Giovedì 25 giugno 2026
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ECCO L'EREDITA' BERLUSCONIANA!

Cronista · · 5 interventi


Neofascisti come e peggio del ventennio!

da Unità online:

Dopo i berluscones , conti in rosso per la Croce Rossa.

di Fabio Amato


«Prassi illegittime», «equilibrio finanziario insussistente». Luogo di «deresponsabilizzazione diffusa». Questa è la Croce rossa scorrendo le 72 pagine di relazione ispettiva dedicata dal ministero delle Finanze agli anni della gestione Scelli. Oppure, per dirla con il presidente Massimo Barra, che quella situazione ha trovato in eredità dalla fine del 2005, un animale «con la coda di elefante, la testa di cigno e i piedi di giraffa». Un mostro, insomma, con un bilancio da 500 milioni di euro da «moralizzare».

CAOS CONTABILE. Senza mezzi termini il relatore, dottor Mario Guida, descrive la «radicale illegittimità degli atti adottati in un triennio da parte dei responsabili dell?ente» e la loro «pervicace volontà di trascurare ogni intralcio formale». Così il fondo accessorio per i lavoratori viene bloccato a metà 2006, perché i soldi sono stanziati con conteggi grossolani e prelevati dai capitoli di spesa sbagliati. Allo stesso modo arranca la riscossione dei crediti - per milioni di euro - dalle Asl e dal ministero degli Esteri, che ancora deve approvare spese già sostenute dall?ente a Baghdad.

Al contrario non sembra esserci giallo dietro i 14 milioni di euro anticipati dalla Difesa per la missione a Nassiriya. Molte le illazioni che li vogliono usati per i riscatti dei connazionali rapiti, ma per il presidente è «impossibile. La Croce rossa - replica - ha una cassa unica. Non si possono prendere 14 milioni senza seminare tracce in tutti i passaggi necessari». Comunque sia, per la relazione quei soldi, avanzati e mai chiesti indietro dal ministero, sono finiti nella cassa dell'ente e spesi - discutibilmente - per altro rispetto alla missione.

SPESE INUTILI Oggi - dice il presidente - «la Croce rossa deve dare l?esempio di una gestione austera», e Barra per primo si è privato di tutte le consulenze, a causa di una eredità di bilancio «difficile» persino nella pratica. Nel 2004, infatti, la Croce rossa decide di esternalizzarne la gestione, ma 199 comitati continuano a far di conto in autonomia, interpretando alla lettera la nota del comitato centrale che «invita» a dotarsi dei servizi di Infocamere Srl. Questa riceve ugualmente 5,1 milioni di euro, contro i 2,7 stimati per il lavoro effettivamente svolto.

INTERNET E FLOTTA. Allo stesso modo naufragano i contratti - 22 milioni - per il sistema informatico, firmati «senza alcuna effettiva copertura di bilancio». E sempre nel 2004 arriva il progetto «Flotta moderna» per mettere ordine tra i 9.500 mezzi dell?ente. La società che ha fornito le consulenze - fondata tre mesi prima del varo del progetto - vanta ancora crediti per 185mila euro senza che agli atti risulti mandato per la sua opera. E i problemi con le macchine continuano. Negli ultimi due anni - in violazione delle leggi sulla riduzione delle spese per vetture di servizio - il comitato centrale ha acquistato auto, anche «di lusso», mentre il 48% delle ambulanze ha più di vent?anni e 250mila chilometri percorsi.

SISE Fondata nel 1998, la Siciliana Servizi Emergenza gestisce il servizio di 118 della regione. Il suo capitale sociale - 103mila euro - è in mano al comitato Cri siciliano, anche se per errore risulta intestato ad un sottocomitato della provincia di Cuneo. Ha dato lavoro a circa 3.360 dipendenti «assunti senza procedura selettiva» - 2.420 dei quali a ridosso delle elezioni regionali - cioè il doppio dei 1.650 complessivi della stessa Croce rossa, e solo per il 2006 ha avuto dalla Regione 76 milioni di euro per la convenzione. Ciascuna delle 160 ambulanze prese a noleggio per cinque anni, unico caso nel vasto orizzonte della Croce rossa, alla fine sarà costata 100mila euro.

Acquistarla, rileva la relazione, ne costerebbe 50mila. Quel che più conta però, è che la Sise è una Spa, cioè una macchina economica, a tutti gli effetti creata da un ente che per statuto dovrebbe essere «disinteressato«. Ad oggi due interrogazioni parlamentari - Verdi e Rifondazione comunista - hanno chiesto chiarimenti sull'ente e sui rischi di «privatizzazione» di una attività pubblica, che - parole di Emilio Pomo, presidente delle Pubbliche assistenze siciliane - è «la morte del volontariato». Nel frattempo la Sise ha ottenuto la convenzione anche per l'anno prossimo e nel 2005 ha fondato una seconda società, la Sissa Srl, con cui approntare altri servizi socio-sanitari. «Io non avrei fatto una Spa - dice Barra - ma distinguiamo il merito dal metodo: c'è un servizio che prima non c'era, che si occupa del malato e ha dato lavoro».

Tuttavia, mentre alla Sise lavorano, i più infuriati sono proprio i dipendenti della Croce rossa. Soprattutto i 2.400 precari che da mesi chiedono di essere stabilizzati e protestano. Molti di loro rischiano il posto, se al 31 dicembre le convenzioni dell'ente non saranno rinnovate. Altrove invece si replica il caso siciliano. A Venezia, per esempio, dove il comitato provinciale figura nel capitale della Trasporti Sanità Spa.



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