L'economista che ci vuole
l'economia nazionale fatica ad uscire dalla crisi e nessuno si è accorto che abbiamo un economista di primissimo ordine in grado di affontare questo grave problema. La Germania, il Giappone e gli USA ed altre nazioni pagherebbero a peso d'oro le sue prestazioni. Costui è Di Pietro, sì proprio quel Di Pietro perseguitato dal fastidioso chiacchiericcio sull'Associazione e sul Movimento dell'Idv.
Recentemente ha fatto approvare dal suo partito, suo in quanto ne è padrone, un documento economico nel quale spicca una genialità da premio nobel; si tratta di una ricetta talmente semplice per risollevare l' economia che ci induce a pensare che Tremonti sia solo uno scolaretto. Sorge però un dubbio: "perchè l'economista Di Pietro non propose tale soluzione quando era ministro? Forse aveva paura di essere preso, come minimo, a male parole da Prodi e da Padoa Schioppa? Ecco in sintesi la genialità toniniana scandita in quattro punti:
1°. applicare l'aliquota del 20% ai redditi di lavoro in
sostituzione di quelle attuali ben maggiori;
2°. portare la tassazione delle rendite finaziarie dall'attuale
12,5% al 20%;
3°. aumentare le retribuzioni nel pubblico impiego del 20% in tre
anni;
4°. esonerare la tredicesima mensilità dall'Irpef.
Semplice nota a margine: durante il congresso dell'Idv ai grillini, che chiedevano l'istituzione di un'anagrafe patrimoniale per gli eletti del Movimento, il leader dell'Idv ha risposto: " Non serve, tanto sono già noti i dati dei nostri". Per lui proporre una cosa del genere ad un partito che si richiama ai valori, pur se non si è capito quali, è quanto meno un insulto ,un affronto alla trasparenza. Come mai invece tra i punti sopra citati non ha inserito la proposta di diminuzione delle prebende dei politici e la riduzione del rimborso elettorale ai partiti?
Giova rammentare che il finanziamento pubblico ai partiti fu abolito con un referendum popolare, ma poi fu vergognosamente reintrodotto sotto forma di rimborso spese che, a calcoli fatti, costituisce il doppio di quanto effettivamente speso. Sembrerebbe anche, da quanto affermato da Sandro Bondi, che i bilanci dell'Associazione dell'Idv siano 5 o 6 volte quelli della Protezione Civile, da ciò viene il sospetto che Di Pietro sappia fare solo i conti di casa propria. Vabbé, siamo a carnevale, ma su certe cose occorre competenza e serietà, a meno che Tonino non abbia consultato il tavolo a tre gambe di prodiana memoria.
Yannis
(chiedo scusa ad Ester per in nuovo topic ma ritengo che sia un bene essere aggiornati)
Recentemente ha fatto approvare dal suo partito, suo in quanto ne è padrone, un documento economico nel quale spicca una genialità da premio nobel; si tratta di una ricetta talmente semplice per risollevare l' economia che ci induce a pensare che Tremonti sia solo uno scolaretto. Sorge però un dubbio: "perchè l'economista Di Pietro non propose tale soluzione quando era ministro? Forse aveva paura di essere preso, come minimo, a male parole da Prodi e da Padoa Schioppa? Ecco in sintesi la genialità toniniana scandita in quattro punti:
1°. applicare l'aliquota del 20% ai redditi di lavoro in
sostituzione di quelle attuali ben maggiori;
2°. portare la tassazione delle rendite finaziarie dall'attuale
12,5% al 20%;
3°. aumentare le retribuzioni nel pubblico impiego del 20% in tre
anni;
4°. esonerare la tredicesima mensilità dall'Irpef.
Semplice nota a margine: durante il congresso dell'Idv ai grillini, che chiedevano l'istituzione di un'anagrafe patrimoniale per gli eletti del Movimento, il leader dell'Idv ha risposto: " Non serve, tanto sono già noti i dati dei nostri". Per lui proporre una cosa del genere ad un partito che si richiama ai valori, pur se non si è capito quali, è quanto meno un insulto ,un affronto alla trasparenza. Come mai invece tra i punti sopra citati non ha inserito la proposta di diminuzione delle prebende dei politici e la riduzione del rimborso elettorale ai partiti?
Giova rammentare che il finanziamento pubblico ai partiti fu abolito con un referendum popolare, ma poi fu vergognosamente reintrodotto sotto forma di rimborso spese che, a calcoli fatti, costituisce il doppio di quanto effettivamente speso. Sembrerebbe anche, da quanto affermato da Sandro Bondi, che i bilanci dell'Associazione dell'Idv siano 5 o 6 volte quelli della Protezione Civile, da ciò viene il sospetto che Di Pietro sappia fare solo i conti di casa propria. Vabbé, siamo a carnevale, ma su certe cose occorre competenza e serietà, a meno che Tonino non abbia consultato il tavolo a tre gambe di prodiana memoria.
Yannis
(chiedo scusa ad Ester per in nuovo topic ma ritengo che sia un bene essere aggiornati)