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Etiopia, una petizione chiede conto dei silenzi sui massacri coloniali Dito puntato contro il Vaticano che nel 1935 non condannò ma anzi benedisse una guerra condotta con gas tossici e stermini di massa
di francescomangascia
26 maggio 2011 14:59
 
Di Carla Reschia www.lastampa.it/reschia

Un lettore di questo blog, Marco z., mi ha segnalato questa petizione che non conoscevo e che ripropongo e condivido interamente. Si tratta di chiedere ragione del comportamento del Vaticano che rimase "significativamente un silenzio" durante l'occupazione italiana dell'Etiopia, dal 1935 al 1941, quando l'esercito mandato dal regime fascista si rese responsabile "del crimine di genocidio del popolo etiopico, lanciando gas venefici con aeroplani e commettendo altre atrocità".
E' vero? Lo è, stando ai documenti storici. Per quanto molti studiosi si siano prodigati nello spiegare come documenti custoditi nell'Archivio Segreto Vaticano certifichino che il papa Pio XI definì «una guerra ingiusta» l'aggressione italiana contro l'Etiopia, rincarando la dose con aggettivi come «lugubre», «indicibilmente orribile», nulla di tutto questo trapelò all'esterno e gli italiani videro piuttosto vescovi e cardinali impegnati a offrire oro alla patria donando il loro anello pastorale e ascoltarono l'arcivescovo di Milano cardinale Ildefonso Schuster il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, concludere la sua omelia in Duomo invocando la benedizione divina per «l'esercito valoroso, che a prezzo di sangue apre le porte dell'Etiopia alla fede cattolica e alla civiltà romana».
Che cosa stesse succedendo era noto. Tra gli altri, lo raccontò l'imperatore d'Etiopia, Haile Selassie I, alla Società delle nazioni, l’antenata dell’Onu, il 30 giugno 1936, illustrando come la micidiale iprite venisse sparsa a pioggia su ogni cosa vivente senza discriminare tra soldati, civili e greggi, avvelenando l’acqua e il cibo.
Un totale di 760 mila vittime, secondo le stime dell’epoca che ricerche aggiornate hanno portato a un milione, almeno.
Ora, ho avuto occasione di visitare ad Addib Abeba il museo dedicato alle “imprese” italiane, ed è agghiacciante, la smentita più netta agli “italiani brava gente” di tanta retorica. Mi ha colpito anche tanto accanimento nei confronti di uno dei pochi popoli cristiani dell'Africa. Fossero stati musulmani non cambiava nulla, ovviamente, ma erano, per di più, correligionari.
Su questi fatti, si sottolinea, non c’è mai stata indagine nè condanna. Nè da parte della Commissione crimini di guerra istituita nel 1943, nè da parte delle Nazioni Unite o da altri organisimi e tribunali internazionali creati nel dopoguerra. Nessun responsabile, nessiuna censura, ovviamente nessun risarcimento. Nè, men che meno, contratti milionari come quelli sottoscritti con il regime libico prima dei recenti avvenimenti.
“Nel 1998 – si ricorda - le Nazioni Unite hanno celebrato il 50 ° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani a Roma tornando sulla questione del genocidio internazionale e ancora una volta, il genocidio etiope del 1935-1941 è stato ignorato”.
Giustizia per l’Etiopia. Gli italiani dovrebbero essere i primi a chiederla e a volerla.
www.lastampa.it/reschia


+ La petizione on line STA www.lastampa.it/reschia
ALTRIMENTI
http://www.gopetition.com/petitions/vatican-apology-for-ethi opian-holocaust.html
 
 
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26 maggio 2011 14:59
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