Conguagli tariffe gas: pagamenti dubbi e da verificare
E’ importante sottolineare alcuni aspetti non ancora esaminati dei conguagli retroattivi richiesti da ENI a migliaia e migliaia di persone soprattutto nel Sud dell'Italia.
A seguito delle delibere che autorizzano la modifica delle tariffe di vendita e di distribuzione del gas l'ENI ha deciso di far retroagire le medesime al 2005, facendo pervenire a migliaia di utenti bollette che vanno da un minimo di 400 euro ad un massimo 2000 euro di cui la grande percentuale non è dovuta al consumo ma a questi conguagli.
Tuttavia nelle delibere 159/08, 64/09, 79/09 non c’è traccia di retroattività e tali tariffe avrebbero dovuto essere applicate dal !° gennaio 2009 per il triennio 2010-2012
Inoltre l’ENI non ha ottemperato né ad obblighi di informazione preventivi, né si è allineata all'interpretazione che tutte le altre imprese di produzione hanno adottato. Una di queste mi ha risposto tranquillamente dicendo che l'ENI potrebbe rischiare multe salate per quanto accaduto e che in ogni caso il nuovo coefficiente e le nuove tariffe non avrebbero gravato se non in una piccolissima percentuale sulle bollette. Tutte le imprese di distribuzione del gas, esclusa quella citata non risultano aver adottato questa linea.
A supporto di tutto questo ci sono diverse sentenze del Consiglio di Stato, una famosa contro l'ATO Sardegna, colpevole di aver fatto retroagire le tariffe di distribuzione dell'acqua e quindi di un servizio pubblico essenziale con gravose conseguenze per le famiglie e sottolineando altresì che qualsiasi retroattività in materia soprattutto economica può essere fissata solo dalla legge e non da una ditta privata e neppure da un Authority che potrebbe emettere solo fonti regolamentari.
Quindi anche ammesso (ma non è così) che l'Autorità avesse deciso in tal senso, la decisione sarebbe comunque impugnabile.
Tale situazione con bollette ricalcolate accadde già nel 2005 e nel 2007 e quindi non si tratta del primo episodio.
Il dispiacere più grande è notare il silenzio dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas che, anzi, dovrebbe precisare il vero significato della sua deliberazione e quindi ricondurre chi di dovere sulla linea giusta, ma questo non sta accadendo e migliaia di persone, pur non essendo morose e pur avendo diritto ad una risposta, si stanno rassegnando per paura o per non voluta ignoranza a pagare queste cifre esorbitanti.
A seguito delle delibere che autorizzano la modifica delle tariffe di vendita e di distribuzione del gas l'ENI ha deciso di far retroagire le medesime al 2005, facendo pervenire a migliaia di utenti bollette che vanno da un minimo di 400 euro ad un massimo 2000 euro di cui la grande percentuale non è dovuta al consumo ma a questi conguagli.
Tuttavia nelle delibere 159/08, 64/09, 79/09 non c’è traccia di retroattività e tali tariffe avrebbero dovuto essere applicate dal !° gennaio 2009 per il triennio 2010-2012
Inoltre l’ENI non ha ottemperato né ad obblighi di informazione preventivi, né si è allineata all'interpretazione che tutte le altre imprese di produzione hanno adottato. Una di queste mi ha risposto tranquillamente dicendo che l'ENI potrebbe rischiare multe salate per quanto accaduto e che in ogni caso il nuovo coefficiente e le nuove tariffe non avrebbero gravato se non in una piccolissima percentuale sulle bollette. Tutte le imprese di distribuzione del gas, esclusa quella citata non risultano aver adottato questa linea.
A supporto di tutto questo ci sono diverse sentenze del Consiglio di Stato, una famosa contro l'ATO Sardegna, colpevole di aver fatto retroagire le tariffe di distribuzione dell'acqua e quindi di un servizio pubblico essenziale con gravose conseguenze per le famiglie e sottolineando altresì che qualsiasi retroattività in materia soprattutto economica può essere fissata solo dalla legge e non da una ditta privata e neppure da un Authority che potrebbe emettere solo fonti regolamentari.
Quindi anche ammesso (ma non è così) che l'Autorità avesse deciso in tal senso, la decisione sarebbe comunque impugnabile.
Tale situazione con bollette ricalcolate accadde già nel 2005 e nel 2007 e quindi non si tratta del primo episodio.
Il dispiacere più grande è notare il silenzio dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas che, anzi, dovrebbe precisare il vero significato della sua deliberazione e quindi ricondurre chi di dovere sulla linea giusta, ma questo non sta accadendo e migliaia di persone, pur non essendo morose e pur avendo diritto ad una risposta, si stanno rassegnando per paura o per non voluta ignoranza a pagare queste cifre esorbitanti.