Il Corriere razzista
Polemica con uno scritto di Ronchey
che ci riporta al clima degli anni 30
Il Corriere e l'invasione dei razzisti.
Piero Sansonetti
Ieri il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di fondo firmato dal decano dei giornalisti italiani, Alberto Ronchey. Prima pagina, due colonne in testata. Titolo: "L'invasione dei nomadi". Per nomadi (un po' grossolanamente, perché in grandissima parte l'aggettivo è sbagliato) Alberto Ronchey intende il popolo rom, cioè quella parte del popolo rom che è sopravvissuto all'ecatombe nazista. I nazisti, come è noto, sterminarono il popolo ebraico e il popolo rom perché consideravano gli ebrei e i rom due razze inferiori. Lo sterminio fu preceduto da robuste campagne di stampa, organizzate dal ministro della cultura Joseph Goebbels.
L'establishment politico e intellettuale italiano partecipò a questo sterminio, o almeno lo sostenne, con le leggi speciali sulla discriminazione razziale e aderendo alle campagne di stampa e di opinione pubblica ispirate da Goebbels. In questi mesi stiamo assistendo a qualcosa di analogo - vere e proprie campagne di denigrazione e di odio, organizzate, così come fu allora, da settori del potere politico e dagli intellettuali.
L'articolo di Ronchey segna un salto di qualità in questo quadro. E' un articolo pienamente e lucidamente razzista. Afferma il principio secondo il quale il popolo rom è comunque costituzionalmente dedito al furto, e perciò non integrabile in un paese civile. E chiede che il nostro governo chiuda le frontiere all'immigrazione dei rom che in «Italia sarebbero già moltitudini e arrivano ancora...» .
Su che basi, Ronchey, costruisce le sue tesi? Sul racconto di Indro Montanelli di un suo viaggio del 1939 a seguito di un gruppo di rom (che Montanelli chiama, spregiativamente, zingari). Possibile che Ronchey non ricordi che Indro Montanelli nel 1939 era fascista, che in quegli stessi anni scriveva sugli ebrei le stesse malevolenze dedicate ai rom, che "possedeva" una schiava che aveva acquistato a pochi soldi in Abissinia (quattordicenne), e che dunque quel testo di Montanelli è una squisita testimonianza del razzismo ufficiale fascio-nazista? Esprimere un pacato giudizio sui rom basandosi sulla testimonianza di Montanelli del '39 è come costruire una tesi sui Sioux facendosi forte delle opinione del generale Custer.
Tutte queste osservazioni, comunque, restano nell'ambito della polemica politica. Come quella che abbiamo avuto l'altro giorno col sindaco Veltroni, il quale chiedeva un strappo costituzionale (e anche alle regole della comunità europea) per potere espellere dall'Italia, su semplice ordine del prefetto, i rom che - per disgrazia - in quanto rumeni dovessero risultare cittadini europei (e Ronchey, nell'articolo di ieri, appoggia questa alzata di ingegno di Veltroni).
Al di là della polemica giornalistica, però, ci sono i codici, le norme e i regolamenti. Per noi giornalisti c'è un regolamento interno, approvato dall'"Ordine" (ma purtroppo mai rispettato) che proibisce la pubblicazione di articoli nei quali si esprimano giudizi sulle persone fondati sulla presunta appartenenza razziale di queste persone. Ronchey l'ha violato. ma temo che l'ordine non interverrà. Poi esistono anche le leggi dello Stato che in teoria dovrebbero essere inviolabili. Ne citiamo una, del 1993, che fu scritta dall'ex presidente del Senato (democristiano) Nicola Mancino.
Nel suo primo articolo, dice così: «E' punito con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» . Ora, naturalmente, si può leggere e rileggere finché si vuole l'articolo di Ronchey e stabilire se contiene o no elementi di odio razziale.
A me sembra che li contenga, ma è solo il mio parere. E' però indiscutibile che nel momento nel quale afferma che è impossibile l'integrazione e che bisogna bloccare, o anche solamente limitare, il flusso migratorio del popolo rom (anche quando questo popolo è in regola con la cittadinanza europea ) Ronchey invita a commettere un atto di discriminazione razziale, e perciò infrange clamorosamente la legge-Mancino. Non c'è la possibilità di smentita.
P.S. Noi - che notoriamente siamo un po' anarchici - restiamo contrari al carcere, soprattutto per reati d'opinione. Non so cosa pensino quelli che invocano sempre la legalità senza eccezioni...
30/09/2007
da un articolo su LIBERAZIONE