discriminazione legislativa
Sono la titolare di un'agenzia viaggi. Da un punto di vista merceologico la mia licenza è inserita nella tabella dei commercianti, anche se ritengo che la nostra categoria dovrebbe essere inserita tra i fornitori di servici in quanto non vendiamo nulla di tangibile. Alcuni anni fa la Regione Marche ha stanziato alcuni fondi per la ristrutturazione degli edifici commerciali nei centri storici. Dietro consiglio del mio commercialista ho presentato domanda; la risposta della regione è stata negativa in quanto, secondo loro, non rientro nella categoria degli aventi diritto. Ho chiamato la regione e la risposta è stata la seguente: la mia attività rientra nel settore del commercio ma essendo un'agenzia viaggi non ho avuto diritto a tale contributo in quanto la regione Marche non ha mai previsto nè mai prevederà alcunchè per questo settore (testuali parole!!!). Telefono chiuso in faccia. Mi chiedo se questa non è una discriminazione in quanto se sono una commerciante dovrei poter ususfruire delle agevolazioni previste, se al contrario non lo sono, noon capisco per quale motivo devo essere costretta a rientrare in questa categoria e non posso, per esmpio, "emigrare" in quella dell'industri o quella del terziario avanzato. Credo che ci siano motivi sufficienti per ricorrere al T.A.R. ma purtroppo capisco che "cozzare" con un colosso come la Regione significherebbe chiudere i battenti ed inoltre non essendo l'attivitò di agenzia viaggi "interessante" nè da un punto di vista econominco nè da un puto di vista politico nessun legale sarebbe mai disposto ad affrontare una battaglia simile.