DOPO LA FINANZIARIA INIZIANO I VERI DOLORI PER I FASCISTI DELLA CDL.
da Unità online:
Scaramella: un bugiardo infedele.
E Guzzanti corre in suo soccorso
False accuse di attentati russi
ROMA - Un bugiardo e un mestatore di basso profilo: questo in sintesi il profilo di Mario Scaramella come emerge da quanto è trapelato finora della ordinanza di custodia cautelare che ne ha provocato l?arresto all?aeroporto di Capodichino domenica pomeriggio mentre scendeva da un aereo proveniente da Londra. Un bugiardo, perché inquinava le carte della commissione parlamentare d?inchiesta Mitrokhin di cui era consulente per assecondare le "intuizioni" del senatore forzista Paolo Guzzanti, suo presidente. E pericoloso perché non ha esitato di accusare di gravi reati alcune persone per tentare di accreditarsi come spione con contati importanti in Russia.
Le armi dei russi
Sono almeno due le denunce fatte da Mario Scaramella, ad agenti di polizia giudiziaria, armi, poi effettivamente trovate, che dovevano essere utilizzate, secondo l'ex consulente della Mitrokhin, da agenti ucraini e russi (ex Kgb poi Fsb e Svr) per attentati in Italia. La prima venne fatta il 14 ottobre del 2005: Scaramella raccontò ai poliziotti di essere in rapporti con Aleksandr Litvinenko, l'ex colonnello dell' Fsb morto a Londra per avvelenamento da polonio, e con Euvgenij Limarev del Svr, un servizio di sicurezza ucraino. Scaramella parla di un ex ufficiale del Kgb, Aleksandr Talik, che a suo dire avrebbe progettato un attentato nei suoi confronti.
L'ex consulente della Mitrokhin parla anche di un pericolo per il presidente della Commissione, Paolo Guzzanti, spiegando dell'arrivo in Italia di armi che sarebbero dovute servire ai servizi segreti russi e ucraini per compiere l'attentato. Armi di cui Scaramella fornisce dettagli, parlando ai poliziotti di «un lanciagranate Rpg e il relativo munizionamento» e anche della data di arrivo, il 16 ottobre del 2005 a Napoli.
Un furgone, si apprende dall'ordinanza, viene effettivamente trovato poi dalla polizia a Teramo con a bordo due granate Rpg non utilizzabili, perchè prive dell'innesco. Scaramella rivela poi l'esistenza di un altro deposito di armi a Napoli, dove erano custoditi fucili a pompa, numerose pistole e munizioni. Sulla base di queste "rivelazioni" di Scaramella, Guzzanti avrebbe avuto assegnata (lo ha detto egli stesso recentemente) una scorta rinforzata della polizia.
Il consulente "infedele"
È quanto si evince dall'ordinanza di arresto del gip romano Guglielmo Muntoni per l'ipotesi di reato di calunnia aggravata e continuata, Mario Scaramella avrebbe palesato «infedeltà» nei confronti della Commissione Mitrokhin. L'infedeltà di cui parla il gip si sarebbe concretizzata, secondo l'ipotesi dell'accusa, nel fornire alla Commissione parlamentare di inchiesta alcune notizie risultate infondate per accreditarsi nel suo ruolo di consulente. (ma la commissione lo "ignorava"?.., n.d.r.)
Secondo quanto si è appreso, l'ipotesi del reato di calunnia aggravata e continuata non è stata formulata dal gip per il dossieraggio compiuto su Romano Prodi, ma per le accuse che Scaramella ha fatto nei confronti di una sua ex fonte, un ucraino appartenente ai servizi di sicurezza, ritenuto responsabile della preparazione di attentati in Italia. Come si ricorderà, Scaramella avrebbe fatto il consulente più che per la Commissione per il suo presidente, Paolo Guzzanti, il quale cercava di accreditare come vera una sua fantasia: che Romano Prodi fosse un agente del Kgb in Italia!
E Guzzanti tira in ballo di nuovo Prodi
Secondo il senatore azzurro Paolo Guzzanti, l?accusa di calunnia contestata a Mario Scaramella dalla procura di Roma nascerebbe da una denuncia presentata dal presidente del Consiglio Romano Prodi. Lo scrive sul suo blog Rivoluzione italiana: «Sembra che Mario Scaramella si sia trovato davanti a tre accuse: violazione del segreto d'ufficio, non so in relazione a che; traffico internazionale di armi (suppongo, per aver reso possibile la cattura del van ucraino con due granate nascoste a bordo) e calunnia aggravata». «Mi hanno detto - aggiunge Guzzanti - che la calunnia aggravata dipenderebbe da una denuncia di Prodi, il quale anzichè querelare avrebbe (uso il condizionale perchè non lo so per certo) denunciato chi ha svolto indagini su di lui per calunnia aggravata».
Ma Guzzanti è stato smentito - per l?ennesima volta - a stretto giro di posta. Dalla procura romana si smentisce che l?arresto per calunnia sia in relazione ad una inesistente denuncia di Prodi. Lo scrive l?agenzia Ansa.
__________________________________
Commento:
la senzazione che si ricava da tutto questo reiterarsi delle infami accuse di Guzzanti contro Prodi e contro il centrosinistra come conseguenza, è che il Guzzanti percepisca una sorta di confortevole atmosfera di impunibilità, che pare emanare direttaemnte dall'unto di arcore, uno dei peggiori affaristici prestatosi alla politica al fine di cautelarsi contro l'iniziativa della magistratura ed a cui un'allucinante sinistra talebana ha consegnato le chiavi del potere pubblico (vedi la vicenda politica '98-2001).
I reati che si vanno profilando a carico del Guzzanti sono gravissimi, come quelli di Trantino e di tutti i suoi complici relativamente all'analogo caso della commissione Telekom-Serbia, nata con lo stesso scopo per cui è nata la commissione Mitrokhin: infangare con gravissime calunnie i maggiori esponenti del centrosinistra e quindi, di fatto, attentare alla stessa vita democratica e civile della nostra Repubblica con uno srisciante "golpe" mediatico. Dal momento che tali iniziative sono tipiche degli stati governati da dittatori fascisti, non ci vuole molto a capire chi siano stati i "consiglieri" di Berlusconi che lo hanno convinto a muoversi in tal senso!
Gli spudorati e folli attacchi che Guzzanti sta portando avanti contro Prodi giovano a lui? CHI C'E' DIETRO GUZZANTI?...FIDEL CASTRO? Aspettiamo un'iniziativa di TELESTALLA in tal senso!!!
Ma cosa si aspetta a CACCIARE A CALCI NEL CULO DALLA RAI I CATTOFASCISTI berlusconiani che hanno trasormato la rete mediatica pubblica in una mera appendice al servizio di Berlusconi e del Vaticano?!!....
Le criminali imprese delegittimatrici da parte della CdL contro gli esponenti del centrosinistra, sono state possibili GRAZIE SOPRATTUTTO ALL'EFFETTO "CASSA DI RISONANZA" operato da Telestalla di Mimun e dei suoi collaboratori i quali, a tutti gli effetti (qualora venga dimostrato giudiziaramente il loro abuso personale del mezzo pubblico), possono essere considerati dei VERI E PROPRI COMPLICI dei politici coinvolti nei tentativi fraudolenti di delegittimazione degli avversari!
Scaramella: un bugiardo infedele.
E Guzzanti corre in suo soccorso
False accuse di attentati russi
ROMA - Un bugiardo e un mestatore di basso profilo: questo in sintesi il profilo di Mario Scaramella come emerge da quanto è trapelato finora della ordinanza di custodia cautelare che ne ha provocato l?arresto all?aeroporto di Capodichino domenica pomeriggio mentre scendeva da un aereo proveniente da Londra. Un bugiardo, perché inquinava le carte della commissione parlamentare d?inchiesta Mitrokhin di cui era consulente per assecondare le "intuizioni" del senatore forzista Paolo Guzzanti, suo presidente. E pericoloso perché non ha esitato di accusare di gravi reati alcune persone per tentare di accreditarsi come spione con contati importanti in Russia.
Le armi dei russi
Sono almeno due le denunce fatte da Mario Scaramella, ad agenti di polizia giudiziaria, armi, poi effettivamente trovate, che dovevano essere utilizzate, secondo l'ex consulente della Mitrokhin, da agenti ucraini e russi (ex Kgb poi Fsb e Svr) per attentati in Italia. La prima venne fatta il 14 ottobre del 2005: Scaramella raccontò ai poliziotti di essere in rapporti con Aleksandr Litvinenko, l'ex colonnello dell' Fsb morto a Londra per avvelenamento da polonio, e con Euvgenij Limarev del Svr, un servizio di sicurezza ucraino. Scaramella parla di un ex ufficiale del Kgb, Aleksandr Talik, che a suo dire avrebbe progettato un attentato nei suoi confronti.
L'ex consulente della Mitrokhin parla anche di un pericolo per il presidente della Commissione, Paolo Guzzanti, spiegando dell'arrivo in Italia di armi che sarebbero dovute servire ai servizi segreti russi e ucraini per compiere l'attentato. Armi di cui Scaramella fornisce dettagli, parlando ai poliziotti di «un lanciagranate Rpg e il relativo munizionamento» e anche della data di arrivo, il 16 ottobre del 2005 a Napoli.
Un furgone, si apprende dall'ordinanza, viene effettivamente trovato poi dalla polizia a Teramo con a bordo due granate Rpg non utilizzabili, perchè prive dell'innesco. Scaramella rivela poi l'esistenza di un altro deposito di armi a Napoli, dove erano custoditi fucili a pompa, numerose pistole e munizioni. Sulla base di queste "rivelazioni" di Scaramella, Guzzanti avrebbe avuto assegnata (lo ha detto egli stesso recentemente) una scorta rinforzata della polizia.
Il consulente "infedele"
È quanto si evince dall'ordinanza di arresto del gip romano Guglielmo Muntoni per l'ipotesi di reato di calunnia aggravata e continuata, Mario Scaramella avrebbe palesato «infedeltà» nei confronti della Commissione Mitrokhin. L'infedeltà di cui parla il gip si sarebbe concretizzata, secondo l'ipotesi dell'accusa, nel fornire alla Commissione parlamentare di inchiesta alcune notizie risultate infondate per accreditarsi nel suo ruolo di consulente. (ma la commissione lo "ignorava"?.., n.d.r.)
Secondo quanto si è appreso, l'ipotesi del reato di calunnia aggravata e continuata non è stata formulata dal gip per il dossieraggio compiuto su Romano Prodi, ma per le accuse che Scaramella ha fatto nei confronti di una sua ex fonte, un ucraino appartenente ai servizi di sicurezza, ritenuto responsabile della preparazione di attentati in Italia. Come si ricorderà, Scaramella avrebbe fatto il consulente più che per la Commissione per il suo presidente, Paolo Guzzanti, il quale cercava di accreditare come vera una sua fantasia: che Romano Prodi fosse un agente del Kgb in Italia!
E Guzzanti tira in ballo di nuovo Prodi
Secondo il senatore azzurro Paolo Guzzanti, l?accusa di calunnia contestata a Mario Scaramella dalla procura di Roma nascerebbe da una denuncia presentata dal presidente del Consiglio Romano Prodi. Lo scrive sul suo blog Rivoluzione italiana: «Sembra che Mario Scaramella si sia trovato davanti a tre accuse: violazione del segreto d'ufficio, non so in relazione a che; traffico internazionale di armi (suppongo, per aver reso possibile la cattura del van ucraino con due granate nascoste a bordo) e calunnia aggravata». «Mi hanno detto - aggiunge Guzzanti - che la calunnia aggravata dipenderebbe da una denuncia di Prodi, il quale anzichè querelare avrebbe (uso il condizionale perchè non lo so per certo) denunciato chi ha svolto indagini su di lui per calunnia aggravata».
Ma Guzzanti è stato smentito - per l?ennesima volta - a stretto giro di posta. Dalla procura romana si smentisce che l?arresto per calunnia sia in relazione ad una inesistente denuncia di Prodi. Lo scrive l?agenzia Ansa.
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Commento:
la senzazione che si ricava da tutto questo reiterarsi delle infami accuse di Guzzanti contro Prodi e contro il centrosinistra come conseguenza, è che il Guzzanti percepisca una sorta di confortevole atmosfera di impunibilità, che pare emanare direttaemnte dall'unto di arcore, uno dei peggiori affaristici prestatosi alla politica al fine di cautelarsi contro l'iniziativa della magistratura ed a cui un'allucinante sinistra talebana ha consegnato le chiavi del potere pubblico (vedi la vicenda politica '98-2001).
I reati che si vanno profilando a carico del Guzzanti sono gravissimi, come quelli di Trantino e di tutti i suoi complici relativamente all'analogo caso della commissione Telekom-Serbia, nata con lo stesso scopo per cui è nata la commissione Mitrokhin: infangare con gravissime calunnie i maggiori esponenti del centrosinistra e quindi, di fatto, attentare alla stessa vita democratica e civile della nostra Repubblica con uno srisciante "golpe" mediatico. Dal momento che tali iniziative sono tipiche degli stati governati da dittatori fascisti, non ci vuole molto a capire chi siano stati i "consiglieri" di Berlusconi che lo hanno convinto a muoversi in tal senso!
Gli spudorati e folli attacchi che Guzzanti sta portando avanti contro Prodi giovano a lui? CHI C'E' DIETRO GUZZANTI?...FIDEL CASTRO? Aspettiamo un'iniziativa di TELESTALLA in tal senso!!!
Ma cosa si aspetta a CACCIARE A CALCI NEL CULO DALLA RAI I CATTOFASCISTI berlusconiani che hanno trasormato la rete mediatica pubblica in una mera appendice al servizio di Berlusconi e del Vaticano?!!....
Le criminali imprese delegittimatrici da parte della CdL contro gli esponenti del centrosinistra, sono state possibili GRAZIE SOPRATTUTTO ALL'EFFETTO "CASSA DI RISONANZA" operato da Telestalla di Mimun e dei suoi collaboratori i quali, a tutti gli effetti (qualora venga dimostrato giudiziaramente il loro abuso personale del mezzo pubblico), possono essere considerati dei VERI E PROPRI COMPLICI dei politici coinvolti nei tentativi fraudolenti di delegittimazione degli avversari!