dubbio recesso da mondolibri
Voglio recedere dal contratto con mondolibri,so come fare e fin qui tutto ok.faccio la mia bella raccomandata A/R entro 10 gg lavorativi e via. Ora viene il mio dubbio.All'art 67 del decreto 206/05 si parla di restituzione del bene ricevuto secondo le modalità disposte dal contratto e il mio bel contratto dice di restituire i beni ricevuti al servizio soci di Brescia.Il punto è che ne ho comprato uno e un altro mi è stato dato in omaggio,il tutto si è svolto in una libreria di milano.quindi li possiedo con diritto di proprietà,ho lo scontrino.la signorina del servizio soci mi ha detto che se li ho comprati o comunque avuti in omaggio me li posso tenere,ma in questo bel paese ho paura di tutto,anche che mi si dica cosi' e poi si sfrutti il cavillo della mancata restituzione dei libri per farmi storie.IO NON VOGLIO PROBLEMI,non voglio fare il furbo,ditemi come devo fare per comportarmi da manuale.certo che ho comunque speso 10 euro di libro,più dovrei pagare il pacco postale,non credo che il legislatore concorderebbe con questa procedura,però non capisco.perchè comunque il contratto non distingue tra beni ricevuti pagando e chi invece non ha pagato,magari ignorando la richiesta del postino.
Inoltre dovrei aver diritto,restituendo i libri,al rimborso del loro valore.in pratica dovrei pagare solo le spese di consegna.
Però nel dubbio,essendo il mio scopo fondamentale non avere legami con quei signori,mi sa che mando il pacco a mie spese,non chiedo il rimborso per i libri debitamente pagati e amen.perchè a parlare la signorina della mondolibri fa in fretta,poi le beghe sono mie.
p.s. la paura fa novanta
Inoltre dovrei aver diritto,restituendo i libri,al rimborso del loro valore.in pratica dovrei pagare solo le spese di consegna.
Però nel dubbio,essendo il mio scopo fondamentale non avere legami con quei signori,mi sa che mando il pacco a mie spese,non chiedo il rimborso per i libri debitamente pagati e amen.perchè a parlare la signorina della mondolibri fa in fretta,poi le beghe sono mie.
p.s. la paura fa novanta