Domenica 14 giugno 2026
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Costituzionalizzazione dei Diritti Economici. "Tremonti: pareggio di bilancio in Costituzione"

Sharman* · · 23 interventi
Devo aver letto su qualche giornale che Tremonti ha recentemente proposto la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio statale.

Non so quale bestia sia questo Tremonti: tempo fa mi pareva abbastanza lontano dagli "illuminati", oggi sembra piu' vicino, e se così fosse certamente le proposte per il nuovo impianto finanziario non sarebbero solamente farina del suo sacco, farebbero parte di una agenda finanziaria delle elites che tra le altre cose usano le dichiarazioni di importanti esponenti politici per abituare lentamente e subliminalmente il popolo alle nuove soluzioni.

( Vediamo per esempio come Obama abbia recentemente menzionato l'immenzionabile parola: default, default degli Usa. Oltre alla normale prosopopea politica ciò serve anche per incominciare ad abituare popoli e mercati finanziari al concetto di default, magari non a quello degli Usa, magari a quello di qualche altro Stato, ma il messaggio è quello: incominciamo a pensare che qualche default sia "normale". )

La costituzionalizzazione dei diritti economici è certamente quello che colpevolmente manca nelle nostre Costituzioni. Riprendendo quanto già scritto su questo Forum precedentemente, credo si debba notare come infatti e purtroppo i governi, qualsiasi governo, abbiano potere assoluto e illimitato sopra i nostri soldi.

Le nostre costituzioni nascono culturalmente da istanze e rivolte liberali dei secoli scorsi e sanciscono limiti al potere del Sovrano in termini di inalienabili diritti umani, civili e politici dei cittadini, ma non in termini di diritti economici.Ma guarda un po’....
I Signori (sono sempre quelli) sanno bene come fare: un diritto senza la possibilità pratica di esercitarlo e di difenderlo sarà sempre un diritto vuoto.

Oggi i governi hanno il diritto di mettere tutte le imposte che vogliono, di spenderle come vogliono, di fare tutto il debito che vogliono, di promettere tutte le pensioni e rendite che vogliono, di stampare tutta la moneta che vogliono. E’ evidentemente la ricetta per un disastro annunciato.

Il potere economico assoluto dovrebbe essere limitato costituzionalmente:

Limite alla tassazione: nessuno dovrebbe pagare piu’ di una certa percentuale del proprio reddito. Dovrebbe essere fissata una percentuale massima di ricchezza collettiva di cui possa il governo disporre. Quello è il suo limite e ci deve stare dentro.

Divieto o limite all’indebitamento pubblico. E’ disonesto che qualsiasi governo possa indebitare le casse statali e scaricare il debito sui governi e le generazioni future.
Il debito pubblico serve sostanzialmente per due cose:
corrompere il popolo comprandone i voti;
permettere ai Signori di avere rendite certe pagate dalla tassazione, in pratica tramite la detenzione di titoli di debito pubblico si è traslato l’antico diritto delle aristocrazie di tassare il popolo.


Parametraggio delle pensioni (e rendite affini) alle reali situazioni di reddito collettivo. Lo stato non dovrebbe promettere pensioni per i decenni futuri in termini assoluti, bensi’ in termini percentuali di ricchezza collettiva.(Anche in questo caso le pensioni promesse servono solo a corrompere il popolo e a comprarne il consenso) Siamo tutti in una stessa barca, se le cose andranno bene le pensioni aumenteranno, se andranno male diminuiranno.

Limite alla stampa della moneta ( e qui il problema è enorme) per non dovere essere tassati surretiziamente dall’inflazione.

Quello che Tremonti ovviamente non ha detto, o forse non ha capito ( ma non ci credo) è che in ogni caso si dovrebbe passsare prima per il default dell'attuale debito pubblico, e poi ricominciare con i nuovi limiti di spesa costituzionalizzati. Non vi è verso di salvare capra e cavoli.
Tutti i debiti dei principali paesi occidentali NON saranno mai ripagati.

I tentativi che vediamo in questi anni di salvare la solvibilità degli Stati sono solo una farsa, stanno solo cercando
a) di mantenere le rendite dei detentori di questi debiti
b) di mantenere la funzione di ricatto e condizionamento politico che queste enorme masse debitorie hanno sopra gli Stati.
E ciò nonostante quanto recentemente scritto anche da Pedone, responsabili economico aduc, sulla sostenibilità del debito italiano(ma dove? ma come?...ma quanto tempo ci devono mettere per capire?...) Adesso vedo che ha scritto un articolo un po' più critico verso la situazione. Se ho tempo poi gli butto giù due righe, in ogni caso non risponderà.

La tesi di fondo è che per la seconda metà di questa decade, dopo gli inevitabili fallimenti dei debiti sovrano e/o del valore d'acquisto della moneta, si possa e si debba finalmente costizionalizzare i diritti economici perchè qualsiasi diritto senza la possibilità pratica di goderlo è un diritto vuoto.
❤️
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