Lunedì 22 giugno 2026
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CORAGGIO, SIGNOR PRESIDENTE: E' IL SUO MOMENTO!

Sergio · · 15 interventi
La situazione politica ha raggiunto livelli grotteschi.
Se la situazione non fosse drammatica, saremmo di fronte a una esilarante commedia.
Sul palcoscenico politico si agitano squallidi attori che mettono in scena se stessi: campioni di cafonaggine, cialtroneria, ignoranza, spudoratezza, disonestà intellettuale, forse la peggior forma di disonestà.

Le "barufe ciosote" di goldoniana memoria o il pittoresco accapigliarsi tra i popolani dei bassi napoletani, egregiamente rappresentato da ottima letteratura e cinematografia, rappresentano momenti alti di bon ton, dotta dissertazione sul vivere, esempi di alta cultura e specchiata onestà rispetto allo squallore che quotidianamente ci propinano coloro che dovrebbero rappresentare la Nazione.

Dunque, coraggio Presidente Napolitano: è il suo momento.

Giunta è l'ora di far prevalere la lettera scritta della Costituzione sulla prassi politica, che sovente l'ha violata e mortificata.

La situzione è la seguente.
Alla Camera del Deputati è stata confermata la fiducia al governo Prodi.
Il Senato ha negato la fiducia al governo Prodi.

La Costituzione (art. 88, comma 1°) prevede che il Presidente della Repubblica possa procedere allo scioglimento anche di una sola Camera.

Bene. Quale occasione migliore di questa per applicare la citata norma costituzionale?

Avremmo due scenari possibili.
Vince il centro-sinistra (rimodulato e ridisegnato): esito, la legislatura procede.
Vince il centro-destra: esito, ecco verificatasi nelle istituzioni parlamentari quella necessità di dialogo e confronto, tanto spesso evocati; unica possibilità attuale per uscire dal cul de sac in cui si trova l'Italia.

Ecco creata la condizione perché si apra un'effettiva possibilità di dialogo tra le due coalizioni perché così è stato sancito dal voto popolare (direttamente con la elezione del nuovo Senato, indirettamente alla Camera attraverso i rappresentanti del Popolo).

Le due maggioranze dovranno trovare un accordo su un pacchetto di riforme che dovrebbe consistere in:
> nuova legge elettorale di tipo maggioritario e con meccanismi semplici e chiari (l'oscenità di un Senato probabilmente eletto in violazione della legge, sulla base di interpretazioni non coerenti con la norma scritta, è un vulnus alla dialettica democratica che non deve più ripetersi);
> una nuova legge che estrometta i partiti dalla gestione della cosa pubblica; i meccanismi ci sono per raggiungere questo obiettivo, serve solo la volontà politica.

Promulgate queste due leggi si potrà andare a elezioni anticipate, nel caso questa nuova fase di dialogo non sia in grado di procedere verso il più ambizioso progetto di riforma costituzionale che dovrebbe servire, come minimo, a distinguere nettamente le funzioni delle due Camere, scrivendo la parola fine al "bicameralismo paralizzante", e a conferire maggior potere al Primo Ministro, cominciando con il recepire quanto già avviene nella realtà (l'indicazione mediante voto del premier).

Si tratta di un percorso possibile che avrebbe il pregio di sparigliare le carte dei tanti opportunisti politici che poco hanno a cuore la soluzione dei problemi nazionali

Coraggio, signor Presidente, applichi alla lettera la Costituzione.
❤️
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