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Falsa contrapposizione tra questione sociale e giustizia

Gianni Barbacetto · · 1 interventi
La (falsa) contrapposizione
tra "questioni sociali" e "problemi della giustizia"

30 luglio 2008

È nel dna della sinistra cosiddetta "radicale": importanti sono le "questioni sociali", i salari, le tasche degli italiani. Conflitti d'interessi e "problemi della giustizia" vengono dopo, sono roba da giustizialisti, da gente che ama le manette. Sempre più spesso questa contrapposizione è evocata anche dai leader della sinistra cosiddetta "riformista": da D'Alema e Fassino quando ripetono che agli italiani non importa molto di tv e conflitto d'interessi, ma di arrivare alla fine del mese; ora da Veltroni il quale annuncua che la priorità non è il lodo Alfano, ma i salari, la crisi sociale, la crescita del paese. Come dargli torto? Peccato che sia un imbroglio. Un modo per far dimenticare che la cosiddetta "questione giustizia" non è roba da magistrati, non è amor di manette, ma è - in Italia - difesa della Costituzione, della democrazia, della divisione dei poteri, della legge uguale per tutti. Senza queste basi, è partita persa anche la lotta per le "questioni sociali". Veltroni si ricorda dei salari per bocciare il referendum abrogativo dello scandaloso lodo Alfano. Il referendum non si deve fare perché c'è il rischio di perderlo. Curiosa motivazione: tutte le partite si possono perdere, e non giocarle è l'unica maniera certa di perderle di sicuro. Così la nostra sinistra continua a perdere tutte le sue battaglie: ha da tempo dimenticato quelle sui salari e ora non combatte neppure più quelle sui fondamenti della democrazia.
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