contratto sorgenia senza data
Cara ADUC il sottoscritto Fabio Colantoni amministratore della tribe sas, in un giorno non precisato della fine di Febbraio del 2008, stipulavo con il consulente Luca Di Franco, un contratto di fornitura elettrica con SORGENIA. Il 18 Marzo 2008 all'atto di registrarlo, il mio commercialista mi fa notare che il suddetto contratto è privo di DATA, quindi nullo anche ai fini di un eventuale recesso. Consigliato dal mio avvocato il giorno stesso del 18 Marzo 2008 ho immediatamente inviato un Fax seguito da una raccomandata dove spiegava l'inconveniente, ed allegavo ad essa le fotocopie che dimostravano il particolare incriminato. Pertanto se non mi avessero risposto entro un termine di tempo precisato nella raccomandata, il contratto sarebbe stato considerato nullo e chiedevo inoltre di rientrare nel mercato tutelato con il mio fornitore precedente (ACEA Electrabell).
Oltre a non aver ricevuto alcuna risposta nei termini prefissati, il Venerdì 16 Maggio 2008 ma con la lettera datata I° Maggio (poi dicono che in Italia non si lavora!), ricevo una lettera di comunicazione dove nell'oggetto della stessa trovo scritto BENVENUTO IN SORGENIA. Nel frattempo il 13 Maggio 2008 mi trovavo costretto a bloccare il RID a favore di SORGENIA visto il fatto che alla mia banca veniva richiesto l'ordine di apertura. Immediatamente, sempre consigliato dal mio legale, invio di nuovo un Fax seguito da una raccomandata del 21/05/2008, dove metto in guardia SORGENIA sul fatto che un eventuale datazione del contratto, possa essere stata apposta in data posteriore alla stesura dello stesso e a tal fine ne chiedevo la visura. A conferma di tale ipotesi, l'operatore SORGENIA, da me contattato il 20/05/2008, affermava che sulla copia in loro possesso, figurava la data del 27 Febbraio 2008. A fine Giugno 2008 la SORGENIA con una comunicazione, in data 13/06/2008 mi chiede di recedere dal contratto per me non datato e quindi privo di validità. Ho già rappresentato che il contratto citato era da considerare nullo e pertanto la richiesta di recesso era improponibile.
Il 25 Agosto 2008 mi vengono recapitate le bollette di Maggio, Giugno e Luglio 2008 su carta intestata SORGENIA s.p.a. e scopro solo più in là che ve ne è una quarta del mese di Agosto, totale ¤ 934,22.
A questo punto, prima di pagare, esigo la visura del contratto in loro possesso, richiedendolo formalmente con l'ennesima raccomandata del 27 Agosto 2008. Ma anche questa richiesta risulterà vana. Così il 13 Gennaio 2009 alle 11.30 circa, riesco a contattare l'operatore SORGENIA di nome Chiara, con cui pattuisco la possibilità di pagare la somma suddetta, frazionandola per l'importo di ciascuna bolletta e di effettuare i pagamenti scaglionati nel tempo in quanto le mie possibilità economiche non mi permettevano altra soluzione. L'operatrice Chiara mi chiedeva di confermare inoltre ogni pagamento a mezzo fax, richiesta alla quale mi sono attenuto. Circa l'ultima bolletta ne avevo previsto il pagamento per il 2 Maggio p.v..
Nel frattempo venivo contattato da un dirigente Sorgenia, che mi raccomandava di confermare sempre a mezzo fax ogni pagamento.
Ciò nonostante ai primi di Aprile ho ricevuto dalla INTRUM JUSTITIA (società per recupero crediti) l'ingiunzione del pagamento di 3 fatture di cui una di euro 294,35 da me già pagata e confermata a SORGENIA sempre a mezzo fax, più ¤ 105,96 di interessi e spese.
Confermo che pagherò senz'altro l'ultima bolletta rimasta, per l'importo di ¤251,48 , ma chiedo di essere esonerato dal pagamento delle spese e interessi richiestomi dalla INTRUM JUSTITIA, cui la SORGENIA spa, non aveva secondo me e secondo gli accordi presi alcun diritto di rivolgersi.
Per tutto quanto sopra esposto vi chiedo cortesemente di voler considerare e valutare le mie rivendicazioni che ritengo inoppugnabili e in oltre chiedo se ci siano gli estremi per chiedere che mi venga riconosciuto un risarcimento, non solo per la pesante irregolarità più volte segnalata, ma soprattutto per il tempo perduto dietro questa vicenda. Un risarcimento tale, che in futuro induca una azienda come la SORGENIA s.p.a. a un comportamento più serio e lecito verso i suoi clienti, previo non dover pagare eventualmente onerose conseguenze. "Il tempo è denaro", e lo è per tutti.
Oltre a non aver ricevuto alcuna risposta nei termini prefissati, il Venerdì 16 Maggio 2008 ma con la lettera datata I° Maggio (poi dicono che in Italia non si lavora!), ricevo una lettera di comunicazione dove nell'oggetto della stessa trovo scritto BENVENUTO IN SORGENIA. Nel frattempo il 13 Maggio 2008 mi trovavo costretto a bloccare il RID a favore di SORGENIA visto il fatto che alla mia banca veniva richiesto l'ordine di apertura. Immediatamente, sempre consigliato dal mio legale, invio di nuovo un Fax seguito da una raccomandata del 21/05/2008, dove metto in guardia SORGENIA sul fatto che un eventuale datazione del contratto, possa essere stata apposta in data posteriore alla stesura dello stesso e a tal fine ne chiedevo la visura. A conferma di tale ipotesi, l'operatore SORGENIA, da me contattato il 20/05/2008, affermava che sulla copia in loro possesso, figurava la data del 27 Febbraio 2008. A fine Giugno 2008 la SORGENIA con una comunicazione, in data 13/06/2008 mi chiede di recedere dal contratto per me non datato e quindi privo di validità. Ho già rappresentato che il contratto citato era da considerare nullo e pertanto la richiesta di recesso era improponibile.
Il 25 Agosto 2008 mi vengono recapitate le bollette di Maggio, Giugno e Luglio 2008 su carta intestata SORGENIA s.p.a. e scopro solo più in là che ve ne è una quarta del mese di Agosto, totale ¤ 934,22.
A questo punto, prima di pagare, esigo la visura del contratto in loro possesso, richiedendolo formalmente con l'ennesima raccomandata del 27 Agosto 2008. Ma anche questa richiesta risulterà vana. Così il 13 Gennaio 2009 alle 11.30 circa, riesco a contattare l'operatore SORGENIA di nome Chiara, con cui pattuisco la possibilità di pagare la somma suddetta, frazionandola per l'importo di ciascuna bolletta e di effettuare i pagamenti scaglionati nel tempo in quanto le mie possibilità economiche non mi permettevano altra soluzione. L'operatrice Chiara mi chiedeva di confermare inoltre ogni pagamento a mezzo fax, richiesta alla quale mi sono attenuto. Circa l'ultima bolletta ne avevo previsto il pagamento per il 2 Maggio p.v..
Nel frattempo venivo contattato da un dirigente Sorgenia, che mi raccomandava di confermare sempre a mezzo fax ogni pagamento.
Ciò nonostante ai primi di Aprile ho ricevuto dalla INTRUM JUSTITIA (società per recupero crediti) l'ingiunzione del pagamento di 3 fatture di cui una di euro 294,35 da me già pagata e confermata a SORGENIA sempre a mezzo fax, più ¤ 105,96 di interessi e spese.
Confermo che pagherò senz'altro l'ultima bolletta rimasta, per l'importo di ¤251,48 , ma chiedo di essere esonerato dal pagamento delle spese e interessi richiestomi dalla INTRUM JUSTITIA, cui la SORGENIA spa, non aveva secondo me e secondo gli accordi presi alcun diritto di rivolgersi.
Per tutto quanto sopra esposto vi chiedo cortesemente di voler considerare e valutare le mie rivendicazioni che ritengo inoppugnabili e in oltre chiedo se ci siano gli estremi per chiedere che mi venga riconosciuto un risarcimento, non solo per la pesante irregolarità più volte segnalata, ma soprattutto per il tempo perduto dietro questa vicenda. Un risarcimento tale, che in futuro induca una azienda come la SORGENIA s.p.a. a un comportamento più serio e lecito verso i suoi clienti, previo non dover pagare eventualmente onerose conseguenze. "Il tempo è denaro", e lo è per tutti.