Martedì 30 giugno 2026
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N ew York I Love You

Francesco Mangascià · · 6 interventi
Ucciso un innocente, assolti tre agenti
NEW YORK
Assolti da tutte le accuse, nonostante una pioggia di 50 proiettili su un uomo innocente, ucciso nel giorno del suo matrimonio. È finito con un nulla di fatto uno dei processi più seguiti e controversi degli ultimi anni a New York, con un verdetto destinato a una coda di polemiche. Sono stati assolti tre detective della polizia, coinvolti in una sparatoria costata la vita a un uomo di 23 anni, crivellato da 50 colpi il 26 novembre del 2006.

Gli agenti hanno aperto il fuoco su Sean Bell, che era disarmato, per un tragico errore. Marc Cooper, Gerscard Isnora e Michael Oliver esplosero rispettivamente 4, 11 e 31 dei colpi che quel giorno raggiunsero la macchina del giovane afroamericano, dopo l'addio al celibato in uno strip club. Nell'incidente furono feriti anche due amici di Bell.

Gli agenti di polizia coinvolti erano impegnati a sorvegliare il locale, già da tempo nel mirino delle indagini per prostituzione, droga e uso improprio di armi da fuoco. Uno dei polizotti all'uscita del locale avrebbe sentito Bell dire ad uno dei suoi amici che possedeva un'arma. Appena l'automobile guidata dal festeggiato si è messa in moto, vi è stato un impatto con due veicoli civetta della polizia. Solo dopo la sparatoria gli agenti presero atto che il loro sospetto, l'uomo armato, si era dato alla fuga.
Ucciso un innocente, assolti tre agenti
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Quando quegli assassini, assassinarono questo povero ragazzo scrissi quanto segue. Non me ne pento

Dear Sean, devi essere stato sicuramente una persona importante in qualche tua vita precedente, visto che in questa per ammazzarti ti hanno riservato il doppio dei proiettili, che hanno sparato con tre fucili mitragliatori e una pistola per uccidere uno importante come Pierre Gemayel.
Sean Bell, afroamericano di 23 anni è stato ucciso due giorni fa a New York, poche ore prima del suo matrimonio, da degli irresponsabili in divisa che gli hanno sparato contro più di 50 colpi uccidendo lui e ferendo gravemente due suoi amici, piazzando la metà dei colpi esplosi a segno, mentre il resto finiva negli appartamenti del vicinato dopo aver rotto i vetri delle finestre.

Dear New York, Sándor Márai, ti definì una città interessante, peccato che non sia fatta per essere abitata da esseri umani, ma era il 1952 oggi forse quel gigante della letteratura morto suicida, la cui grandezza mai ha avuto il giusto risalto, ti riserverebbe il ruolo di Grande anima delle statistiche, così come invece ti definisco io, dicendoti anche, New York I Love You, perché in fondo Io non conoscevo né Sean Bell ormai solo una statistica, un numero, né la sua fiancé Nicole Paultre peraltro madre dei due figli, che Sean si era finalmente deciso a sposare.

New York I Love You, perché purtroppo per te, anche stavolta hai rispettato i passi di danza di quella fottutissima arte della coreutica americana che zoppicando una danza di guerra schermaglia indecisa in Iraq, rimanendo serva del terrorismo studiato alla Mecca, in cui si vuole che al negro tutto si può fare, basta che questi non sia un islamico, altrimenti ci sono troppe proteste.

Dear New York, la morte di Sean non va attribuita solo a quei poliziotti, ma anche al colore della sua pelle, quei colpi sono stati solo incidentali, solo un mezzo per scrivere la parola fine sul destino di un negro! era il suo colorito quello che ha attratto i proiettili che hanno scritto The End sulla sua breve vita, 23 anni aveva!

New York I Love You, come potrei non amarti visto che quell'uomo non lo coscevo, come potrei non amarti?! quando nessuno della mia famiglia nessuno delle persone che amo è stato ammazzato sulle tue strade, peggio di come si ammazza un cane rabbioso!

New York, ti giuro mi è impossibile evitare di amarti quando leggo che il tuo sindaco Michel Bloomberg dice che, bisogna rimanere calmi poiché è ancora presto per trarre delle conclusioni, magari i compari di quegli incoscienti, investigando scopriranno che quei tre erano armati, poche ore prima del matrimonio di uno di loro.

New York, amore mio, Io lo so che adesso la città dopo aver ascoltato il reverendo Al Sharpton fuori dal Mary Immaculate Hospital, mentre urlava il solito slogan No Justice No Peace, senza esporsi troppo a chiedere direttamente! come ha invece fatto la folla che urlava Kelly Must Go! riferendosi al capo della polizia newyorkese Raymond Kelly, magari deciderai di far dimettere quel Kelly, con l'aiuto dei soliti antipaticissimi Clinton e la solita speculazione del New York Times. È questa rappresentazione oscena dei potenti che speculano su te, trasformando sconciamente il soggetto in oggetto, che mi costringe ad amarti.

Cara New York, usiamo la logica e cinicamente cerchiamo di comprendere che, Sean Bell in fondo è stato un uomo fortunato, poiché avendo due figli ed essendo morto, non dovrà affrontare le preoccupazioni di un padre newyorkese, che teme che i propri figli muoiano con la droga o vengano ammazzati così come è accaduto a Lui, a soli 23 anni.

Ridi ridi ridi Sean, hai ragione di ridere ormai sei libero, siamo noi che mentre ancora ci ostiniamo a voler trovare delle differenze tra la destra e la sinistra, che alternativamente ci governa, siamo rimasti chiusi dentro una cella oppressiva, pesantissima, che qualsiasi dizionario definisce ingenuamente solo come corpo.
F G Mangascià

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