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Come lo
di Veritas
7 agosto 2007 0:00
 

Può sembrare assurdo, ma un antichissomo testo, probabilmente del II secolo d.c., ci informa di come lo spirito santo penetrò nel corpo della madonna.
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Vale la pena di precisare, innanzitutto, che il concetto di "spirito santo" è di gran lunga precedente la storia degli ebrei, i quali chiamarono esso con il nome "Rhuah": un chiaro nome femminile. In Egitto, dove la storia degli ebrei ebbe inizio, con buona pace dei falsari antichi e moderni del culto ebraico (termine che non si identifica tout-court con il giudaismo il quale, al pari di altre forme di ebraismo, come il "nazarenismo", il "samaritanismo", il "galileismo", ecc. era compreso nel fenomeno generico chiamato appunto "ebraismo"), lo "spirito santo" era chiamato "Min" (o Aw-Min) ed era l'essenza creativa del dio creatore di tutto l'universo e che gli antichi egizi identificavano con "Amon-Rha": vale a dire la classica divinità solare di tutti i popoli del pianeta.

Ciò che gli egizi intendevano con Min è chiaramente mostrato dalle immagini del faraone Akhenaten e della sua famiglia "investiti" dai raggi solari, cioè da Min, che si staccano dal sole. Tali immagini sono state rinvenute nel sito archeologico di Tell-El-Amarna, dove il faraone in questione fece costruire la nuova capitale dell'impero, Akhetaten, in onore dell'unico dio a cui si poteva manifestare il culto: Aten, una particolare manifestazione di Amon-Rha. E' chiaro, dunque, che nella simbologia del tempo tali raggi solari (cioè "Min", lo spirito creatore) avevano acquisito la valenza del "seme" maschile che feconda la "Grande Madre Terra"
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Per tornare al tema iniziale, il documento in oggetto è il poco noto vangelo di Bartolomeo il quale, al pari di tanti altri documenti scomodi, il clero volpino definisce "eretico", sebbene non contenga quasi nulla di gnostico: marchio diffamante (o comunque inteso come tale) usato dal clero cattolico per destituire di credibilità tutti i documenti "scomodi". Vediamo i passaggi più "eloquenti" presenti in tale vangelo:
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Bartolomeo - cap. 2:
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[5]. Mentre essi discutevano, Bartolomeo si avvicinò con viso allegro e disse: "Rallegrati, immacolata vergine Maria! Tutti gli apostoli mi hanno mandato a te per interrogarti. Come hai fatto a portare colui che è importabile? Come hai potuto generare tante grandezze?". La beata Maria rispose: "Perché mi interroghi su questi misteri? Se incominciassi a parlarne dalla mia bocca uscirebbe una fiamma che incenerirebbe tutto il mondo". Ma egli insisteva nel supplicarla ed ella non volle negare oltre; disse però: "Stiamo tutti in preghiera!".
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[6] E subito si posero dopo Maria. Ma lei disse a Pietro: "Tu, Pietro, sei il capo di tutti gli apostoli, mettiti dunque dietro di me. Non hai udito Dio che diceva: "Siccome Cristo è il capo dell'uomo, l'uomo è il capo della donna?"..
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Capitolo 3
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[1] Terminata la preghiera prese a dire così: "Sediamo per terra. Vieni prima tu Pietro, alla parte destra, poni il tuo omero sinistro sotto la mia ascella, e tu Andrea fa la stessa cosa dalla parte sinistra, tu Giovanni stringimi le scapole affinché le mie membra non si sciolgano".[2] Quando fecero così, lei prese a dire: "Quando ero nel tempio di Dio, ricevevo il cibo dalla mano di un angelo. [3] Un giorno mi fu concessa la visione dell'angelo: la sua faccia era incomparabile, nelle sue mani non aveva pane e calice secondo l'abitudine quotidiana; improvvisamente il tempio si spaccò, ci fu un grande spavento ed io caddi bocconi senza la visione dell'angelo.
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[4] Ma egli tese la sua mano e mi alzò; guardai in cielo e mi venne sulla faccia una nuvola di rugiada, mi irrorò da capo a piedi, mi coprì con i suoi abiti e mi disse: "Rallegrati, beata casa di benedizione!". [5] Così dicendo scosse la parte destra del suo abito e si riempì del pane di ogni grazia: lo pose sull'altare del tempio, ne mangiò lui e ne diede a me. Scosse poi la parte sinistra del suo abito ed apparve un grande calice di vino. Ne bevve egli per primo e ne diede a me, dicendo: "Aspetta un poco e vedrai di nuovo un pane intero e il calice".
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6] E mi disse di nuovo: "Ancora tre anni e poi ti passerò il mio Verbo e concepirai il figlio mio. E per mezzo suo si salverà tutto il mondo
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Credo che non serva molta fantasia per ricostruire ciò che accadde effettivamente nel tempio in questione!..
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Per gli "scettici" e gli "incazzati" (ovviamente cattolici!): la faccenda del tempio, sebbene i vangeli canonici omettano di menzionarlo, era ben conosciuta negli ambienti del cristianesimo primitivo (ed anche in quelli rabbinici!) e troviamo menzione di ciò in vari vangeli dell'infanzia. In essi, però, è specificato che Maria trascorse in tale tempio il periodo della sua vita che va dai suoi 5 anni sino ai 12, quando divenne una "signorina": poi venne data in sposa (lei ricchissima, sic!) al vecchio e scalcagnato Giuseppe, per giunta con figli a carico!
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Solo qui nel vangelo di Bartolomeo e nel CORANO troviamo invece descritto che Maria concepì Gesù all'interno del tempio, grazie all'intervento di un "angelo" inseminatore (o "imbrinatore", come sugerisce la "rugiada" evocata qui nel vangelo di Bartolomeo e nel Corano). Le caratteristiche di questo "angelo" ci sono note grazie al lavoro rabbinico "Toldoth Yeshu", in cui si parla del seduttore di Maria come di un giovane affascinante, bello COME UN GUERRIERO!.. Il richiamo alla figura del soldato romano Panthera è sin troppo evidente! Dunque, si trattò di un tempio frequentato anche da soldati e che quindi nulla aveva a che vedere con il tempio giudaico di Gerusalemme!
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Paradossalmente, sui resti di tale tempio è stata costruita una basilica cristiana. In prossimità dell'antico tempio vi era anche la celeberrima GROTTA DELL'ANNUNCIAZIONE, in cui Maria ricevette la visita dell'"arcangelo" Gabriele che la informò che avrebbe "ospitato" nel suo ventre il futuro salvatore del mondo! Detto in parole povere, uno dei sacerdoti del tempio la informò che l'"angelo bello come un guerriero" l'aveva messa incinta!..
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Secondo il Corano (ma anche un'altra fonte ce ne dà indiretta conferma) Maria fuggì dal tempio e si appartò in un'oasi del deserto, dove segretamente partorì suo figlio Gesù (in realtà si trattò di un parto gemellare). Il deserto citato nel Corano richiama vagamente la "fuga" in Egitto narrata nel vangelo di Matteo. In realtà il parto di Maria avvenne in Palestina, non molto lontano da Nazareth.
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Nella natività di Matteo (nel suo complesso un eclatante falso storico, anche se alcuni dati potrebbero essere reali) è detto che Erode il Grande voleva uccidere Gesù. Dopo la morte del tiranno sanguinario, il solito inviato "divino" (angelo) apparve a Giuseppe, mentre si trovava in Egitto, e gli comunicò che poteva ritornare in Palestina in quanto ERANO MORTI COLORO che volevano la morte del bambino Gesù. Strano plurale "maestatis" per Erode il Grande!.. La verità, alla luce di quanto esposto sopra, non tarda ad emergere: i sacerdoti del tempio, a prescindere dalla loro natura e dalle loro caratteristiche, avevano preteso da Maria che abortisse!.. Questo giustifica pienamente la decisione della giovane di fuggire dal luogo che la ospitava.

Non è neppure da escludersi che un episodio simile possa essersi comunque verificato in precedenza e che il terrore della giovane donna per un nuovo ricorso a tale pratica (sicuramente all'epoca dolorosissima) l'abbia spinta a fuggire.

Veritas

(Ricerche sulle Origini del Cristianesimo)

 
 
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