Mercoledì 17 giugno 2026
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In difesa di certi evasori

Paolo 1 · · 36 interventi
Di recente la plebe ha applaudito a notizie dati sui mass media su
presunti evasori fiscali rintracciati all'estero e puniti con salate
multe. Altri si sono lamentati che il fisco abbia patteggiato,
ottenendo parecchio e subito, ma meno del dovuto, Mi riferisco a
sportivi e cantanti che avevano trasferito la propria residenza
all'estero. In linea di massima non simpatizzo piu' che tanto per gli
evasori, che in pratica fanno pagare agli onesti anche la loro parte,
come non simpatizzo con uno Stato che fa pagare imposte alla svedese
fornendo in cambio servizi da quarto mondo. Quello pero' che in questo
caso mi porta a schierarmi dalla parte di queste vittime del fisco e'
il modo ingiusto, disonesto e di dubbia legittimita' con cui sono
stati colpiti, il fisco e' ricorso a una tecnica che fa parte di un
nuovo repertorio che cosidero molto pericoloso per tutti (non solo per
gli evasori).
Il nocciolo della questione e' che il fisco italiano ha rifiutato di
riconoscere il trasferimento della residenza all'estero, non sulla
base di prove che dimostrassero che tale residenza era fittizia (la
residenza per definizione e' il luogo di dimora abituale, insomma chi
abita per almeno un 190 giorni in un posto puo' avere la residenza
li', se poi si tratta di cantanti sempre in turnee per il mondo magari
bastano dieci giorni; il domicilio, o i domicili, sono altra cosa), ma
sfruttando una nuova norma o "interpretazione" di norme esistenti per
cui se qualcuno si trasferisce a Montecarlo o alle Cayman e prende la
residenza li', ma mantiene dei legami con l'Italia, quella nuova
residenza ai fini fiscali sarebbe falsa e dovrebbe pagare le imposte
in Italia e non dove risiede. Per non farsi derubare dal fisco
italiano bisognerebbe non passare mai per l'Italia, non telefonare
genitori o amici che si trovino in Italia, etc etc!
Questa porcata non e' isolata.
Da che mondo e' mondo i beni immobili (edifici e terreni) si
differenziano dai beni mobili proprio perche' sono immobili, "in
qualche modo fissati al terreno". Una casa e' un bene immobile,
un'automobile no. Classica la distinzione tra la piscina "immobile"
ottenuta scavando un buco in giardino, e quella "non immobile"
realizzata appoggiando una vasca o che sul terreno, ma senza scavare
ne' fissare al suolo; la distinzione e' importante, perche' per le
piscine che sono degli immobili ci sono tutte le trafile burocratiche
e le imposte che ci sono per costruirsi una casa o una stalla. E'
evidente. Ma non per il fisco. Se uno ha un pezzetto di terreno
agricolo (non edificabile) e dopo aver comprato un'auto o una roulotte
va a parcheggiare in quel suo terreno, l'auto o la ropulotte o la
barca per il fisco diventano beni immobili, e sono guiai e multe a non
finire. Insomma al fisco non importa nulla se un bene sia immobile o
meno, visto che i beni immobili sono tassati di piu' ilo fisco cerca
di far passare tutto per immobile.
Il canone RAI? E' molto discusso, ci sono grossi dubbi se sia giusto
far pagare il canone per guardare una RAI che ha anche pubblicita', o
addirittura per non guardare la RAI, ma solo Mediaset, o ancor peggio
per la detenzione di un cellulare UMTS o un computer, ma mi sembra
oltre ogni dubbi illegittimo spedire in continuazione cervellotiche e
oscure lettere a chi non ha il televisore (o ha effettuato regolare
disdetta) chiedendo il pagamento di un canone non dovuto, con
locuzioni del tipo "non ci risulta che Lei sia abbopnato e quindi
paghui subito il canone": oh, bella, e proprio perche' non sono
abbonato, perche' mai dovrei pagare il canone?
Ma questi sono solo alcuni degli innumerevoli casi di fisco ingiusto.
Alla fine degli anni novanta hanno introdotto la novita' fiscale di
far pagare le imposte non solo su degli effettivi redditi conseguiti
da varie forme di risparmio (interessi su depositi bancari, cedole di
titoli di Stato, etc), ma anche sul semplice aumento di valore di un
fondo o azioni, senza che quell'aumento di valore corrispondesse a un
reddito, quando le azioni andavano su si pagava un'imposta anxche se
non si aveva intascato nulla, quando le azioni scendevano il fisco si
guiardava bene dal dare anche solo una lire, dava solo un credito di
imposta, che spesso poi non serviva a nulla, perche' utilizzabile solo
per un tempo limitato. Questo il criterio del maturato, mentre nei
paesi civili si usa il criterio dell'incassato.
O nelle dichiarazioni ISEE, si deve attribuire ai risparmi un
rendimento pari ai titoli diStato decennali, anche se si tratta di
conti correnti con interessi molto inferiori.
Governo ladro e fisco pure!
Paolo
❤️
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