Mercoledì 24 giugno 2026
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La Costituzione incostituzionale

Carlo Pento - Vicenza · · 3 interventi
In questi giorni c'è un gran parlare della Costituzione Italiana entrata in vigore il 01/01/1948, sottolineando che non è un residuato bellico. Osservando, però, le norme transitorie (divieto ai soli discendenti maschi di casa Savoia di rientrare in Italia, divieto di ricostituzione del partito fascista) e la creazione delle regioni a statuto speciale, non si può negare che la Costituzione risenta un po' della situazione creatasi nell'immediato post guerra. E probabilmente non poteva essere altrimenti!
La regione Trentino-Alto Adige, dopo i sanguinosi attentati dinamitardi degli anni 60, ha rafforzato la sua autonomia ed è, addirittura, sotto tutela speciale dell'Austria.
Siccome due generazioni d'italiani sono nate dopo il 1945 e milioni di emigranti hanno preso la cittadinanza, affinché la Costituzione rimanga un riferimento fondamentale per l'intera Nazione, bisogna che i suoi principi siano conosciuti, discussi e condivisi da tutti.
Anche se la revisione costituzionale del 2002 ne ha migliorato alcune parti, eliminando ad esempio l'anacronistica discriminazione di genere, la Costituzione Italiana ha ancora al suo interno un germe d'incostituzionalità, poiché continua a sancire un differente trattamento tra cittadini di regioni diverse. Gli abitanti delle regioni 'normali' si chiedono se le motivazioni che hanno portato a questo status speciale siano ancora valide, e in che misura; se non si definisce chiaramente quest'aspetto, un diritto di tutti diventa un privilegio di pochi, con tanti saluti allo spirito della Costituzione.
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