LA CREDIBILITA’ DELLE ISTITUZIONI
Le istituzioni sono delle astrazioni che prendono corpo nelle persone che le rappresentano.
Le istituzioni sono credibili quando le persone lo sono, ma anche quando le persone si dimostrano indegne di rappresentarle o semplicemente di farvi parte purché l'istituzione dimostri di saper fare pulizia, di saper isolare le mele marce e si adoperi con trasparenza e umiltà perché sia punito ogni illecito e connivenza.
Bisogna che ogni organizzazione pubblica e istituzione ponga la massima attenzione al reclutamento dei propri membri, si doti di severi sistemi di controllo e di monitoraggio, si dia delle regole che, oltre a garantirne il funzionamento, assicuri trasparenza, pulizia e capacità di autoriforma.
In un sistema democratico le istituzioni saranno autonome ma interdipendenti; i poteri di controllo saranno forti, ramificati e assicureranno imparzialità, certezza delle regole, celerità d'intervento.
Date queste premesse è triste costatare che le nostre istituzioni non sono credibili.
I costi della politica. Il governo istituisce un tavolo interministeriale per studiare quel che tutti conoscono mentre il presidente della camera dei deputati avvia - udite udite - un'indagine conoscitiva!
L'uso di questa espressione - tipica del sindacalese anni '70 del secolo scorso - denuncia le intenzioni di Bertinotti.
La tattica è antica: sollevare un gran polverone, provocare indignazione che si sfogherà con qualche vigoroso rutto e poi tutto torna come prima.
Processo alle intenzioni? Sì è vero ma non può essere diversamente poiché le intenzioni sono gli unici atti criticabili quando si parla di riforma del sistema politico.
Possiamo criticare solo le intenzioni declamate: nulla è stato fatto dai tempi del memorabile Bozzi.
Qualcuno mi dica se esiste un'indagine non conoscitiva.
Sì, nelle menti perverse dei politici e dei loro colleghi sindacalisti. Chi è abituato a fingere di fare indagini ha la necessità di rafforzare il termine affiancandogli la qualificazione di "conoscitiva".
La cosa grave è che questi minus habens ritengono di riuscire ad evitare il peggio fingendo impegno e dandoci ogni tanto da masticare qualche scandaletto.
Non si rendono conto, poveretti, che stanno scherzando col fuoco.
Conseguenza numero uno del loro agire: riesploderà il terrorismo; le premesse ci sono tutte. Oggi, come negli anni di piombo, la speranza è stata uccisa; la fiducia in un futuro migliore non c'è. La disperazione produce terrorismo. Napolitano, Prodi, Bertinotti, Marini lo tengano ben presente e per cortesia si astengano dal partecipare a funerali e ci risparmino i loro triti pistolotti.
Conseguenza numero due del loro agire: provocheranno una nuova ondata di qualunquismo e di anti-politica che favorirà la demagogia e il populismo di destra. Ergo: l'attuale maggioranza sta lavorando per preparare il ritorno di Berlusconi o qualche suo più mediocre erede.
Conseguenza numero tre del loro agire: l'attuale ceto politico sarà spazzato via con minori riguardi di quelli utilizzati ai tempi di "mani pulite". Le monetine si trasformeranno in sassi perché gli italiani saranno più incazzati e disincantati. Non presteranno più attenzione alle cazzate giornalistiche stile "fine della prima repubblica", "rivoluzione per via giudiziaria" o panzane simili. Nessuno applaudirà più il Di Pietro di turno mentre le cravatte di corda di leghista memoria penzoleranno ovunque. Ieri le riserve hanno preso il posto dei leader ma oggi chi sono le riserve delle attuali mezzeseghe? Chi può sostituire i quaquaraquà e i piglianculo che scorrazzano sulla scena politica? Agnelli, giustamente, disse "dopo il Governatore c'è solo un generale o un cardinale": entrambe mi sembrano pessime soluzioni.
Il Parlamento non ha, da tempo, alcuna credibilità. Non rappresenta il popolo italiano. Ha l'unica funzione di baluardo dei privilegi della casta politica e dei loro loschi accoliti.
Il governo si barcamena e non ha alcuna credibilità. Tutte le accuse indirizzate al precedente governo potrebbero essere utilizzate per commentare l'operato dell'esecutivo Prodi.
Ricordate il buco di Tremonti? La finanza dissestata ha reso necessaria una finanziaria pesante, afferma Prodi e i suoi bravi ministri. Anche Tremonti disse le stesse cose.
Ricordate le critiche al voto di fiducia e all'uso della decretazione? E le critiche allo strumento della legge finanziaria? Tra poco se ne discuterà un'altra e ricomincerà il tormentone.
E quanti anni sono che si discute della necessità di superare il sistema bicamerale? Però è stata affossata una riforma costituzionale che tanti aspetti positivi pur aveva e che poteva essere migliorata negli anni a disposizione prima dell'entrata in vigore.
Eccoci qui a ricominciare tutto come in un'eterna partita al gioco dell'oca.
Poteri dell'esecutivo, bicameralismo, numero dei parlamentari. E poi: riforma della giustizia, del sistema televisivo, il conflitto d'interessi, le pensioni.
Non hanno neanche fantasia: ripetono sempre le stesse cose. Fate delle leggi del cazzo come sapete fare bene e per un decennio non rompete più i coglioni con le stesse litanie. Cosa fanno invece questi minus habens, si risparmiano perfino la fatica di modificare la lista della spesa.
Come abbiamo fatto a scegliere tra tanti italiani intelligenti un numero così elevato di mediocri esemplari del genere umano?
Scendendo nei gironi dell'inferno politico arriviamo agli ominicchi che occupano le istituzioni locali.
Basta leggere le interviste a Bassolino e a Iervolino (governatore della Campania e sindaco di Napoli) per comprendere che siamo alla canna del gas. Su La Repubblica del 23 maggio c'è un'intervista a Bassolino dove non si capisce se il marziano è Bassolino, l'intervistatore o entrambi. Con tutti i poteri che hanno i sindaci e i presidenti di regione, con tutti gli anni che hanno avuto a disposizione per affrontare il problema rifiuti, di chi è la colpa? Ma ovviamente degli altri e del potere centrale. Siamo sicuri che nessun magistrato ritenga doveroso indagare Bassolino, Iervolino e gli altri sindaci per disastro colposo, omissione d'atti d'ufficio, attentato all'incolumità pubblica, negligenza.?
Ma a chi spetta organizzare e garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti? E i Prefetti a cosa servono quando i sindaci si dimostrano incapaci o inadempienti?
La Presidenza della Repubblica. Istituzione che negli ultimi decenni ha brillato per disordinato attivismo ma che mi sembra molto opaca e timida nell'esercizio dei poteri costituzionali.
Quante volte dovremo assistere alla penosa approvazione da parte di un Presidente di una finanziaria come l'ultima approvata?
Un solo articolo con 1364 commi!
Una cosa mostruosa che non può essere chiamata legge e che non merita rispetto.
Frutto di un'arroganza che fa vomitare ogni persona di buon senso.
Per favore, Presidente, mi dica che ha avuto la diarrea per una settimana dopo aver promulgato quello schifo. Comprendo non poteva fare diversamente ma un bel messaggio alle Camere con poche semplici parole "Non azzardatevi a presentarmi un'altra finanziaria scritta così" o di tanto in tanto un piccolo messaggio scritto, quasi un sms, così, giusto per rinverdire i fasti della formalità istituzionale.
Perché, Presidente, non presiede il CSM? Quest'organo è stato negli ultimi anni al centro di duri scontri politici. Non crede che sarebbe opportuno che lei lo presiedesse con regolarità?
La magistratura. Si può avere fiducia nella legge quando una causa civile dura dieci anni? Non so se la prima responsabilità sia dei legislatori o degli uffici giudiziari o entrambi siano responsabili nella stessa misura. So che gli uffici parlamentari e governativi si avvalgono di molti magistrati per l'elaborazione delle leggi. Temo pertanto che le responsabilità siano ben distribuite tra magistrati e legislatori. Una cosa è certa: uno Stato che non sa garantire tempi rapidi nell'amministrazione della giustizia non può attendersi fiducia e comportamenti virtuosi.
Credo che il cittadino italiano non abbia alcun obbligo morale e civico verso queste istituzioni.
Rispettare la legge in queste condizioni non è un obbligo ma solo un'opzione per vivere oppressi ma sereni (e comunque sempre moderatamente sereni perché interpretare le nostre leggi è impresa titanica).
Rispettare la legge per quieto vivere.
Più o meno per lo stesso motivo si "rispetta" la camorra.
Signori delle istituzioni vi rendete conto che la criminalità organizzata è il vostro primo concorrente?
Sì, avete capito bene: concorrente.
Certo grezzo e violento ma rapido ed efficace, poche regole chiare e precise: le rispetti e campi cent'anni.
Lo Stato invece è sofisticato, incasinato, complesso, indeterminato, inefficiente e inefficace, comunque violento, contorto e ottuso.
Fate un po' voi ma comincio a pensare che il rischio reale è che, fatta fuori questa classe politica, sarà qualche stella nascente della mafia o della camorra a scalare la res publica.
Oppure. Oppure bisogna che ci rimbocchiamo le maniche e la finiamo di dividerci in tifoserie anti e pro Berlusconi.
Bisogna che ce ne fottiamo della coppia di fatto Fassino-Rutelli con il loro ridicolo partito democratico e della illiberale CdL. Unirci sulle cose da fare, condividere obiettivi reali e concreti e, elmetto in testa, andare alla conquista delle istituzioni liberandoci dalla mafia dell'oligarchia partitica.
Insomma o l'erede di Totò Riina o il nipote scemo di qualche attuale gnomo della politca.
Ci aspetta un bel futuro!
Le istituzioni sono credibili quando le persone lo sono, ma anche quando le persone si dimostrano indegne di rappresentarle o semplicemente di farvi parte purché l'istituzione dimostri di saper fare pulizia, di saper isolare le mele marce e si adoperi con trasparenza e umiltà perché sia punito ogni illecito e connivenza.
Bisogna che ogni organizzazione pubblica e istituzione ponga la massima attenzione al reclutamento dei propri membri, si doti di severi sistemi di controllo e di monitoraggio, si dia delle regole che, oltre a garantirne il funzionamento, assicuri trasparenza, pulizia e capacità di autoriforma.
In un sistema democratico le istituzioni saranno autonome ma interdipendenti; i poteri di controllo saranno forti, ramificati e assicureranno imparzialità, certezza delle regole, celerità d'intervento.
Date queste premesse è triste costatare che le nostre istituzioni non sono credibili.
I costi della politica. Il governo istituisce un tavolo interministeriale per studiare quel che tutti conoscono mentre il presidente della camera dei deputati avvia - udite udite - un'indagine conoscitiva!
L'uso di questa espressione - tipica del sindacalese anni '70 del secolo scorso - denuncia le intenzioni di Bertinotti.
La tattica è antica: sollevare un gran polverone, provocare indignazione che si sfogherà con qualche vigoroso rutto e poi tutto torna come prima.
Processo alle intenzioni? Sì è vero ma non può essere diversamente poiché le intenzioni sono gli unici atti criticabili quando si parla di riforma del sistema politico.
Possiamo criticare solo le intenzioni declamate: nulla è stato fatto dai tempi del memorabile Bozzi.
Qualcuno mi dica se esiste un'indagine non conoscitiva.
Sì, nelle menti perverse dei politici e dei loro colleghi sindacalisti. Chi è abituato a fingere di fare indagini ha la necessità di rafforzare il termine affiancandogli la qualificazione di "conoscitiva".
La cosa grave è che questi minus habens ritengono di riuscire ad evitare il peggio fingendo impegno e dandoci ogni tanto da masticare qualche scandaletto.
Non si rendono conto, poveretti, che stanno scherzando col fuoco.
Conseguenza numero uno del loro agire: riesploderà il terrorismo; le premesse ci sono tutte. Oggi, come negli anni di piombo, la speranza è stata uccisa; la fiducia in un futuro migliore non c'è. La disperazione produce terrorismo. Napolitano, Prodi, Bertinotti, Marini lo tengano ben presente e per cortesia si astengano dal partecipare a funerali e ci risparmino i loro triti pistolotti.
Conseguenza numero due del loro agire: provocheranno una nuova ondata di qualunquismo e di anti-politica che favorirà la demagogia e il populismo di destra. Ergo: l'attuale maggioranza sta lavorando per preparare il ritorno di Berlusconi o qualche suo più mediocre erede.
Conseguenza numero tre del loro agire: l'attuale ceto politico sarà spazzato via con minori riguardi di quelli utilizzati ai tempi di "mani pulite". Le monetine si trasformeranno in sassi perché gli italiani saranno più incazzati e disincantati. Non presteranno più attenzione alle cazzate giornalistiche stile "fine della prima repubblica", "rivoluzione per via giudiziaria" o panzane simili. Nessuno applaudirà più il Di Pietro di turno mentre le cravatte di corda di leghista memoria penzoleranno ovunque. Ieri le riserve hanno preso il posto dei leader ma oggi chi sono le riserve delle attuali mezzeseghe? Chi può sostituire i quaquaraquà e i piglianculo che scorrazzano sulla scena politica? Agnelli, giustamente, disse "dopo il Governatore c'è solo un generale o un cardinale": entrambe mi sembrano pessime soluzioni.
Il Parlamento non ha, da tempo, alcuna credibilità. Non rappresenta il popolo italiano. Ha l'unica funzione di baluardo dei privilegi della casta politica e dei loro loschi accoliti.
Il governo si barcamena e non ha alcuna credibilità. Tutte le accuse indirizzate al precedente governo potrebbero essere utilizzate per commentare l'operato dell'esecutivo Prodi.
Ricordate il buco di Tremonti? La finanza dissestata ha reso necessaria una finanziaria pesante, afferma Prodi e i suoi bravi ministri. Anche Tremonti disse le stesse cose.
Ricordate le critiche al voto di fiducia e all'uso della decretazione? E le critiche allo strumento della legge finanziaria? Tra poco se ne discuterà un'altra e ricomincerà il tormentone.
E quanti anni sono che si discute della necessità di superare il sistema bicamerale? Però è stata affossata una riforma costituzionale che tanti aspetti positivi pur aveva e che poteva essere migliorata negli anni a disposizione prima dell'entrata in vigore.
Eccoci qui a ricominciare tutto come in un'eterna partita al gioco dell'oca.
Poteri dell'esecutivo, bicameralismo, numero dei parlamentari. E poi: riforma della giustizia, del sistema televisivo, il conflitto d'interessi, le pensioni.
Non hanno neanche fantasia: ripetono sempre le stesse cose. Fate delle leggi del cazzo come sapete fare bene e per un decennio non rompete più i coglioni con le stesse litanie. Cosa fanno invece questi minus habens, si risparmiano perfino la fatica di modificare la lista della spesa.
Come abbiamo fatto a scegliere tra tanti italiani intelligenti un numero così elevato di mediocri esemplari del genere umano?
Scendendo nei gironi dell'inferno politico arriviamo agli ominicchi che occupano le istituzioni locali.
Basta leggere le interviste a Bassolino e a Iervolino (governatore della Campania e sindaco di Napoli) per comprendere che siamo alla canna del gas. Su La Repubblica del 23 maggio c'è un'intervista a Bassolino dove non si capisce se il marziano è Bassolino, l'intervistatore o entrambi. Con tutti i poteri che hanno i sindaci e i presidenti di regione, con tutti gli anni che hanno avuto a disposizione per affrontare il problema rifiuti, di chi è la colpa? Ma ovviamente degli altri e del potere centrale. Siamo sicuri che nessun magistrato ritenga doveroso indagare Bassolino, Iervolino e gli altri sindaci per disastro colposo, omissione d'atti d'ufficio, attentato all'incolumità pubblica, negligenza.?
Ma a chi spetta organizzare e garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti? E i Prefetti a cosa servono quando i sindaci si dimostrano incapaci o inadempienti?
La Presidenza della Repubblica. Istituzione che negli ultimi decenni ha brillato per disordinato attivismo ma che mi sembra molto opaca e timida nell'esercizio dei poteri costituzionali.
Quante volte dovremo assistere alla penosa approvazione da parte di un Presidente di una finanziaria come l'ultima approvata?
Un solo articolo con 1364 commi!
Una cosa mostruosa che non può essere chiamata legge e che non merita rispetto.
Frutto di un'arroganza che fa vomitare ogni persona di buon senso.
Per favore, Presidente, mi dica che ha avuto la diarrea per una settimana dopo aver promulgato quello schifo. Comprendo non poteva fare diversamente ma un bel messaggio alle Camere con poche semplici parole "Non azzardatevi a presentarmi un'altra finanziaria scritta così" o di tanto in tanto un piccolo messaggio scritto, quasi un sms, così, giusto per rinverdire i fasti della formalità istituzionale.
Perché, Presidente, non presiede il CSM? Quest'organo è stato negli ultimi anni al centro di duri scontri politici. Non crede che sarebbe opportuno che lei lo presiedesse con regolarità?
La magistratura. Si può avere fiducia nella legge quando una causa civile dura dieci anni? Non so se la prima responsabilità sia dei legislatori o degli uffici giudiziari o entrambi siano responsabili nella stessa misura. So che gli uffici parlamentari e governativi si avvalgono di molti magistrati per l'elaborazione delle leggi. Temo pertanto che le responsabilità siano ben distribuite tra magistrati e legislatori. Una cosa è certa: uno Stato che non sa garantire tempi rapidi nell'amministrazione della giustizia non può attendersi fiducia e comportamenti virtuosi.
Credo che il cittadino italiano non abbia alcun obbligo morale e civico verso queste istituzioni.
Rispettare la legge in queste condizioni non è un obbligo ma solo un'opzione per vivere oppressi ma sereni (e comunque sempre moderatamente sereni perché interpretare le nostre leggi è impresa titanica).
Rispettare la legge per quieto vivere.
Più o meno per lo stesso motivo si "rispetta" la camorra.
Signori delle istituzioni vi rendete conto che la criminalità organizzata è il vostro primo concorrente?
Sì, avete capito bene: concorrente.
Certo grezzo e violento ma rapido ed efficace, poche regole chiare e precise: le rispetti e campi cent'anni.
Lo Stato invece è sofisticato, incasinato, complesso, indeterminato, inefficiente e inefficace, comunque violento, contorto e ottuso.
Fate un po' voi ma comincio a pensare che il rischio reale è che, fatta fuori questa classe politica, sarà qualche stella nascente della mafia o della camorra a scalare la res publica.
Oppure. Oppure bisogna che ci rimbocchiamo le maniche e la finiamo di dividerci in tifoserie anti e pro Berlusconi.
Bisogna che ce ne fottiamo della coppia di fatto Fassino-Rutelli con il loro ridicolo partito democratico e della illiberale CdL. Unirci sulle cose da fare, condividere obiettivi reali e concreti e, elmetto in testa, andare alla conquista delle istituzioni liberandoci dalla mafia dell'oligarchia partitica.
Insomma o l'erede di Totò Riina o il nipote scemo di qualche attuale gnomo della politca.
Ci aspetta un bel futuro!