Lunedì 15 giugno 2026
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Dopo la strage di Mumbay Delhi si riavvicina a Mosca

Francesco Mangascià · · 0 interventi
Il segretario di Stato americano Condoleeza Rice, ha ammonito il Pakistan, indirizzando un messaggio, al suo Presidente Asif Alì Zardari, in cui la Rice afferma che, se entro 48 ore Islamabad non prenderà provvedimenti contro il gruppo terroristico di Lashkar-e-Taiba, responsabile della strage di Mumbay, arrestando e poi consegnando inoltre tre pakistani, che secondo Delhi sono collegati a questa strage, tra cui l'ex direttore dei servizi segreti pakistani Hamid Gul,e il capo di Lashkar-e-Taiba, Zaki Lakhwi ur-Rehman, gli Sati Uniti agiranno personalmente per soddisfare queste richieste.

L'ultimatum americano viene poco dopo la dichiarazione del Primo Ministro Indiano Manmohan Singh, secondo cui un opzione militare indiana, sarà considerata solo dopo l'intervento della comunità internazionale, per questa ultima strage di Mumbay.

In India l'Upa governement, si è probabilmente stancato sia delle ipocrisie che delle promesse americane in materia di terrorismo, anche perché l'anno prossimo ci sono le elezioni e, se ora gli Usa fanno la voce grossa col Pakistan, dopo essersi primariamente preoccupati per le trattative di pace tra India e Pakistan subito dopo il massacro di Mumbay, è perché sono spaventati dal riavvicinarsi di Delhi a Mosca in materia di nucleare.

Gli Usa, adesso, fanno la voce grossa col Pakistan, poiché Delhi ha spaventato Washinton firmando un accordo con la Russia nel campo dell'energia nucleare, per scopi civili: si tenga conto che Delhi ha molti accordi per progetti di armi con Mosca, persino brevetti e accordi sui paesi a cui si possono vendere. E Mosca è preferita a Washinton anche dal Bjp. Ma con questi elementi come è possibile considerare ancora il Pakistan come un alleato occidentale nella lotta contro il terrorismo e nella guerra in Afghanistan?

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