Venerdì 19 giugno 2026
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FAENZA E IL BIOHABITAT

L'INFORMATORE · · 0 interventi

Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE
"MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
Potete diffondere le notizie citando la fonte divulgativa oltre a quella
primaria


Prima in Italia, FAENZA certifica le aree verdi con il marchio
Biohabitat,
elimina gli agenti inquinanti che danneggiano la salute dei cittadini,
ed in
particolare delle fasce più deboli (bambini ed anziani) ...
Fonte: Acquisti Verdi, http://acquistiverdi.it
È un metodo biologico per la cura del verde pubblico e privato che crea
equilibrio nell'ecosistema urbano, adottando tecniche a basso
impatto
ambientale e tutelando la biodiversità La riqualificazione ambientale
abita
a Faenza. Prima in Italia, la città romagnola ha ottenuto, infatti, la
certificazione Bio-Habitat per tutti gli spazi verdi urbani (100 ettari
complessivi), nei quali ha applicato un nuovo metodo che promuove una
concezione assolutamente innovativa per la cura del verde urbano e che
si
basa su un rigoroso disciplinare ispirato alle norme e le tecniche
dell'agricoltura biologica. "Dopo anni di impegno nella
gestione del verde
urbano con il metodo biologico - dichiara Claudio Casadio, sindaco di
Faenza - abbiamo ottenuto la certificazione di tutto il verde pubblico
del
nostro comune e potremo avvalersi del marchio Bio-Habitat per parchi,
giardini e verde di quartiere, consentendo a circa 60.000 faentini di
beneficiare di un contesto abitativo più naturale, dove il benessere
ambientale si sposa alla qualità della vita e, quindi, ad una maggiore
salute pubblica".
Il Metodo Bio-Habitat si avvale di un disciplinare elaborato da
Pro.B.E.R. -
l'Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici
dell'Emilia Romagna -
insieme a Serbios (azienda leader specializzata nella difesa e
nutrizione
biologica delle piante) per trasferire anche alla gestione del verde non
agricolo i principi dell'agricoltura biologica definiti dal reg.
CEE 2092/91
e dagli standard internazionali riconosciuti (Ifoam e Codex). Il
disciplinare rappresenta il documento fondamentale del progetto e solo
la
sua corretta applicazione - verificata costantemente da un Comitato
Tecnico
Scientifico, cui partecipano i più importanti esperti del settore -
determina l'adesione a Bio-Habitat, con il conseguente
riconoscimento di
certificazione e l'uso del relativo marchio. "Gli obiettivi
del progetto -
rileva Paolo Carnemolla, presidente di Pro.B.E.R. - riguardano la
creazione
di un prezioso equilibro nell'ecosistema urbano (ad iniziare dalle
sementi e
dai mezzi tecnici, fino agli elementi d'arredo) attraverso
l'utilizzo di
tecniche a basso impatto nella gestione delle aree verdi, allo scopo di
tutelare la fauna presente e la biodiversità, rimuovendo nel contempo le
cause di alterazioni ambientali ed eliminando l'impiego di prodotti
di
sintesi per la nutrizione e la difesa delle piante". La
riqualificazione e
rivalutazione degli spazi verdi tramite la gestione biologica
dell'habitat
riduce infatti considerevolmente gli agenti inquinanti che danneggiano
la
salute dei cittadini, ed in particolare delle fasce più deboli (bambini
ed
anziani), determinando benefici nel tessuto urbano che non sono solo
ambientali ed ecologici, ma anche sociali ed economici.
"Bio-Habitat - conclude Roberto Gioachin, presidente di Serbios,
l'azienda
ideatrice - è il primo e finora l'unico sistema di certificazione
delle
metodologie biologiche applicate al verde urbano. Bio-Habitat viene
condiviso anche da Legambiente che partecipa al Comitato Tecnico
Scientifico
ed ha siglato un accordo di collaborazione per promuovere - anche
attraverso
la concessione del proprio marchio al metodo - l'efficienza e la
funzionalità di un sistema colturale che rappresenta un moderno modello
innovativo nella gestione del verde".


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