COMUNISTI - DUE PESI E DUE MISURE
Ci sono guerre e guerre. Le guerre per i loro interessi sono giuste. Questo è, in sintesi, il pensiero dei comunisti.
Le diverse valutazioni sull'intervento degli Americani in Italia nella seconda querra mondiale e la guerra degli USA contro Saddam (ma non solo) e i diversi comportamenti relativi ne sono una dimostrazione lampante.
La guerra degli Americani contro Mussolini era giusta, i bombardamenti erano giusti, i morti civili erano giusti e loro, sventolando, come sempre, bandiere falce e martello dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche al posto della bandiera italiana, non trovarono niente di scandaloso al fatto che gli Americani lasciassero sul suolo europeo decine di migliaia di loro ragazzi morti.
La guerra degli USA contro Saddam, invece, è sbagliata. Eppure Saddam è stato un dittatore davvero sanguinario.
Non si tratta di tentare di giustificare una dittatura, quella di Mussolini, si tratta solo di vedere come per i comunisti esistano i classici due pesi e due misure.
Se il dittatore è quello della Nazione in cui vivono diventano resistenti e gli Americani sono sopportati di buon grado e sono i liberatori.
Se il dittatore è quello di un'altra Nazione e chi se ne frega, anzi, vedi Fidel Castro... baci e abbracci.
Al tempo della seconda guerra mondiale a nessun comunista resistente è venuto in mente di bruciare bandiere americane o di dire che gli USA avevano interessi economici da accaparrarsi in Italia.
Nella guerra per la democrazia in Iraq è diverso, gli Americani diventano gli invasori che pensano al petrolio e i resistenti sono coloro che non si rassegnano alla perdita del loro dittatore sanguinario.
E non si vergognano! In questo modo tradiscono la memoria dei loro nonni che hanno portato avanti la resistenza in Italia, ma non si vergognano.
L'importante è, in questo caso, dare addosso agli Americani.
I comunisti continuano a sventolare, come sempre, una bandiera coi simboli dell'URSS e non quella della loro patria e la bandiera dell'oppressore americano deve essere bruciata.
Le diverse valutazioni sull'intervento degli Americani in Italia nella seconda querra mondiale e la guerra degli USA contro Saddam (ma non solo) e i diversi comportamenti relativi ne sono una dimostrazione lampante.
La guerra degli Americani contro Mussolini era giusta, i bombardamenti erano giusti, i morti civili erano giusti e loro, sventolando, come sempre, bandiere falce e martello dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche al posto della bandiera italiana, non trovarono niente di scandaloso al fatto che gli Americani lasciassero sul suolo europeo decine di migliaia di loro ragazzi morti.
La guerra degli USA contro Saddam, invece, è sbagliata. Eppure Saddam è stato un dittatore davvero sanguinario.
Non si tratta di tentare di giustificare una dittatura, quella di Mussolini, si tratta solo di vedere come per i comunisti esistano i classici due pesi e due misure.
Se il dittatore è quello della Nazione in cui vivono diventano resistenti e gli Americani sono sopportati di buon grado e sono i liberatori.
Se il dittatore è quello di un'altra Nazione e chi se ne frega, anzi, vedi Fidel Castro... baci e abbracci.
Al tempo della seconda guerra mondiale a nessun comunista resistente è venuto in mente di bruciare bandiere americane o di dire che gli USA avevano interessi economici da accaparrarsi in Italia.
Nella guerra per la democrazia in Iraq è diverso, gli Americani diventano gli invasori che pensano al petrolio e i resistenti sono coloro che non si rassegnano alla perdita del loro dittatore sanguinario.
E non si vergognano! In questo modo tradiscono la memoria dei loro nonni che hanno portato avanti la resistenza in Italia, ma non si vergognano.
L'importante è, in questo caso, dare addosso agli Americani.
I comunisti continuano a sventolare, come sempre, una bandiera coi simboli dell'URSS e non quella della loro patria e la bandiera dell'oppressore americano deve essere bruciata.