Ecco cosa fanno i comunisti, tutti schedati per fregarci i soldi
L'anagrafe tributaria del viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, pienamente operativa da poco più di un mese, a stretto giro sarà consultabile da una sfilza lunghissima di soggetti per le indagini penali. Ma il filo diretto non riguarda solo giudici e pubblici ministeri. I protocolli che, secondo quanto appreso da Libero Mercato, l'agenzia delle Entrate si appresta a varare, non saranno sottoscritti soltanto dal ministero della Giustizia. La lista dei "firmatari" comprende anche il ministero dell'Interno, gli ufficiali di Polizia giudiziaria e, più in generale, tutti gli organi di pubblica sicurezza. Quindi anche il Capo della Polizia, i singoli Questori, la Direzione investigativa antimafia (Dia), il Nucleo speciale Polizia valutaria della Guardia di Finanza. E l'Ufficio italiano dei cambi è interessato, per i reati che riguardano l'antiriciclaggio e il traffico di denaro sporco, a siglare l'intesa con Visco. Per chi fa indagini penali è una vera e propria svolta. In sostanza si passa da un sistema di richieste fatte con lettere ( solo in alcuni casi è sfruttata la posta elettronica ) e raccomandate affidate a postini e corrieri, a procedure che consentono ricerche mirate in tempo reale. Le procure, insomma, avranno accesso libero allo sportello bancario. Chissà quale sarà la reazione degli investigatori stranieri.
Le porte del Grande fratello si spalancheranno entro pochissimo tempo. Gli esperti di via Arenula stanno mettendo a punto in questi giorni gli ultimi dettagli di un sofisticato applicativo informatico per la gestione della giustizia penale online. Proprio grazie a questo nuovo sistema, i magistrati inquirenti e le procure saranno in linea diretta con l'anagrafe tributaria. E sulla falsa riga dei pm, verranno creati software per tutte le Forze dell'ordine che si potranno collegare, usando il computer sulla loro scrivania, con il maxi archivio della Sogei, il braccio informatico delle Entrate. Le autorità inquirenti metteranno le mani su una quantità di dati decisamente vasta. Non solo le informazioni dei singoli cittadini finiranno sotto la lente delle autorità inquirenti che avranno a disposizione anche quelle di società e imprese nonché i dati riguardanti l'intera industria finanziaria del nostro Paese. Del resto, tutti gli intermediari sono obbligati a inviare le informazioni sulla loro clientela al Grande fratello. Oltre alle banche, pure le assicurazioni, le società di risparmio gestito, di intermediazione mobiliare, le fiduciarie devono comunicare al fisco tutti i dati sull'apertura o la chiusura di qualsiasi contratto. Quindi non solo le informazioni sui conti correnti; anche sui mutui, le polizze, i contratti di deposito titoli e le gestioni patrimoniali. Ma chi garantisce sulla sicurezza degli accessi? Finora, di fatto, il database della Sogei era "accessibile" solo dall'interno, cioè esclusivamente dagli 007 dell'amministrazione finanziaria, nel corso degli accertamenti fiscali per la lotta all'evasione. Adesso, invece, le ricerche nell'archivio non sono più controllate.
Tutto dipenderà dagli accordi quadro che Visco, il Guardasigilli Clemente Mastella e il capo del Vicinale Giuliano Amato stanno per siglare; e soprattutto gli avvocati auspicano che siano fissati precisi paletti per la consultazione dell'anagrafe tributaria. La questione suscita, insomma, rilevanti perplessità. Con questo passo, infatti, il governo moltiplica le possibilità di accesso al Grande fratello fiscale, aumentando esponenzialmente i rischi di ingressi illegali o comunque non autorizzati, con pesanti ripercussioni sulla riservatezza di informazioni delicate e grosse possibilità di violazione delle norme poste a tutela dei dati personali.
Ma quando la cosa toccherà loro la privacy, allora rifaranno una legge per bloccare tutto.
Dato che i soldi, li rubano loro stessi, si rovineranno con le loro mani
Saluti Napoli
Le porte del Grande fratello si spalancheranno entro pochissimo tempo. Gli esperti di via Arenula stanno mettendo a punto in questi giorni gli ultimi dettagli di un sofisticato applicativo informatico per la gestione della giustizia penale online. Proprio grazie a questo nuovo sistema, i magistrati inquirenti e le procure saranno in linea diretta con l'anagrafe tributaria. E sulla falsa riga dei pm, verranno creati software per tutte le Forze dell'ordine che si potranno collegare, usando il computer sulla loro scrivania, con il maxi archivio della Sogei, il braccio informatico delle Entrate. Le autorità inquirenti metteranno le mani su una quantità di dati decisamente vasta. Non solo le informazioni dei singoli cittadini finiranno sotto la lente delle autorità inquirenti che avranno a disposizione anche quelle di società e imprese nonché i dati riguardanti l'intera industria finanziaria del nostro Paese. Del resto, tutti gli intermediari sono obbligati a inviare le informazioni sulla loro clientela al Grande fratello. Oltre alle banche, pure le assicurazioni, le società di risparmio gestito, di intermediazione mobiliare, le fiduciarie devono comunicare al fisco tutti i dati sull'apertura o la chiusura di qualsiasi contratto. Quindi non solo le informazioni sui conti correnti; anche sui mutui, le polizze, i contratti di deposito titoli e le gestioni patrimoniali. Ma chi garantisce sulla sicurezza degli accessi? Finora, di fatto, il database della Sogei era "accessibile" solo dall'interno, cioè esclusivamente dagli 007 dell'amministrazione finanziaria, nel corso degli accertamenti fiscali per la lotta all'evasione. Adesso, invece, le ricerche nell'archivio non sono più controllate.
Tutto dipenderà dagli accordi quadro che Visco, il Guardasigilli Clemente Mastella e il capo del Vicinale Giuliano Amato stanno per siglare; e soprattutto gli avvocati auspicano che siano fissati precisi paletti per la consultazione dell'anagrafe tributaria. La questione suscita, insomma, rilevanti perplessità. Con questo passo, infatti, il governo moltiplica le possibilità di accesso al Grande fratello fiscale, aumentando esponenzialmente i rischi di ingressi illegali o comunque non autorizzati, con pesanti ripercussioni sulla riservatezza di informazioni delicate e grosse possibilità di violazione delle norme poste a tutela dei dati personali.
Ma quando la cosa toccherà loro la privacy, allora rifaranno una legge per bloccare tutto.
Dato che i soldi, li rubano loro stessi, si rovineranno con le loro mani
Saluti Napoli