(Dis)servizi della direzione provinciale del lavoro di Roma
Siete mai stati in un ufficio di uno di quei paesi da cui provengono quei poveri disgraziati che emigrano in cerca di una nuova vita e che chiamiamo extracomuinitari? Se non ci siete stati come ve lo immaginate? Per averne un'idea inutile fare lunghi viaggi e estenuanti pratiche per i visti. Vi basterà recarvi alla Direzione Provinciale del Lavoro di Roma in Via Cesare Lollis, 12.
In caso di licenziamento illegittimo, la legge prevede l'obbligo di presentare istanza di conciliazione presso il sudetto ufficio. Dopodiché è necessario attendere un periodo di 60 giorni prima di poter adire le vie legali con un ricorso al giudice del lavoro.
In teoria, in questi due mesi l'ufficio preposto dovrebbe operare al fine di ottenere una conciliazione tra le parti. In realtà il tempo minimo tra il deposito dell'istanza di conciliazione e la convocazione è di oltre un anno.
E quando poi andate, vivrete una vera e propria esperienza esotica. Muri scrostati, neri di sporcizia, uffici vetusti privi di qualsiasi strumento informatico, modulistica assente tanto da dover ricreare a mano i moduli su un foglio di carta bianco, caos, file interminabili di illusi lavoratori che sperano in una reale conciliazione o almeno di rivedere in faccia colui che dal giorno del licenziamento è svanito nel nulla senza neanche fornire il benché minimo supporto al suo sfortunato "dipendente".
Insomma una vera e propria vergogna e beffa. E si perché se il dipendente che si considera ingiustamente licenziato ha l'obbligo di richiedere la conciliazione a tale ufficio, il datore di lavoro non ha il dovere di presentarsi.
Morale della favola?
- Procedura spesso inutile.
- Due mesi di stallo prima di potersi rivolgere ad un giudice che poi comunque fisserà la prima udienza ad almeno un anno di distanza.
- Obbligo di file in uffici tipo porcile simili ad abitazione dei servi della gleba medievali.
- Uffici totalmente privi degli strumenti informatici necessari ad un minimo di efficenza.
- Dipendenti di tali uffici, non tutti ovviamente, che stanno li per farti un piacere non per fornire un servizio socialmente utile
E chi più ne ha più ne metta.
Mi domando, non c'è la possibilità di introdurre un minimo di decenza ed efficenza in simili strutture? Non posso pensare che non si possa far nulla. Non posso accettare quelli che se ne tirano fuori con un laconico "che ce voi fà" (Roma).
Servizi efficenti producono più valore per tutti, molto più utili di quanto non possano essere gli spicci di mancia derivanti dalla riduzione delle tasse!!!
Gli Stati in cui l'imposizione fiscale è più bassa, ovvero dove il rapporto qualità/prezzo dei servizi è più elevato, sono quelli più ricchi. Efficienza è sinonimo di ricchezza...
C'è nessuno che condivida la mia indignazione? Vorrei solo sincerarmi di non esser un Don Chisciotte contro i mulini a vento. Ucraina docet, quando gli utenti si organizzano le cose cambiano.
In attesa di un vostro gradito riscontro.
In caso di licenziamento illegittimo, la legge prevede l'obbligo di presentare istanza di conciliazione presso il sudetto ufficio. Dopodiché è necessario attendere un periodo di 60 giorni prima di poter adire le vie legali con un ricorso al giudice del lavoro.
In teoria, in questi due mesi l'ufficio preposto dovrebbe operare al fine di ottenere una conciliazione tra le parti. In realtà il tempo minimo tra il deposito dell'istanza di conciliazione e la convocazione è di oltre un anno.
E quando poi andate, vivrete una vera e propria esperienza esotica. Muri scrostati, neri di sporcizia, uffici vetusti privi di qualsiasi strumento informatico, modulistica assente tanto da dover ricreare a mano i moduli su un foglio di carta bianco, caos, file interminabili di illusi lavoratori che sperano in una reale conciliazione o almeno di rivedere in faccia colui che dal giorno del licenziamento è svanito nel nulla senza neanche fornire il benché minimo supporto al suo sfortunato "dipendente".
Insomma una vera e propria vergogna e beffa. E si perché se il dipendente che si considera ingiustamente licenziato ha l'obbligo di richiedere la conciliazione a tale ufficio, il datore di lavoro non ha il dovere di presentarsi.
Morale della favola?
- Procedura spesso inutile.
- Due mesi di stallo prima di potersi rivolgere ad un giudice che poi comunque fisserà la prima udienza ad almeno un anno di distanza.
- Obbligo di file in uffici tipo porcile simili ad abitazione dei servi della gleba medievali.
- Uffici totalmente privi degli strumenti informatici necessari ad un minimo di efficenza.
- Dipendenti di tali uffici, non tutti ovviamente, che stanno li per farti un piacere non per fornire un servizio socialmente utile
E chi più ne ha più ne metta.
Mi domando, non c'è la possibilità di introdurre un minimo di decenza ed efficenza in simili strutture? Non posso pensare che non si possa far nulla. Non posso accettare quelli che se ne tirano fuori con un laconico "che ce voi fà" (Roma).
Servizi efficenti producono più valore per tutti, molto più utili di quanto non possano essere gli spicci di mancia derivanti dalla riduzione delle tasse!!!
Gli Stati in cui l'imposizione fiscale è più bassa, ovvero dove il rapporto qualità/prezzo dei servizi è più elevato, sono quelli più ricchi. Efficienza è sinonimo di ricchezza...
C'è nessuno che condivida la mia indignazione? Vorrei solo sincerarmi di non esser un Don Chisciotte contro i mulini a vento. Ucraina docet, quando gli utenti si organizzano le cose cambiano.
In attesa di un vostro gradito riscontro.