" (sicuramente perchè FU SUA l'idea di fondare il nuovo culto!)
Negli scritti patristici, in cui gli apologisti si scagliano violentemente contro le sette dichiarate "eretiche" e soprattutto contro i loro fondatori, si riscontra, tuttavia, una sorta di "reverenziale" rispetto per la figura di Valentino, ritenuto il fondatore della setta dei valentiniani, demonizzata al pari di tutte le altre sette eretiche. I padri fondatori ("apostolici" ed apologisti), cercando di by-passare l'ostacolo, fecero ricadere tutte le responsabilità dell'aspetto cultuale dei valentiniani, che essi definirono "malvagio", sui seguaci di Valentino e NON sul loro fondatore, celebrando così il loro rispetto reverenziale per colui che essi sapevano essere stato il VERO padre del nuovo culto cristiano!
Ego sum veritas
"...la verità vi farà liberi.."
Dal momento che individui squallidi ed ignobili, legati ai circoli reazionari cattofondamentalisti, hanno fatto del tutto per spingere il post di cui sotto in terza-quarta pagina del tread in cui appariva, sottraendolo alla vista dei "curiosi", ho pensato fosse utile riproporlo come tread separato. Invito le persone sinceramente ed onestamente interessate alla discussione a parteciparvi al fine di dare il loro contributo di conoscenze al tema di fondo: la ricerca delle vere origini del cristianesimo!
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Origine del culto cristiano.
Da secoli ormai, il clero lascia credere che il cristianesimo sia stato fondato da Paolo di Tarso e questa è l'opinione che ancora pervade gli ambienti dell'esegetica laica. In realtà si tratta di una mistificazione: una tra quelle infinite messe a segno dal clero cattolico! Nella realtà a Paolo (Saul/Saulus) è da ascriversi, seppure indirettamente, la nascita della Chiesa cristo-paolina di Antiochia la quale, insieme al "gesuanismo", costituì una delle correnti "protocristiane".
Il CRISTIANESIMO, pressapoco come quello che conosciamo oggi, nacque da una idea "geniale" di Valentino: il maestro gnostico nato verso la fine del I secolo in Egitto. Ciò avvenne a Roma tra il 140 ed il 150.
Il motivo per cui Gesù il nazareno è chiamato dal clero "Gesù Cristo" è ESATTAMENTE identico a quello per cui Serapide (una divinità del pantheon greco-egiziano assurta a grande importanza ai tempi di Tolomeo II), era chiamato con tale nome! Infatti, Serapis non fu altro che il risultato della sovrapposizone di due antichissime divinità del pantheon egizio: Osiris e Apis! Le peculiarità attribuite singolarmente a ciascuna divinità finirono, attraverso i secoli della storia egizia, con il compenetrarsi a vicenda e fondersi, per cui, tra le varie peculiarità del dio "sincretico", abbiamo quella di protettore della fertilità delle terre e degli armenti (una volta caratteristica di Apis, identificato anche con lo stesso Nilo: il "padre" dell'Egitto) e quella della "funzione" solare (in qualche modo associata al culto del dio Osiris attraverso il figlio Horus).
Il culto di Osiris si perde nelle origini "fumose" della stessa civiltà egizia e vari studiosi di egittologia sono orientati a credere che la figura di Osiris sia associata a quella di un antichissimo re dell'Egitto primitivo, il quale lasciò un buon ricordo di sè e che, forse, fu al centro di vicende drammatiche. Nella struttura trinitaria della teologia egizia, fondata sulla celebre "enneide", la trinità Osiris-Iside-Horus ha sempre occupato un posto di assoluto rilievo e lo dimostra il fatto che il culto associato era diffuso in tutto l'Egitto e fu quello maggiormente "esportato", seppure con nomi diversi: sia nel suo complesso che nei suoi componenti individuali. (la figura di Iside aveva, praticamente, una diffusione universale nella realtà euro-asiatica del tempo)
Dunque, Serapide come divinità "solare", soprattutto. Ad essa, durante il periodo ellenico dell'Egitto seguito alle conquiste di Alessandro Magno, vennero associati elementi della classicità mitologica greca ed i "tratti" che si vollero dare alla sua classica immagine egizia, sia nei dipinti che nelle statue, furono decisamente di "gusto" ellenico. Ciò avvenne, presumibilmente, durante il regno di Tolomeo II d'Egitto.
La tradizione dei "12 Apostoli" non ha NULLA a che vedere con la tradizione ebraica delle 12 tribù di Israele, ma essa venne prelevata "di peso" dal culto del dio Serapide, identificato ANCHE con il Dio Sole. I 12 apostoli altri non furono che le 12 costellazioni che "seguono" il Sole nel suo apparente percorso annuale negli spazi astrali! Antiche cronache narrano che una o due volte l'anno, i sacerdoti di Serapide uscivano in processione portando immagini del dio insieme a 12 figure (le stazioni della "Via Crucis"?) che illustravano il percorso del dio Sole atraverso le 12 costellazioni (il suo "seguito"), nel suo ciclo annuale.
Cosa estremamente importante è che in tali processioni veniva portata in giro anche una croce! Questa era un simbolo la cui valenza era puramente astrologica, dal momento che il legame apparente tra gli astri che "incarnavano" le deità di Osiris, Iside ed Orus, era stilizzato con una croce! (la "Ankh" degli antichi egizi: il cerchio sopra di essa era sicuramente il simbolo del ventre femminile e quindi il simbolo della fertilità, secondo la ricostruzione di alcuni studiosi di egittologia)
In Recognitiones, un'opera cristiana degli inizi del III secolo, è riportato: "Come Gesù, il Sole, ebbe 12 Apostoli...". Questo fu sicuramente il concetto che dominò nella Chiesa delle origini. Il concetto della divinità-Sole ricorreva pressochè in tutti i culti dell'epoca e questo agevolò grandemente la costruzione sincretica del culto "cristiano-ortodosso". Si è molto dibattuto tra gli apologisti cattolici ed i polemisti laici sulla valenza simbolica dell'immagine del Sole o dei raggi solari (o anche della "ruota" solare) quale sfondo a molte riproduzioni pittoriche del'immagine di Gesù. Vi possono essere pochissimi dubbi sul fatto che tale elemento simbolico univa, nella figura di Gesù, gli aspetti peculiari di due tra i massimi culti dell'epoca: quello di Mithra e quello di Serapide!
Con tali culti il cristianesimo-ortodosso ebbe sicuramente strettissimi legami e ciò è ampiamente dimostrato dalle scoperte archeologiche di moltissimi mitrei con annessi locali per la celebrazione di liturgie inequivocabilmente cristiane! Non desta meraviglia la scoperta archeologica che sotto l'attuale struttura della basilica petrina, a Roma, siano stati rinvenuti i resti di un antico tempio mitraico: sicuramente il più grande ed il più importante del culto, dove vi dimorava il "Padre dei Padri" del culto mitraico: praticamente l'equivalente dell'attuale Papa (Pa.Pa.) del culto cristiano.
La stessa fortuna che successivamente ebbe il culto cristiano, i padri ed i "dottori" dell'epoca la dovettero al fatto che Costantino fu UN'IMPORTANTISSIMA FIGURA all'interno dei quadri del culto mitraico. Egli fu il "Pater Patratus" (o Patratum), vale a dire il "Pa.Pa.", come si rinviene inciso sulle pareti dei templi mitraici, quasi tutti ipogei. Con tutta probabilità, tra la metà del II secolo, data di nascita del cristianesimo-ortodosso e la fine dello stesso, non vi fu una sostanziale differenziazione tra il nuovo culto cristiano ed i culti di Serapide e Mitra. Ritroviamo prepotentemente nella liturgia e nelle tradizioni cristiane, circa il culto della Madonna, gli elementi del culto di Iside, strettamente connesso con quello di Serapide. Come accade oggi nel culto della Madonna, essenzialmente di carattere idolatrico, la cui statua viene portata in processione lungo le strade e le vie dei centri abitati, anche allora l'immagine di Iside con Horus in braccio, in un abbigliamento stupefacentemente simile a quello di Maria, veniva portata in processione per le vie delle città!
La differenziazione, seppure apparente, la ritroviamo nelle scritture dei padri apologisti del secolo. Tuttavia, è ragionevole supporre che le opere originali, scritte realmente dai loro autori, siano state sensibilmente diverse da quelle che oggi l'erudizione laica dispone.
La presenza della sbalordiva affermazione di Tertulliano (vedi sotto) si deve sicuramente ad una sorta di "svista" da parte dei censori di papa Damaso (e di quelli successivi) che operarono una "armonizzazione" spinta sulla letteratura patristica precedente, espungendo tutto ciò che di compromettente vi appariva!
Esiste, tutt'ora, una prova INEQUIVOCABILE ed INCONFUTABILE che i lavori di Ireneo vennero alterati! Queste alterazioni non solo ci danno la misura della protervia ingannatrice da parte del clero cattolico, ma esse ci forniscono la CONFERMA di una VERITA' a dir poco SBALORDITIVA per ciò che concerne il vero profilo del Gesù storico!!
Sicuramente Ireneo, nei suoi lavori originari e non manipolati, esponeva delle verità che all'epoca nella quale egli scriveva era inutile e superfluo nascondere, in quanto di dominio pubblico! Ciò fornisce inequivocabilmente una risposta a tutti quegli eruditi laici che si sono sempre chiesti per quale motivo un apologista, come ad esempio Origene, abbia inteso contestare un'opera polemica di un autore pagano, come Celso, BEN 70 ANNI DOPO che "Il Discorso Veritiero", attraverso il quale Celso denunciava tutti gli inganni dei "padri fondatori", venne pubblicato! Eppure, apologisti come Origene, prima di lui, erano esistiti, eccome! La risposta a tutto ciò è molto semplice: ai tempi in cui polemisti come Celso operarono e produssero i loro lavori anticristiani, fu impossibile agli apologisti cristiani controbatterli, dal momento che le verità che essi esponevano erano sotto gli occhi di tutti!!
Quando nel IV secolo, con la conquista di una posizione di netta prevalenza su gli altri culti, i rappresentanti di spicco del potere cattolico intesero ricostruirsi una "verginità" (v. Damaso), tutte le compromettenti verità che gli antichi padri avevano "imprudentemente" esposto nei loro lavori, vennero "prudentemente" espunte! Oggi di quelle verità non rimangono che briciole, per di più disperse in una miriade di testi: tuttavia, estremamente preziose per ciò che concerne la ricostruzione delle origini del cristianesimo! Nelle opere di Ireneo vi sono, a tutt'oggi, dei passaggi ESTREMAMENTE compromettenti, i quali inchiodano il clero attuale alla "croce" dei loro inganni! Il motivo per cui tali passaggi non vennero espunti, non si deve ad una svista o ad una leggerezza dei scribi censori e "revisionisti", ma ad una libera e necessaria scelta, dal momento che tali passaggi contenevano affermazioni di Ireneo funzionali ai suoi tentativi di contestare gli assunti dei "docetisti". Oggi il clero attuale si "morde" le mani per tale "leggerezza"!!
Con tutta probabilità, la transizione del IV secolo dall'importante tempio di Mithra, posto in Vaticanum, alla più importante delle basiliche cristiane (anche se quella attuale risale a tempi assai più tardi), fu considerata una transizione del tutto naturale, così come fu ritenuto "naturale" murare gli accessi alla parte "mitraica" dei mitrei, per lasciare funzionante la sola parte "cristiana". Quando ciò avvenne, si ebbe il definitivo tramonto dell'aspetto mitraico della chiesa cristiana delle origini e l'inizio di una stagione di inenarrabili persecuzioni operate dal cristianesimo vincente a danno di tutti gli altri culti: la scelleratezza costantiniana aveva trovato le sua fatale conclusione!
Delle vestigia mitraiche, nel culto cristiano non rimangono che alcuni segni esteriori legati all'abbigliamento papale e ad alcuni aspetti liturgici. Lo stesso concetto di "missa", malgrado le spiegazioni fuorvianti del clero, è da ritenersi, con tutta probabilità, collegato alla parola "mysta" o "mystai", caratteristica del culto dei Misteri Eleusini, ereditata dal culto mitraico per analogia di significato. (mystai = nuovi adepti non ancora iniziati e mysta, con tutta probabilità, la "massa" o insieme dei nuovi adepti)
Tornando al tema iniziale, i fautori del progetto di "fusione", con a capo lo stesso Valentino, prelevarono elementi dal culto di Serapide (i 12 Apostoli ed il concetto del "Dio Sole" seguito dai suoi "apostoli -costellazioni"), dal culto di Mithra (altri elementi astrologici ed il modello di struttura misterica, articolata nei "mystai", negli iniziati, nei presbiteri e nei "Pater Patratum": Pa.Pa.), elementi dal culto dei cristo-paolini di Antiochia (il "messia-salvatore" crocifisso) e dal culto gnostico-gesuano (la figura del Dio incarnato che operava miracoli, dei suoi detti che oggi appaiono nei vangeli ed il rituale "teofagico", comune anche al culto mitraico ed a quello dionisiaco). L'ebraismo e le sue tradizioni, mediate e filtrate opportunamente, entrarono nel nuovo culto attraverso il gesuanismo ed il cristo-paolinismo.
La conferma che Serapide funse quale "modello" mitologico nel "confezionare" sincreticamente la divinità cristiana, vale a dire "GESU' CRISTO" (Gesù + Cristo) ci viene sbalorditivamente da uno dei massimi apologisti a scrittori dell'antichità cristiana: Tertulliano! Costui, in Apologia, sua principale opera apologetica, afferma stupefacentemente che SERAPIDE FU UNO DEI NOSTRI SANTI, perchè egli (sic!) altri non fu che quel Giuseppe che i suoi malvagi fratelli vendettero a dei mercanti egizi!! Penso che tutti conoscano la storia di Giuseppe venduto dai fratelli, vista la miriade di libri, romanzi e film prodotti intorno alla sua figura.
Non è difficile immaginare il motivo del perchè Tertulliano sia arrivato a tale sbalorditiva esternazione. La vicenda di Celso (restituitaci in parte ed in modo "ammorbidito" da Origene) sta a testimoniare che tra il 150 e la fine del II secolo (ma probabilmente anche oltre, come stanno a testimoniare Porfirio e Plotino) si accesero feroci le dispute e le polemiche tra i sostenitori del nuovissimo culto cristiano-ortodosso ed il mondo pagano e giudaico, il quale contestava l'origine truffaldina del culto dei cristiani, ed in particolare essi, i polemisti pagani, rinfacciavano sicuramente ai "padri" fondatori il fatto di aver utilizzato la figura di Serapide, una divinità pagana, quale modello per la loro costruzione sincretica!
Le chiese sopra richiamate (Serapide-Iside, Mithra, cristiana di Antiochia e gesuana delle chiese d'Asia) erano di gran lunga le più diffuse a quei tempi (140-150) ed in particolare quella mitraica: sicuramente la più diffusa in assoluto.
Gli esponenti principali tra coloro che diedero vita all'operazione sincretica, destinata a giungere sino a noi, oltre il già citato Valentino, furono Marcione (a cui si deve la parte finanziaria dell'operazione) in rappresentanza della chiesa cristo-paolina di Antiochia, Policarpo, in rappresentanza delle chiese gesuane delle provincie d'Asia (o almeno di una parte di loro, come si evince da alcuni contesti "apocrifi") e Aniceto: quasi sicuramente in rappresentanza della chiesa mitraica di Roma. A quest'ultimo andò la carica di primo capo del nuovo culto (in pratica, il vero "PRIMO PAPA DI ROMA"!). Secondo Tertulliano, comunque, Aniceto riuscì a spuntarla attraverso la corruzione di alcuni componenti del corpo elettivo, "scippando" la carica a Valentino, il quale, sempre secondo Tertulliano, era ritenuta la persona "più adatta" (sicuramente perchè FU SUA l'idea di fondare il nuovo culto!)
Negli scritti patristici, in cui gli apologisti si scagliano violentemente contro le sette dichiarate "eretiche" e soprattutto contro i loro fondatori, si riscontra, tuttavia, una sorta di "reverenziale" rispetto per la figura di Valentino, ritenuto il fondatore della setta dei valentiniani, demonizzata al pari di tutte le altre sette eretiche. I padri fondatori ("apostolici" ed apologisti), cercando di by-passare l'ostacolo, fecero ricadere tutte le responsabilità dell'aspetto cultuale dei valentiniani, che essi definirono "malvagio", sui seguaci di Valentino e NON sul loro fondatore, celebrando così il loro rispetto reverenziale per colui che essi sapevano essere stato il VERO padre del nuovo culto cristiano!
Ego sum veritas
"...la verità vi farà liberi.."