DAL SITO DELLA CHIESA VALDESE
DAL SITO DELLA CHIESA VALDESE.
www.chiesavaldese.org
L'ospedale Molinette di Torino, primo in Italia, apre le porte a tutte le fedi religiose
Giuseppe Platone, pastore valdese di Torino: "Maggiore attenzione a civiltà, culture, credenze"
L'ospedale è il luogo dove si cura il corpo malato, ma è anche il luogo dove la persona, resa più fragile dalle precarie condizioni di salute, ha più bisogno di supporto umano e, in molti casi religioso. È questo il pensiero che sottende il "Progetto culture e religione" dell'ospedale Molinette di Torino, che aprirà le porte ai ministri di culto di quelle fedi che abbiano almeno 30 mila adepti nel nostro paese. A questo scopo il direttore generale delle Molinette, Giuseppe Galanzino, ha siglato il 19 giugno un protocollo d'intesa con 16 rappresentanti delle 8 fedi maggiormente presenti sul territorio italiano: protestanti di varie denominazioni, ortodossi, ebrei, Testimoni di Geova, musulmani, induisti, buddisti e scientologisti.
Il progetto - unico nel suo genere in Italia - da una parte vuole offrire un supporto spirituale agli utenti dell'ospedale e ai malati, dall'altra intende individuare i comportamenti da assumere in caso di morte di persone non cattoliche. Nel corso dell'incontro tutti i rappresentanti religiosi si sono dichiarati d'accordo ad escludere nell'esercizio della cappellania ospedaliera ogni forma di proselitismo o di propaganda della propria organizzazione. Il via operativo è previsto per settembre e permetterà di reperire in ogni momento i religiosi da affiancare ai malati che ne facciano richiesta: potranno varcare le porte dei reparti - anche oltre l'orario di visita - per portare conforto, o per fornire un aiuto sul fronte delle prescrizioni alimentari o delle precauzioni medico-chirurgiche da rispettare.
"Sono sempre più numerosi i pazienti che richiedono un'assistenza spirituale diversa da quella che può offrire la cappellania cattolica. Il fenomeno è in gran parte legato all'immigrazione - ha spiegato Giuseppe Platone, pastore della chiesa valdese di Torino presente all'incontro -. L'obiettivo principale è quello di fornire ai pazienti un elenco dei vari referenti delle maggiori fedi religiose presenti sul territorio. Il che significa una maggiore attenzione nei confronti dei pazienti considerati non solo come corpi da curare, ma anche come persone portatrici di diverse civiltà, culture, credenze".
Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 20 giugno2007
www.chiesavaldese.org
L'ospedale Molinette di Torino, primo in Italia, apre le porte a tutte le fedi religiose
Giuseppe Platone, pastore valdese di Torino: "Maggiore attenzione a civiltà, culture, credenze"
L'ospedale è il luogo dove si cura il corpo malato, ma è anche il luogo dove la persona, resa più fragile dalle precarie condizioni di salute, ha più bisogno di supporto umano e, in molti casi religioso. È questo il pensiero che sottende il "Progetto culture e religione" dell'ospedale Molinette di Torino, che aprirà le porte ai ministri di culto di quelle fedi che abbiano almeno 30 mila adepti nel nostro paese. A questo scopo il direttore generale delle Molinette, Giuseppe Galanzino, ha siglato il 19 giugno un protocollo d'intesa con 16 rappresentanti delle 8 fedi maggiormente presenti sul territorio italiano: protestanti di varie denominazioni, ortodossi, ebrei, Testimoni di Geova, musulmani, induisti, buddisti e scientologisti.
Il progetto - unico nel suo genere in Italia - da una parte vuole offrire un supporto spirituale agli utenti dell'ospedale e ai malati, dall'altra intende individuare i comportamenti da assumere in caso di morte di persone non cattoliche. Nel corso dell'incontro tutti i rappresentanti religiosi si sono dichiarati d'accordo ad escludere nell'esercizio della cappellania ospedaliera ogni forma di proselitismo o di propaganda della propria organizzazione. Il via operativo è previsto per settembre e permetterà di reperire in ogni momento i religiosi da affiancare ai malati che ne facciano richiesta: potranno varcare le porte dei reparti - anche oltre l'orario di visita - per portare conforto, o per fornire un aiuto sul fronte delle prescrizioni alimentari o delle precauzioni medico-chirurgiche da rispettare.
"Sono sempre più numerosi i pazienti che richiedono un'assistenza spirituale diversa da quella che può offrire la cappellania cattolica. Il fenomeno è in gran parte legato all'immigrazione - ha spiegato Giuseppe Platone, pastore della chiesa valdese di Torino presente all'incontro -. L'obiettivo principale è quello di fornire ai pazienti un elenco dei vari referenti delle maggiori fedi religiose presenti sul territorio. Il che significa una maggiore attenzione nei confronti dei pazienti considerati non solo come corpi da curare, ma anche come persone portatrici di diverse civiltà, culture, credenze".
Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 20 giugno2007