Sabato 13 giugno 2026
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COMPRAVENDITA TERRENO

Emilio · · 0 interventi
Racconto un'allucinante esperienza che mi capitò nel 1992 e per la quale tutt'oggi ne ho subito le conseguenze.A seguito delle pressanti insistenze da parte della mia ex moglie (sono divorziato),decisi di accettare l'offerta di un'impresario edile e di vendere per la somma di 215 milioni di lire (dichiarati per intero in atto per volere dell'acquirente), la quota di 2/8 di un terreno ereditato (una legittima).Feci lo sbaglio di accettare di firmare quest'atto presso il notaio di fiducia dell'acquirente e per giunta senza testimoni. Questo notaio che evidentemente era disposto a farsi a pezzettini per il suo cliente, mi fece credere che di INVIM dovevo pagare solo 15 milioni di lire.Accettai e gli staccai l'assegno per il pagamento di questa tassa all'ufficio del registro. Egli non mi informò sulla abissale differenza tra il valore iniziale e il valore finale del terreno e a che cosa sarei andato incontro se firmavo quell'atto . Misi tutti i soldi nella ristrutturazione della casa coniugale e dopo tre anni quando ormai li avevo quasi finiti, ricevetti 2 notifiche ,una dall'ufficio del registro con ingiunzione di pagamento dell'importo lievitato di imposte e interessi di 50 milioni oltre quei 15 pagati al momento del rogito e da parte dell'ufficio tecnico erariale l'accertamento di valore che attestava che il terreno venduto valeva molto di più. Era quello che desiderava l'acquirente impresario.Andai a piangere all'ufficio del registro, ma mi dissero che mentre per l'accertamento potevo fare ricorso alla commissione tributaria, per l'INVIM non c'era niente da fare e che dovevo pagare quei 50 milioni "senza dire neanche mezzo bah !" (parole del funzionario), perchè andavano pagati al momento dell'atto (totale 65 milioni di INVIM !!!!!).Erano gli ultimi soldi che m'erano rimasti e li pagai perchè avevo paura che mi pignorassero la casa. Feci ricorso alla commissione tributaria per l'accertamento perchè si trattava ad occhio e croce secondo il tributarista, di altri 60 milioni da pagare di accertamento.Per paura di vederci confiscata la casa coniugale, la intestai a mia moglie, che però anche lei caduta in depressione perse la testa, chiese la separazione e mi disse di andarmene. Andai in affitto, la denunciai per truffa e la costrinsi a rivendermela in cambio del ritiro della denuncia. Rientrai in posseso della mia casa e divorziai. Scrissi all'ordine dei notai chiedendo semplicemente se il notaio era tenuto a darmi le informazioni sulle conseguenze a cui sarei andato incontro con quella vendita. Mi risposero che il loro collega non aveva colpe, che disse loro che avevo preferito pagare il resto dell'INVIM più in là (incredibile) e di non insistere con queste insinuazioni sull'operato del loro collega perchè sennò mi avrebbero denunciato. Dopo dieci anni la commissione tributaria mi ha bocciato il ricorso. Ho potuto aderir, per fortuna, all'ultimo condono fiscale con rate trimestrali da 1800 euro che mi hanno talmente messo in difficoltà (vivo di un modesto stipendio) da obbligarmi a vendere la casa e acquistarne una più piccola. Per concludere vendetti quel terreno per pagare una montagna di tasse, ammalarmi di depressione e rovinarmi la vita. Che responsabilità aveva il notaio? Nessuna. Loro le responsabilità se le tolgono tutte e lo scrivono anche negli atti di compravendita.Non avrei potuto dimostrare niente.Questi professionisti non li sfiori neppure legalmente. Un'altro mi ricordo, che volle 100 mila lire per correggere presso la conservatoria un'errore commesso da lui stesso in un atto.
DOMANDA : avrei potuto far causa per truffa contro quel notaio complice a mio parere del suo cliente impresario ? Credo che nel sistema giudiziario italiano attuale é secondo me impossibile che un giudice condanni un notaio. Un giudice che condanna un notaio? Ma scherziamo ? Esponetemi almeno un caso. Se l'avessi fatto probabilmente chissà quali altri guai avrei passato .

All' Ufficio del Registro capirono benissimo che cosa mi era successo , e cioè che da ignorante ero stato vittima di un raggiro. Ma non gliene fregava niente a loro. Anzi , loro erano secondo me contenti di mettersi in buona luce agli occhi del Ministero delle Entrate e far così carriera mostrando da "solerti impiegati che fanno il loro dovere" di aver scovato un delinquente evasore che voleva truffare lo Stato : Io.

COSA PREVEDE LO STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE:

LA BUONA FEDE - I rapporti fra contribuente e amministrazione sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede. Non ci saranno più sanzioni per inadempienze del contribuente, riconducibili ad errori, ritardi o omissioni dell'amministrazione.

Uno Stato amico (!), che ti difende (!), che ti garantisce diritti (!) e non ti vessa, non ti fa angherie. Questo lo spirito con cui lavoriamo . Se paghi le tasse, acquisisci diritti.
( Ma perchè non ve ne andate affanculo ? )

Queste sono le cazzate con le quali ogni ministro di turno del ministero delle finanze prende bene per il culo i contribuenti elettori illudendoli su una "riforma fiscale".....magari prima delle elezioni.....

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