Differenze nella giustizia
Terrorismo, libertà condizionale per Barbara Balzerani
La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma. Figura di spicco delle Brigate Rosse, ha partecipato alle azioni clou della lotta armata: dal sequestro Moro a quello Dozier
Roma, 18 dic. (Adnkronos/Ign) - Barbara Balzerani ha ottenuto la libertà condizionale dal tribunale di sorveglianza di Roma. Figura di spicco delle Brigate Rosse, la Balzerani ha partecipato alle principali azioni della lotta armata: dal sequestro Moro a quello Dozier. Fino all'arresto del 19 giugno 1985 ad Ostia, insieme al convivente Giovanni Pelosi.
Condannata a tre ergastoli, l'ex militante delle Brigate Rosse era già in regime di semilibertà: poteva uscire dal carcere di giorno per andare a lavorare in una società di informatica ma la sera aveva l'obbligo di rientrare dietro le sbarre.
Romana, classe '49, la Balzerani era entrata nelle Brigate Rosse nel 1975, ricoprendo da subito un ruolo di primissimo piano all'interno dell'organizzazione e rimanendo nell'esecutivo delle BR per tutto il tempo della sua militanza rivoluzionaria. Il 16 marzo 1978 era nel commando brigatista che in via Fani rapì il presidente democristiano Aldo Moro e trucidò la sua scorta. Il suo ruolo era quello di bloccare il traffico e impedire il sopraggiungere di macchine e passanti sul luogo dell'agguato. Insieme a Mario Moretti, la Balzerani gestì il famoso covo di via Gradoli, in cui fu pianificato il sequestro dello statista democristiano. Nell'81 con l'arresto del capo delle Br, rimase lei a gestire l'ultima sanguinaria stagione della lotta armata.
LODO MONDADORI: AL VIA NUOVO APPELLO PER PREVITI E ALTRI
MILANO - E' iniziato il nuovo processo d'appello nella lunga vicenda processuale per una presunta corruzione in atti giudiziari riguardante l'annullamento del lodo arbitrale per il controllo della Mondadori, che dava ragione alla Cir di Carlo De Benedetti contro la Fininvest di Silvio Berlusconi.
Il nuovo processo, dopo l'annullamento della sentenza di secondo grado da parte della Corte di Cassazione, si celebra davanti alla terza sezione della Corte d'appello di Milano, dove questa mattina uno dei due giudici a latere ha dato lettura di una relazione con cui si rievocano i fatti. Gli imputati sono Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e l'ex giudice Vittorio Metta. Nessuno di loro è presente in aula. Erano stati tutti condannati in primo grado e poi assolti in appello, fino all'annullamento della sentenza di secondo grado da parte della Cassazione.
è meglio fare il terrorista, almeno hai un posto in parlamento garantito grazie agli "amici"
La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma. Figura di spicco delle Brigate Rosse, ha partecipato alle azioni clou della lotta armata: dal sequestro Moro a quello Dozier
Roma, 18 dic. (Adnkronos/Ign) - Barbara Balzerani ha ottenuto la libertà condizionale dal tribunale di sorveglianza di Roma. Figura di spicco delle Brigate Rosse, la Balzerani ha partecipato alle principali azioni della lotta armata: dal sequestro Moro a quello Dozier. Fino all'arresto del 19 giugno 1985 ad Ostia, insieme al convivente Giovanni Pelosi.
Condannata a tre ergastoli, l'ex militante delle Brigate Rosse era già in regime di semilibertà: poteva uscire dal carcere di giorno per andare a lavorare in una società di informatica ma la sera aveva l'obbligo di rientrare dietro le sbarre.
Romana, classe '49, la Balzerani era entrata nelle Brigate Rosse nel 1975, ricoprendo da subito un ruolo di primissimo piano all'interno dell'organizzazione e rimanendo nell'esecutivo delle BR per tutto il tempo della sua militanza rivoluzionaria. Il 16 marzo 1978 era nel commando brigatista che in via Fani rapì il presidente democristiano Aldo Moro e trucidò la sua scorta. Il suo ruolo era quello di bloccare il traffico e impedire il sopraggiungere di macchine e passanti sul luogo dell'agguato. Insieme a Mario Moretti, la Balzerani gestì il famoso covo di via Gradoli, in cui fu pianificato il sequestro dello statista democristiano. Nell'81 con l'arresto del capo delle Br, rimase lei a gestire l'ultima sanguinaria stagione della lotta armata.
LODO MONDADORI: AL VIA NUOVO APPELLO PER PREVITI E ALTRI
MILANO - E' iniziato il nuovo processo d'appello nella lunga vicenda processuale per una presunta corruzione in atti giudiziari riguardante l'annullamento del lodo arbitrale per il controllo della Mondadori, che dava ragione alla Cir di Carlo De Benedetti contro la Fininvest di Silvio Berlusconi.
Il nuovo processo, dopo l'annullamento della sentenza di secondo grado da parte della Corte di Cassazione, si celebra davanti alla terza sezione della Corte d'appello di Milano, dove questa mattina uno dei due giudici a latere ha dato lettura di una relazione con cui si rievocano i fatti. Gli imputati sono Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e l'ex giudice Vittorio Metta. Nessuno di loro è presente in aula. Erano stati tutti condannati in primo grado e poi assolti in appello, fino all'annullamento della sentenza di secondo grado da parte della Cassazione.
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