Mercoledì 24 giugno 2026
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CONTRO PRODI LA GENTE CHE LAVORA

Lavoratore turismo impiegato agenzia · · 7 interventi
Sono a fianco degli imprenditori e dei cittadini che domani manifesteranno in Piazza dei Signori a Treviso contro la finanziaria. Anzi, invito tutti a scendere in piazza per contestare un provvedimento che gambizza gli enti pubblici, le aziende e di conseguenza tutti i lavoratori. A Roma sembra che abbiano fatto questa pensata per scatenare un conflitto tra classi sociali, ma non hanno tenuto conto che al Nord non c'è differenza tra imprenditori e lavoratori. In provincia di Treviso, per esempio, l'ottanta per cento delle aziende ha meno di 15 dipendenti. Perciò questa manovra non crea divisioni, semmai, togliendo spazio alle imprese e di conseguenza anche ai dipendenti ci spinge tutti a far fronte comune. Questo provvedimento che suona come un requiem per aziende e dipendenti in un Nord senza federalismo, non è un dramma circoscritto, ma un dramma per l'intera nazione. Ecco intanto il Ministro per lo sviluppo economico parlare oggi di turismo in Veneto... Bel coraggio! Dopo averci appioppato la tassa sul turista ed avercela spacciata come ultima frontiera del federalismo e come sua massima espressione, chissà quale altra lezione potremo apprendere fermandoci ad ascoltarlo!
Ma, siccome non si finisce mai di imparare, e questo vale per tutti, voglio dare il benvenuto al Ministro a modo mio, ricordandogli cioè che... ... cosa rappresenta il turismo per la nostra regione. Intanto, comincio... ... con il dire che il Veneto è la prima realtà turistica d'Italia, un'industria che fa 12 miliardi di euro di fatturato, avviata, quest'anno, a superare i 60 milioni di presenze. I più recenti dati definitivi sull'andamento della stagione confermano un aumento medio di oltre il 7 per cento nel periodo gennaio-luglio del 2006 rispetto agli stessi mesi dell'anno passato, a fronte di arrivi che hanno registrato un + 7,42 per cento. Gli ospiti tedeschi sono tornati in massa facendo segnare un aumento del 12,71 per cento, pari a 6.172.360 presenze, su un complesso di 33.805.305. Si tratta tradizionalmente dei nostri migliori clienti. Da soli, i turisti provenienti dalla Germania rappresentano oltre il 18 per cento di tutte le nostre presenze turistiche e circa un terzo di quelle straniere, cresciute nei primi sette mesi del 2006 dell'8,33 per cento. Ci tengo a fare queste precisazioni per spiegare che questi dati non sono piovuti dal cielo, ma sono il risultato dell'operosità e dell'intraprendenza di una regione che, nonostante la pesante pressione fiscale di Roma, è finora riuscita a dare sempre il meglio di se stessa. Dico "finora" e vorrei aggiungere che anche il futuro sarà così, ma la manovra finanziaria del governo Prodi mi lascia non poco perplesso. Ministro, si rende conto che noi siamo allo stremo e senza risorse, mentre attendiamo ancora le grandi riforme strutturali sempre promesse e mai realizzate? Chiediamo e ci aspettiamo riforme, ma quello che otteniamo sono: nuove tasse. Per fortuna abbiamo una grande dote che ci viene in soccorso e cioè la nostra perseveranza. Non ci rassegniamo, insomma. Noi veneti non ci rassegniamo a decisioni imposte dall'alto e perciò anche questa volta faremo sentire la nostra voce. Contro questa manovra scenderemo in piazza. Manifesteremo contro questa finanziaria epocale da 33 miliardi che taglia le gambe agli enti pubblici, che rende inutili anni di investimenti, di finanza creativa, di patto di stabilità, che mira a scatenare conflitti sociali mettendo imprenditori contro lavoratori e che, togliendo spazio alle aziende, in ultima analisi, ne toglie anche ai dipendenti. Manifesteremo contro la politica del dividi et impera che, con l'istituzione della tassa di scopo, mette un Comune contro l'altro. Un solo esempio, tanto per restare in tema di turismo, se tutti i comuni decideranno di applicare la city tax quanto dovrà sborsare un nostro ospite intenzionato a farci visita? Cinque euro per ogni Comune in cui deciderà di transitare? Come assessore al Turismo del Veneto, nonché come Vicepresidente, mi trovo nell'imbarazzo totale se penso che nella prossima stagione promozionale avviata per far conoscere nel mondo il nostro splendido territorio dovrò spiegare che una città ha il ticket per l'ingresso dei pullman, mentre un'altra qualche altro balzello. E già ora basta leggere la stampa internazionale per capire che all'estero non fanno i salti di gioia alla notizia. Io stesso, del resto, ho avuto modo di cogliere le reazioni dell'Adac, Associazione degli automobilisti tedeschi, con 16 milioni di utenti, che mi chiede come sia possibile, in Italia, pensare a una simile tassazione del turista. Evidentemente è possibile, penso io. Giacché a Roma ci hanno chiuso i rubinetti, ma ci danno la libertà di tassare i cittadini. Probabilmente, da quelle parti, questo è ciò che si intende per federalismo... E il tutto per non avere il coraggio di affrontare il vero nodo della questione, che è uno solo: il Veneto è una regione a statuto ordinario che contribuisce a produrre il 18 per cento della ricchezza nazionale e che se potesse trattenere parte dei suoi tributi a Roma non avrebbe bisogno di applicare nuove tasse. Invece, si trova schiacciata dal Friuli Venezia Giulia e dal Trentino Alto Adige, due regioni che ci fanno concorrenza sleale e che godono di privilegi per noi inimmaginabili. Infatti, è difficile spiegare ad un albergatore dei nostri che le sue strutture di accoglienza nuove se le deve pagare tutte mentre al di là del confine gli darebbero il 70 per cento di finanziamento a fondo perduto, è difficile spiegare che le commesse che lavorano il sabato e la domenica di là hanno la baby sitter per i loro figli, pagata dall'ente pubblico e di qua, no. La rivoluzione con la pancia piena non la fa nessuno, ma con questa finanziaria i veneti cominciano a sentire i primi crampi della fame. Perciò a Roma devono cominciare a darci ascolto. Conoscono le nostre idee perché gliele abbiamo scritte in tutti i modi, sono agli atti, dunque portino avanti un progetto gradito al Nord e cioè quello di un federalismo a geometria variabile su modello catalano. Un federalismo che abbia competenze e risorse che consenta ai cittadini di avere interlocutori certi e che ci dia la possibilità di investire sul nostro territorio le nostre risorse economiche perché è questa la libertà che vogliamo e per la quale siamo disposti a dare battaglia senza quartiere
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