Mercoledì 17 giugno 2026
Menu
📦 Questo forum è un archivio storico. Le discussioni non sono più attive dal 2022. Per assistenza vai su SOS Online.

CONTRO L'ARROGANZA RAI- APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Annapaola Laldi · · 5 interventi
Sì, lo so, è facile che faccia un buco nell'acqua. Ma che m'importa? Anche a me è arrivata l'offensiva lettera RAI: non risulti nei nostri elenchi, dunque sei un'evasora... Era dal 2004 che mi lasciavano in pace, ma si vede che ora sono ripartiti di brutto.
E così ... ho scritto al Presidente della Repubblica.
Ho inviato la missiva per posta tradizionale, per via dell'allegato (la lettera e la cartolina RAI). Chissà se gli arriverà, chissà se risponderà (e come). Mi impegno a farvi sapere.

"Oggetto: Richiesta di Suo intervento presso la RAI (e/o il Ministero delle Comunicazioni)

Egregio signor Presidente della Repubblica,
con tutta la stima e l’affettuosa simpatia che ho nei Suoi confronti, oso disturbarLa per chiederLe se può intervenire in qualche modo presso la RAI affinché essa cessi l’atteggiamento offensivo e persecutorio (e secondo me illegale), col quale si rivolge a tutti coloro che “non risultano presenti negli elenchi degli abbonati alla televisione”, considerandoli ipso facto evasori fiscali, e preveda nella formulazione della lettera stessa (vedere lato A dell’allegato) e soprattutto nel formulario della cartolina di risposta (lato B dell’allegato) l’opzione seguente: “non posseggo alcun apparecchio televisivo”.
Il problema che Le sto sottoponendo, signor Presidente, non è esclusivamente personale/privato, ma ha una rilevanza pubblica, in quanto l’invio a tappeto di questa diffida a tutti coloro che non figurano fra gli abbonati alla televisione, anche a coloro che in passato hanno già più volte dichiarato di non possedere televisori, può configurare un primo danno erariale per spese postali ingiustificate. Per non parlare degli emolumenti pagati a “sedicenti ispettori RAI” inviati nelle abitazioni di chi continua a non figurare negli elenchi sopra citati (i quali “ispettori”, fra l’altro, si comportano spesso anche loro in modo arrogante e capzioso).
Da ultimo, ma non ultimo come importanza, Le sottopongo la questione della necessità di aggiornare la normativa, su cui si fonda il canone/tassa TV, che la RAI pretende da tutti , sembra, per il solo fatto di figurare all’anagrafe di qualsivoglia Comune.
Mi riferisco al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246/1938, là dove (art. 1) esso si riferisce, per l’obbligo del pagamento canone/tassa, ad “apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, dizione che la RAI usa, in successive diffide, per esigere il pagamento del canone/tassa TV, facendovi rientrare praticamente tutti i molteplici apparecchi moderni (dal videocitofono, al PC, all’ipod, ai cellulari ecc.).
Ora, mi pare, la certezza del diritto e anche il semplice buon senso esigono oggi una puntuale elencazione ufficiale degli apparecchi assimilabili al “televisore”, perché ogni persona ha il diritto di avere la certezza circa la propria situazione rispetto al pagamento di una qualsivoglia tassa, e, nella fattispecie, di non essere in balia dell’arrogante e confusa fantasia dell’azienda RAI. Dato il tumultuoso sviluppo del settore degli apparecchi elettronici, sarebbe logico prevedere la possibilità di aggiornare annualmente detto elenco, ma esso è assolutamente necessario per mettere il doveroso ordine in una materia che, data l’evoluzione del settore, non può più essere disciplinata con la mentalità del 1938.
La ringrazio, signor Presidente, dell’attenzione e, certa che agirà se la richiesta da me avanzata rientra nelle Sue prerogative, Le porgo i più distinti saluti".
❤️
ADUC è libera grazie a chi la sostieneNessun finanziamento pubblico né pubblicità.
Sostienici