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Consolato israeliano a New York: radioattivo

segretaire · · 1 interventi
Consolato israeliano a New York: radioattivo
Maurizio Blondet
06/02/2007

NEW YORK - Allo scopo di prevenire un attentato alla «bomba sporca» l'antiterrorismo americano ha intrapreso nel 2005 una mappatura di New York con elicotteri alla ricerca di «punti caldi» radioattivi.
E, sorpresa, gli strumenti hanno scoperto uno picco di radiazioni, definito «stupefacente», proveniente dall'area del consolato israeliano.
Il rapporto sui punti radioattivi è stato presentato al GAO, Government Accountability Office, una commissione del Congresso.
Altri 80 punti caldi inattesi sono stati rilevati.
Oltre alle deboli fonti radioattive previste (statue o massi di granito, aree ospedaliere con macchinari isotopici), si è notato un picco allarmante nel Gateway National Park, un vasto parco di Staten Island.
L'area è stata immediatamente chiusa al pubblico.
La radiazione sembra provenire, in questo caso, da resti di vecchi impianti industriali che si trovano nella zona, che è oggi coperta da una densa vegetazione e poco accessibile.
La zona consolare israeliana si trova nella parte orientale di Manhattan.
Nessun commento, né ufficiale né ufficioso, sulla scoperta.
Paul Browne, portavoce della polizia locale di New York (NYPD) ha subito chiesto che alla polizia sia data la mappa delle sorgenti radioattive: evidentemente l'antiterrorismo non ha ritenuto opportuno segnalare gli strani eventi alla sicurezza della città.
New York è la sola metropoli dove per ora sia stata effettuata questa rilevazione.
La fonte della notizia può suscitare qualche dubbio: è Indymedia, Cleveland Media Center («Israeli embassy in NYC a radiation hot spot», 14 ottobre 2006).
La diamo per quel che vale.

Maurizio Blondet


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