DIFENDERSI DALLE ZANZARE SENZA AVVELENARE L'AMBIENTE E NOI
Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM Onlus (sul sito http://www.gevam.it ci si può
iscrivere alla Newsletter trisettimanale gratuita di informazioni
ambientali) - Casella Postale 111, 15033 Casale Monferrato AL Piemonte
Italy - tel. 0142487408 - Codice Fiscale: 91015510067
Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
Potete diffondere le notizie citando la fonte divulgativa oltre a quella
primaria
Gli insetticidi sono pericolosi e se ne abusa. E' possibile combattere le
zanzare con corrette strategie di lotta a minimo impatto ambientale e basate
su metodi meno invasivi e possibilmente naturali.
C'è un nuovo problema che si affaccia nella vita già complicata di chi ha a
cuore il benessere sociale, una questione sottovalutata e non ancora
considerata nella sua importanza e gravità, ma che comporta enormi danni per
la salute di tutti gli essere viventi e per l'ambiente in generale.
Dal 1990, da quando è stata "importata" in Italia la Aedes albopictus, la
famosa Zanzara tigre, a seguito di una campagna terroristica sulla sua
pericolosità, è iniziata la moda delle disinfestazioni chimiche. Tutti, sia
le Amministrazioni Pubbliche che i privati cittadini sono stati sollecitati
a "difendersi" irrorando e spargendo (o meglio facendo irrorare e spargere)
tonnellate di insetticidi chimici. Così la lotta alle zanzare è divenuto un
lucroso business (150 milioni di euro spesi ogni anno in Italia), anche se,
come è ormai noto, la Zanzara tigre, se pur fastidiosa, attualmente non
rappresenta un pericolo mortale.
Ma almeno è stato risolto il problema? No: anzi, le zanzare sono divenute
più forti e aggressive.
E' quindi opportuno sottolineare come nella bibliografia scientifica ci
siano continue evidenze di eventi tossici legati all'uso di disinfestanti di
differente natura, che, immessi senza regole nell'ambiente, stanno
rappresentando un nuovo tipo di inquinamento dal quale doversi difendere.
Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico, hanno dimostrato che
questo tipo di sostanze è in grado di inibire alcune attività enzimatiche
alla base del corretto funzionamento sia degli organismi animali (uomo ed
animali domestici compresi) e vegetali, con danni alla salute ed
impoverimento di flora e fauna, sia del sistema di difesa di cui l'organismo
umano è dotato: si pensi alla preziosa azione di alcuni enzimi (catalasi,
perossidasi, superossidodismutasi) contro il pericolo di stress ossidativo,
considerato origine e concausa di molte gravi malattie (Alzheimer,
Parkinson, Creuzfeld - Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di
cancro).
Molti disinfestanti, poi, per il carattere di basi di Lewis, interagiscono
con gli acidi di Lewis (i metalli, in particolare pesanti) veicolandoli
all'interno degli organismi ed accrescendone il grado di pericolosità. Sono
inoltre da valutare le reazioni di tali sostanze con gli altri inquinanti.
Sappiamo infatti che l'effetto di moltissime sostanze mutagene già presenti
nell'ambiente non si somma, bensì si moltiplica, C'è infine da riflettere
sull'impressionante aumento di allergie, specialmente nei soggetti più
sensibili e a rischio, come bambini e anziani, e sul fatto che l'uso
indiscriminato di queste sostanze, da un lato le fa accumulare nell'ambiente
insieme ai prodotti della loro degradazione chimica, fotochimica e
biologica, e dall'altro rende i sistemi da aggredire sempre più adattati e,
quindi, resistenti. L'inquinamento da insetticidi nebulizzati o sparsi
nell'ambiente, non è ancora stato tenuto nella giusta considerazione e porta
conseguenze a breve, medio e lungo termine.
E' in nome del "DIRITTO alla SALUTE" che viene autorizzato questo terribile
e incontrollato spargimento di insetticidi nell'ambiente. La privacy di
ogni habitat è continuamente violata e chi subisce danni, spesso non sa
come difendersi.
La ricerca e la scienza dovrebbero rappresentare una via di salvezza, ma non
c'è uniformità di giudizio e, in qualche caso, competenza sul modo di
affrontare la lotta:
- alcuni Esperti mettono in guardia dalle malattie che gli insetti
provocano nei loro Paesi di provenienza e incitano a distruggerli con metodi
anche più pericolosi;
- le Amministrazioni pubbliche, per "tutelare" la popolazione,
ordinano e attuano le disinfestazioni chimiche, a tappeto;
- i cittadini, non informati del tutto, vogliono essere salvati dalle
punture "pericolose" e accettano ogni tipo di sostanza;
- esistono alleanze tra Comuni, Forze Politiche e differenti strategie
di intervento;
ma non c'è alcun collegamento tra gli Enti preposti alla Salute (Ministero
della Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Società Chimica Italiana,
Consiglio Nazionale delle Ricerche), né un indirizzo di lotta comune.
In molti stanno studiando il problema, ma un conto sono gli interventi nelle
risaie, un conto sono le città, gli orti, i giardini, i Parchi.
La diversità biologica viene minacciata per l'azione esercitata dagli
insetticidi contro la zanzara tigre che sterminano molte specie tra cui i
predatori naturali delle zanzare e persino le api, la cui tutela è
fondamentale per i raccolti. Senza contare le ripercussioni, sulla flora,
sulle falde acquifere e sulle acque di superficie...
I prodotti autorizzati il più delle volte non sono stati testati e, a causa
della resistenza sviluppata dalle zanzare, vengono immessi e sperimentati a
dosi sempre più elevate, salvo poi venire ritirati per la pericolosità
dimostrata: è stato regolamentato il fumo di sigaretta, lo smog, ma non
l'uso di queste sostanze.
Nella maggior parte dei casi, i trattamenti chimici sono affidati a ditte
private, considerate imprese di pulizia. Chiunque infatti può gestire una
campagna di disinfestazione (applicazione di prodotti insetticidi) a largo
raggio. Per gli operatori del settore basta un anno di esperienza come
operai. La qualità e la percentuale degli insetticidi vengono lasciati,
senza alcun controllo, alla discrezione delle ditte che, tra l'altro, non
rilasciano quasi mai le schede tecniche relative.
E' vero che le sostanze chimiche impiegate sono quasi sempre ammesse dal
Ministero della Salute, ma pochissimo si sa sui loro effetti; è per questo
che il 18 dicembre 2006 il Parlamento Europeo ha istituito il sistema REACH
(registrazione, valutazione e autorizzazione dei prodotti chimici), un primo
atto per cominciare a cercare di limitare i danni. In Italia, il mondo
scientifico, in particolare della Chimica, si è fatto sentire e, dopo avere
dibattuto sull'argomento "DISINFESTAZIONI", in 2 convegni al CNR di Roma, ha
preso posizione inviando una lettera al Sindaco Veltroni, (la vicenda viene
riportata nel sito www.infozanzare.info , nella pagina "POLEMICA a ROMA").
E' stato un primo intervento, ma, poiché per salvaguardare la salute delle
persone e dell'ambiente riguardo alla pericolosità degli insetticidi non
esiste alcuna legislazione, è quanto mai opportuno e necessario affrontare
questa nuova emergenza.
E' possibile infatti combattere le zanzare con corrette strategie di lotta a
minimo impatto ambientale e basate su metodi meno invasivi e possibilmente
naturali.
è quindi necessario che i Comitati Scientifici, le Associazioni, gli Enti,
le Istituzioni, insieme ai cittadini, comincino a prendere coscienza della
situazione e intervengano per tutelare veramente il DIRITTO alla SALUTE e
per la salvaguardia del bene comune che l'Ambiente rappresenta. Infatti
l'uso della chimica non può più essere considerato la prassi di routine,
quella da praticare al primo "pizzico" di zanzara.
Noi, sottoscritti, abbiamo già cominciato a sollevare il problema e siamo
convinti che TUTTI INSIEME potremo dare un sempre più significativo apporto
alla SOCIETÀ.
Se volete sottoscrivere anche voi questa lettera e aderire alle nostre
attuali e future iniziative, inviate una e.mail a: [email protected]
Vi terremo informati e saremo lieti di sentire la Vostra opinione. In attesa
di risposta, vogliate gradire i nostri migliori saluti, con preghiera di far
pervenire questa lettera a chi può essere interessato a sottoscriverla.
GRAZIE.
WWF-Lazio
Comitato Scientifico EQUIVITA
Ambiente e/è vita
Antidote-Europe
VAS
Animalisti Italiani
Prof. Luigi Campanella - Presidente Eletto della Società Chimica Italiana;
Professore Ordinario di Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali e docente
di Chimica Analitica nell'Università La Sapienza - Roma
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Italy - tel. 0142487408 - Codice Fiscale: 91015510067
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http://www.cfa-monferrato.it
Potete diffondere le notizie citando la fonte divulgativa oltre a quella
primaria
Gli insetticidi sono pericolosi e se ne abusa. E' possibile combattere le
zanzare con corrette strategie di lotta a minimo impatto ambientale e basate
su metodi meno invasivi e possibilmente naturali.
C'è un nuovo problema che si affaccia nella vita già complicata di chi ha a
cuore il benessere sociale, una questione sottovalutata e non ancora
considerata nella sua importanza e gravità, ma che comporta enormi danni per
la salute di tutti gli essere viventi e per l'ambiente in generale.
Dal 1990, da quando è stata "importata" in Italia la Aedes albopictus, la
famosa Zanzara tigre, a seguito di una campagna terroristica sulla sua
pericolosità, è iniziata la moda delle disinfestazioni chimiche. Tutti, sia
le Amministrazioni Pubbliche che i privati cittadini sono stati sollecitati
a "difendersi" irrorando e spargendo (o meglio facendo irrorare e spargere)
tonnellate di insetticidi chimici. Così la lotta alle zanzare è divenuto un
lucroso business (150 milioni di euro spesi ogni anno in Italia), anche se,
come è ormai noto, la Zanzara tigre, se pur fastidiosa, attualmente non
rappresenta un pericolo mortale.
Ma almeno è stato risolto il problema? No: anzi, le zanzare sono divenute
più forti e aggressive.
E' quindi opportuno sottolineare come nella bibliografia scientifica ci
siano continue evidenze di eventi tossici legati all'uso di disinfestanti di
differente natura, che, immessi senza regole nell'ambiente, stanno
rappresentando un nuovo tipo di inquinamento dal quale doversi difendere.
Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico, hanno dimostrato che
questo tipo di sostanze è in grado di inibire alcune attività enzimatiche
alla base del corretto funzionamento sia degli organismi animali (uomo ed
animali domestici compresi) e vegetali, con danni alla salute ed
impoverimento di flora e fauna, sia del sistema di difesa di cui l'organismo
umano è dotato: si pensi alla preziosa azione di alcuni enzimi (catalasi,
perossidasi, superossidodismutasi) contro il pericolo di stress ossidativo,
considerato origine e concausa di molte gravi malattie (Alzheimer,
Parkinson, Creuzfeld - Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di
cancro).
Molti disinfestanti, poi, per il carattere di basi di Lewis, interagiscono
con gli acidi di Lewis (i metalli, in particolare pesanti) veicolandoli
all'interno degli organismi ed accrescendone il grado di pericolosità. Sono
inoltre da valutare le reazioni di tali sostanze con gli altri inquinanti.
Sappiamo infatti che l'effetto di moltissime sostanze mutagene già presenti
nell'ambiente non si somma, bensì si moltiplica, C'è infine da riflettere
sull'impressionante aumento di allergie, specialmente nei soggetti più
sensibili e a rischio, come bambini e anziani, e sul fatto che l'uso
indiscriminato di queste sostanze, da un lato le fa accumulare nell'ambiente
insieme ai prodotti della loro degradazione chimica, fotochimica e
biologica, e dall'altro rende i sistemi da aggredire sempre più adattati e,
quindi, resistenti. L'inquinamento da insetticidi nebulizzati o sparsi
nell'ambiente, non è ancora stato tenuto nella giusta considerazione e porta
conseguenze a breve, medio e lungo termine.
E' in nome del "DIRITTO alla SALUTE" che viene autorizzato questo terribile
e incontrollato spargimento di insetticidi nell'ambiente. La privacy di
ogni habitat è continuamente violata e chi subisce danni, spesso non sa
come difendersi.
La ricerca e la scienza dovrebbero rappresentare una via di salvezza, ma non
c'è uniformità di giudizio e, in qualche caso, competenza sul modo di
affrontare la lotta:
- alcuni Esperti mettono in guardia dalle malattie che gli insetti
provocano nei loro Paesi di provenienza e incitano a distruggerli con metodi
anche più pericolosi;
- le Amministrazioni pubbliche, per "tutelare" la popolazione,
ordinano e attuano le disinfestazioni chimiche, a tappeto;
- i cittadini, non informati del tutto, vogliono essere salvati dalle
punture "pericolose" e accettano ogni tipo di sostanza;
- esistono alleanze tra Comuni, Forze Politiche e differenti strategie
di intervento;
ma non c'è alcun collegamento tra gli Enti preposti alla Salute (Ministero
della Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Società Chimica Italiana,
Consiglio Nazionale delle Ricerche), né un indirizzo di lotta comune.
In molti stanno studiando il problema, ma un conto sono gli interventi nelle
risaie, un conto sono le città, gli orti, i giardini, i Parchi.
La diversità biologica viene minacciata per l'azione esercitata dagli
insetticidi contro la zanzara tigre che sterminano molte specie tra cui i
predatori naturali delle zanzare e persino le api, la cui tutela è
fondamentale per i raccolti. Senza contare le ripercussioni, sulla flora,
sulle falde acquifere e sulle acque di superficie...
I prodotti autorizzati il più delle volte non sono stati testati e, a causa
della resistenza sviluppata dalle zanzare, vengono immessi e sperimentati a
dosi sempre più elevate, salvo poi venire ritirati per la pericolosità
dimostrata: è stato regolamentato il fumo di sigaretta, lo smog, ma non
l'uso di queste sostanze.
Nella maggior parte dei casi, i trattamenti chimici sono affidati a ditte
private, considerate imprese di pulizia. Chiunque infatti può gestire una
campagna di disinfestazione (applicazione di prodotti insetticidi) a largo
raggio. Per gli operatori del settore basta un anno di esperienza come
operai. La qualità e la percentuale degli insetticidi vengono lasciati,
senza alcun controllo, alla discrezione delle ditte che, tra l'altro, non
rilasciano quasi mai le schede tecniche relative.
E' vero che le sostanze chimiche impiegate sono quasi sempre ammesse dal
Ministero della Salute, ma pochissimo si sa sui loro effetti; è per questo
che il 18 dicembre 2006 il Parlamento Europeo ha istituito il sistema REACH
(registrazione, valutazione e autorizzazione dei prodotti chimici), un primo
atto per cominciare a cercare di limitare i danni. In Italia, il mondo
scientifico, in particolare della Chimica, si è fatto sentire e, dopo avere
dibattuto sull'argomento "DISINFESTAZIONI", in 2 convegni al CNR di Roma, ha
preso posizione inviando una lettera al Sindaco Veltroni, (la vicenda viene
riportata nel sito www.infozanzare.info , nella pagina "POLEMICA a ROMA").
E' stato un primo intervento, ma, poiché per salvaguardare la salute delle
persone e dell'ambiente riguardo alla pericolosità degli insetticidi non
esiste alcuna legislazione, è quanto mai opportuno e necessario affrontare
questa nuova emergenza.
E' possibile infatti combattere le zanzare con corrette strategie di lotta a
minimo impatto ambientale e basate su metodi meno invasivi e possibilmente
naturali.
è quindi necessario che i Comitati Scientifici, le Associazioni, gli Enti,
le Istituzioni, insieme ai cittadini, comincino a prendere coscienza della
situazione e intervengano per tutelare veramente il DIRITTO alla SALUTE e
per la salvaguardia del bene comune che l'Ambiente rappresenta. Infatti
l'uso della chimica non può più essere considerato la prassi di routine,
quella da praticare al primo "pizzico" di zanzara.
Noi, sottoscritti, abbiamo già cominciato a sollevare il problema e siamo
convinti che TUTTI INSIEME potremo dare un sempre più significativo apporto
alla SOCIETÀ.
Se volete sottoscrivere anche voi questa lettera e aderire alle nostre
attuali e future iniziative, inviate una e.mail a: [email protected]
Vi terremo informati e saremo lieti di sentire la Vostra opinione. In attesa
di risposta, vogliate gradire i nostri migliori saluti, con preghiera di far
pervenire questa lettera a chi può essere interessato a sottoscriverla.
GRAZIE.
WWF-Lazio
Comitato Scientifico EQUIVITA
Ambiente e/è vita
Antidote-Europe
VAS
Animalisti Italiani
Prof. Luigi Campanella - Presidente Eletto della Società Chimica Italiana;
Professore Ordinario di Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali e docente
di Chimica Analitica nell'Università La Sapienza - Roma