DAL SINODO VALDESE- SULL'ECUMENISMO
Finisce oggi a Torre Pellice (Valli valdesi)il Sinodo della chiesa valdo-metodista che era cominciato domenica scorsa, 21 agosto.
Fra i diversi comunicati stampa, mi pare particolarmente interessante questo che riporto qui, che ha per oggetto il dialogo ecumenico (fra chiese cristiane diverse). Altre informazioni sul sito www.chiesavaldese.org.
COMUNICATO STAMPA N. 5
dal SINODO DELLE CHIESE VALDESI E METODISTE (Torre Pellice 21-26 agosto 2005)
"Appassionato intervento di mons. Paglia. Replica fraterna ma franca del presidente del Sinodo: "Se le religioni vorranno sopravvivere dovranno saper rinunciare a ogni potere che non sia la parola disarmata"
"Le divisioni non vanno taciute o sottovalutate: è bene dircele con correttezza e con franchezza". E' quanto ha affermato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l'Ecumensimo e il Dialogo, nel messaggio che ieri sera ha rivolto ai membri del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Un intervennto franco e appassionato che ha avuto i suoi punti qualificanti nella centralità della Parola di Dio, nel richiamo alla radicalità dell'evangelo e nella testimonianza comune per la pace e per i minimi del mondo.
Richiamando il quarantesimo anniversario della Costituzione conciliare "Dei Verbum" e la collaborazione ecumenica nell'ambito della Società biblica italiana, Paglia ha espresso la convinzione che "per noi cristiani sia decisivo ritrovare la centralità della Parola di Dio". Essa ci riporta infatti a quella dimensione di radicalità evangelica che ci può aprire a un profondo rinnovamento spirituale: "Più siamo evangelici - ha sottolineato con forza Paglia - più saremo ecumenici". Nei documenti che istruiscono i lavori del Sinodo "sono apparse distanze e divergenze tra voi e la Chiesa cattolica". Queste, ha precisato Paglia, non vanno nascoste, ma affrontate "nel confronto fraterno", sapendo che esiste una "gerarchia delle differenze" in base alla quale distinguere. Secondo Paglia ci sono molte urgenze che, oltre le loro differenze, uniscono i cristiani in un comune impegno di testimonianza. In particolare due: l'impegno per la pace e per i minimi della terra: "Non possiamo restare separati di fronte al dilagare della povertà" e in un mondo in cui la guerra è utilizzata "come modo ordinario di risolvere i conflitti".
In conclusione, Paglia ha poi ricordato i numerosi appuntamenti che, nei prossimi mesi, vedranno impegnati insieme protestanti e cattolici; tra essi, il Convegno sulla Carta Ecumenica e gli incontri in preparazione della III Assemblea ecumenica europea di Sibiu 2007.
Il presidente del Sinodo, pastore Franco Giampiccoli, ha ringraziato mons. Paglia per il riferimento alla centralità della Parola di Dio ed ha citato una frase del filosofo protestante Paul Ricoeur: "Se le religioni vorranno sopravvivere dovranno saper rinunciare in primo luogo a ogni specie di potere che non sia la parola disarmata". Un ammonimento contro un uso non evangelico del potere che i valdesi e i metodisti italiani rivolgono innanzi tutto in modo autocritico a se stessi, ma che, con la franchezza che deve caratterizzare un sincero dialogo ecumenico, si sentono di rivolgere alla Chiesa cattolica rispetto a due precise prese di posizione: la pesante ingerenza che la Conferenza espiscopale italiana (CEI) ha esercitato sulla società italiana in occasione dei referendum sulla procreazione medicalmente assistita, e la riproposizione della dottrina delle indulgenze, sia pur esente dei suoi aspetti più materiali - proprio nella terra di Lutero. Due espressioni di un potere secolare e spirituale, rispetto al quale valdesi e metodisti sentono di dover esprimere il proprio dissenso".