Venerdì 26 giugno 2026
Menu
📦 Questo forum è un archivio storico. Le discussioni non sono più attive dal 2022. Per assistenza vai su SOS Online.

DICO: il discount del matrimonio!

Enrico Falcinelli · · 2 interventi
Non ho parole! Chiesa battuta? Macché! Chi ci rimettono sono proprio le istituzioni matrimoniali a titolo civile!

La conseguenza dal punto di vista etico? La devalorizzazione di una istituzione che pur conservando il proprio significato antropologico (il matrimonio non è una istituzione religiosa; l'autorità religiosa si limita solo a benedirlo sacramentalmente, qualsiasi sia la religione) vedrà annichilita la propria essenza a discapito della chiarezza del suo significato nell'educazione dei nostri giovani, che vedranno nell'unione più questioni di convenienza che la valorizzazione dell'essenza del proprio reciproco rapporto, relegando il sentimento reciproco alla sfera dell'irrazionale.

Questa è vera e propria ingerenza psicologica da parte di chi vanta il merito di promuovere la libertà del popolo.
La dirigenza dello Stato, oltre a non preoccuparsi di procurarsi un sostrato che permetta un minimo di prevedibilità sociale per il futuro sembra si proccupi più di dare quello che il popolo vuole senza responsabilizzarsi sul fatto di quale sia il vero bene, non solo di qualcuno ma di tutto lo Stato sociale.

Le norme che finora ha in progetto, riguardo i diritti di fondo della assistenza reciproca tra persone, potrebbero anche attuarle senza bisogno di creare una istituzioni dal valore solo concettuale, perché in effetti, così concepite, i DICO risultano essere solo "matrimoni" di serie B. Anzi, non lo sono affatto: la questione d'immagine della convivenza assimilata a quella della vita matrimoniale è specchietto per allodole, per mostrare di essere all'altezza delle nuove concezioni liberiste sulla vita sociale umana.
Ma la dichiarazione congiunta non significa assolutamente matrimonio ma puramente ammissione che si vive e ci si dedica reciprocamente all'altro sotto lo stesso tetto.
Questo apre la strada anche alle convivenze omosessuali ma costoro non potranno mai asserire di essere "sposati" perché lo si è solo dopo l'espletamento di un "rito" (civile o religioso) che in questa forma non è contemplato.
Se intendono aprire le porte alle convivenze umane a titolo reale di "matrimonio" (considerando tutto quello che implica psicologicamente e antropologicamente questa "forma" di vita creata dall'uomo stesso e non da iniziatori religiosi) devono ammettere a tutti le stesse possibilità di organizzare una vita paritaria a quella di chi sceglie il rito tradizionale (civile o religioso che sia) anche riguardo di ciò che consta, oggi come oggi, solamente alla famiglia classicamente concepita.
Non potendo, invece, esser così anche per ragioni "fisiche" degli elementi in gioco, va da sé che il tutto è un'altra volta "panem et circens", questa volta, più "circens" che "panem"!

Saluti.
❤️
ADUC è libera grazie a chi la sostieneNessun finanziamento pubblico né pubblicità.
Sostienici