Lunedì 15 giugno 2026
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Differenze meritevoli di attenzione fra la classe politica emergente in USA e la nostra

L'INFORMATORE · · 0 interventi



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su: www.cfa-monferrato.it

Mentre i nostri governanti non sanno ancora bene cosa sia Internet e si
occupano di "abbronzature altrui", il nuovo presidente degli USA ha vinto
grazie alla rete e tramite la rete intende governare, cercando consenso e
consigli ... anni luce differenziano e distanziano culturalmente la nostra
classe politica da quella emergente e vincente oltreoceano.
Le nostre cariatidi, sepolcri imbiancati, egocentrici e megalomani
patologici, che anacronisticamente si basano su una concezione liberticida
ed autoritaria del potere (monopolio dell'uso della violenza e della forza,
intimidazione, censura e corruzione morale, mistificazione, ecc.), così
abitudinarie ed avvezze ai privilegi, inaridite dalla protervia ed impunità,
privi di idee e proposte porgettuali sensate e lungimiranti, non possono
capire qualcosa che neppure conoscono (come la rete, l'unica rete che
conoscono è quella da pesca)) e che li induce a posizioni pregiudiziali,
ostili e censuranti. La rete per loro è una minaccia, non essendo abituati
alla democrazia vera, al dialogo, al confronto, all'umiltà, all'autocritica,
ecc., ma solo ad assumere posizioni unilaterali impositive e prepotenti,
disprezzando e denigrando chi non si allinea alla loro pochezza
squalificante divenendo un loro cortigiano. Sono talmente fasulli e
inconsistenti, che non vale neppure la pena di dedicarvi del tempo. C'è da
dubitare che siano personaggi reali, talmente sono fuori tempo. Che siano
dei simulacri?
Noi del Gevam possiamo permetterci di essere critici, perché nella rete ci
siamo da 12 anni e siamo quindi dei precursori per non dire dei "profeti"
...
Cordiali saluti
Claudio Martinotti
Presidente Gevam Onlus


Barack Obama non ha solo usato con abilita' la rete per la propria campagna
elettorale, la sta gia' usando per disegnare una nuova comunicazione. E
parla di riforma del copyright e di neutralita' della rete
di Massimo Mantellini
Fonte: Punto Informatico http://www.punto-informatico.it
Roma - Qualche giorno fa Apogeonline ha tradotto
(http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/07/19/200811071901) a tempo di
record il programma tecnologico della prossima amministrazione statunitense.
In un tempo altrettanto breve dopo l'elezione di Barack Obama alla
presidenza degli Stati Uniti è stato reso pubblico il sito web change.org
(al momento non raggiungibile) nel quale sono esposti i programmi per lo
sviluppo tecnologico del paese.

È solo l'ultimo di una serie di piccoli e grandi segnali che è stato
possibile osservare nelle ore concitate della elezione del nuovo presidente
americano, la cui campagna elettorale era del resto già stata vissuta
all'insegna di una grandissima capacità di mettere Internet al centro
dell'arena: il luogo della discussione politica ma anche della condivisione
degli obiettivi, del tam tam informativo e, soprattutto, quello della
raccolta dei fondi.

Qualche minuto prima che Obama salisse sul palco di Chicago a raccogliere
l'esultanza dei suoi sostenitori nel momento della sua elezione, agli "amici
di rete" del prossimo presidente americano arrivava una mail di
ringraziamento in anteprima firmata da Barack stesso che iniziava così: "Ìm
about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted
to write to you first"
Tutti noi sappiamo che si tratta in qualche misura di una piccola grande
finzione. Obama non scrive a noi personalmente ma ciò nonostante
l'attenzione per chi lo ha supportato in rete è riconoscibile anche in un
gesto così piccolo. Non sarà stata una mail personale (e come potrebbe
esserlo del resto) ma è una mail che descrive bene una priorità. Volevo che
tu fossi "il primo".

Altro esempio. Nei giorni successivi alla elezione molti quotidiani italiani
hanno ripubblicato alcune foto private scattate nelle ore precedenti alla
consacrazione del primo presidente di colore americano. Ritraggono Obama e
la sua famiglia in attesa, dentro una stanza di albergo a seguire in TV i
risultati e poi, ad elezione raggiunta, nel backstage prima della salita sul
palco. Si tratta di foto private, intrinsecamente intime, meno belle ma
assai più significative di quelle fantastiche pubblicate da Big Picture
(http://www.boston.com/bigpicture/2008/11/the_next_president_of_the_unit.htm
l), il mai troppo incensato photoblog del Boston Globe, ma che hanno
qualcosa d'altro di speciale. Non provengono da una agenzia di stampa o da
un qualsiasi mediatore della immagine del nuovo presidente: sono
semplicemente state pubblicate su Flickr sul profilo
(http://www.flickr.com/photos/barackobamadotcom) di Barack Obama.

Sono piccoli particolari che fanno la differenza.

Inutile dire che sulla capacità della nuova amministrazione Usa di seguire
le linee guida presentate su change.org sarà il tempo a dirci qualcosa:
abitiamo nel paese degli splendidi programmi elettorali inattuati e quindi
abbiamo un debito di creduloneria difficile da allontanare. Nel frattempo
occorre dire che alcuni dei principi fondanti ai quali da anni un po' tutti
ci siamo disperatamente attaccati, sono in quel documento espressi con una
chiarezza inconsueta.

La rete Internet dovrà restare neutrale, scrive change.org. e questo davvero
sembra essere il centro delle speranze tecnologiche future non solo
statunitensi ma del mondo intero. Uso la traduzione di Apogeo a questo che
forse non casualmente è il primo punto citato nel documento:

Proteggere la libertà di Internet: Internet deve il suo successo al fatto di
essere il network più aperto della storia. Deve continuare a essere tale.
Barack Obama sostiene fermamente il principio della neutralità della rete
per difendere i benefici della libera concorrenza su Internet.

I cittadini, per tutta la lunghezza del documento, sono caricati delle
responsabilità di indirizzo della politica tecnologica, sono chiamati e
invogliati ad assumersi le proprie responsabilità, spinti dalla più volte
affermata rassicurazione che la loro voce sarà ascoltata: come nota Antonio
Sofi nel suo commento
(http://www.spindoc.it/2008/11/08/changegov-il-cambiamento-si-fa-governo) su
Spindoc, il sito change.org è relativamente vuoto di contenuti ma molto
denso di form nelle quali chiunque può suggerire idee e comportamenti.

Fra quanti in queste prime ore hanno letto il programma, alcuni hanno
sottolineato come in questo si riaffermi una difesa forte della proprietà
intellettuale che è forse oggi la materia prima di maggior valore prodotta
sul suolo americano. Ma anche in questo, che è uno dei punti cardine
necessari ad una nuova ecologia dei contenuti in rete, il programma di Obama
afferma concetti che mai avevamo ascoltato in passato:

Barack Obama ritiene che sia necessario aggiornare e riformare il nostro
sistema di copyright e dei brevetti per promuovere conversazione,
innovazione e investimenti civili, garantendo al contempo che i detentori di
proprietà intellettuali siano trattati in modo equo.

La riforma del copyright è l'altra enorme strettoia attraverso la quale
Internet dovrà transitare nei prossimi anni: anche solo il fatto che il
problema sia posto all'ordine del giorno (un problema che è stato
scientificamente ignorato in questi anni da ogni buon estremista della
proprietà intellettuale dentro le major discografiche e cinematografiche) è
una notizia fenomenale.

La lista potrebbe continuare ma accanto ad una nuova centralità
dell'ambiente tecnologico, descritto nella sua potenziale grande capacità di
organizzare le risorse, tutto il documento rimanda continuamente ai
cittadini ed alla necessità che ciascuno agisca in prima persona. Del resto
non potrebbe essere diversamente. Al di fuori di ogni retorica, l'elezione
di Obama ci ha fatto capire che mai come oggi il governo delle persone passa
attraverso gli strumenti della rete Internet. Mai come oggi la rete Internet
racconta cose e azioni delle persone che la abitano.

Massimo Mantellini mailto:[email protected]
Manteblog http://www.mantellini.it



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