dopo le polveri sottili cosa arriverà
in questi giorni non si parla d'altro che dello stop al traffico domenicale in alcune città lombarde, tra cui Milano, al fine di ridurre lo smog ed in particolare le famigerate polveri sottili. I risultati ottenuti non sono stati del tutto soddisfacenti, perchè in alcune città si è registrato un leggero calo del tasso di inquinamento mentre in altre non vi è stato alcun giovamento. Viene da chiedersi quanto possa essere utile il fermo di auto per una giornata festiva; per me niente, al più può far credere agli amministratori di aver tentato il tutto per tutto per rispondere agli ambientalisti che denunciano situazioni sempre più gravi. Fortunatamente le cose sono di molto migliorate rispetto a qualche decennio fa in pieno boom economico. Io sono nativo di Terni e ricordo che negli anni 50 la città era quasi sempre sotto una coltre di fumo e, poco distante, vicino alle cascate delle Marmore, i paesi si presentavano con case completamente grigie per colpa di uno stabilimento di calciocianamite. Ora dopo la sospensione della produzione o l'introduzione dei filtri antinquinqmento i tetti sono puliti e l'aria di Terni è respirabile. Ho avuto l'opportunità di vivere due anni, 1967-68, a Torino e rammento con disgusto che bastava appoggiarsi al davanzale esterno della finestra per essere imbrattati di smog. Da quando abito a Piacenza, circa 40 anni, la situazione non mi sembra molto peggiorata. Ora si parla di polveri sottili: prima erano sconosciute, ma credo che insieme ai "sassi" dello smog e della fuliggine, altro che polveri sottili, penso che vi fossero anche quelle supersottili. Quando non si cerca o non si conosce una cosa certamente non la si trova. Sembra quasi che se non c'è di che preoccuparsi non si possa sopravvivere.
Anni or sono viva preoccupazione nasceva a causa dell' elettrosmog, ora dimenticato. Ricordo che qualche solone propose di interrare gli elettrodotti, ma poi l'argomento è stato accantonato. E' stato dimenticato anche "l'elastico" buco dell'ozono sulla cui grandezza ne sono state scritte di cotte e di crude. Quale sarà il nuovo pericolo? La fantasia di qualcuno o gli interessi di qualche altro? Nel contempo godiamoci con saggezza l'alternarsi del caldo e del freddo tenendo a mente che dal 1960 la popolazione italiana è aumentata di circa il 20% mentre, nello stesso periodo, il fabbisogno energetico è triplicato. Ora che la tecnologia ci permette di scovare ciò che è dannoso per la salute, dobbiamo chiederci se vogliamo più energia per soddisfare qualsiasi esigenza, anche se superflua. In questo caso dobbiamo anche accettarne le implicazioni.
Come già detto, sono convinto che l'inquinamento di 50 anni fa fosse nettamente superiore, pur se non rilevabile, anche se ciò non deve spingerci a grattarci la pancia confortati anche dal fatto che l'allarme sulla riduzione dei ghiacciai è tutta una grossa balla costruita per specularci sopra.
Yannis
Anni or sono viva preoccupazione nasceva a causa dell' elettrosmog, ora dimenticato. Ricordo che qualche solone propose di interrare gli elettrodotti, ma poi l'argomento è stato accantonato. E' stato dimenticato anche "l'elastico" buco dell'ozono sulla cui grandezza ne sono state scritte di cotte e di crude. Quale sarà il nuovo pericolo? La fantasia di qualcuno o gli interessi di qualche altro? Nel contempo godiamoci con saggezza l'alternarsi del caldo e del freddo tenendo a mente che dal 1960 la popolazione italiana è aumentata di circa il 20% mentre, nello stesso periodo, il fabbisogno energetico è triplicato. Ora che la tecnologia ci permette di scovare ciò che è dannoso per la salute, dobbiamo chiederci se vogliamo più energia per soddisfare qualsiasi esigenza, anche se superflua. In questo caso dobbiamo anche accettarne le implicazioni.
Come già detto, sono convinto che l'inquinamento di 50 anni fa fosse nettamente superiore, pur se non rilevabile, anche se ciò non deve spingerci a grattarci la pancia confortati anche dal fatto che l'allarme sulla riduzione dei ghiacciai è tutta una grossa balla costruita per specularci sopra.
Yannis