FASTWEB: TRUFFA CAMUFFATA DA DISSERVIZIO?
Fast, no! Quando si tratta di rendere un servizio al cliente è piuttosto slowweb.
Ma ecco la storia che ha dell'incredibile. Al sig. Mauro di Roma viene recapitato tra il 16 e il 22 luglio, data non precisabile perché assente dal proprio indirizzo, il bollettino di conto corrente relativo ad una fattura da pagare il 14 luglio 2009. Di certo il 23 luglio il servizio già non era più attivo.
Tale atteggiamento di Fastweb appare al sig. Mauro esorbitante; il sig. Mauro prova a chiamare il 192193 per ottenere spiegazioni, ma, unitamente agli altri tentativi, compreso quello di chiamare il numero verde, ciò non trova esito alcuno. Bene, non resta che pagare e aspettare le fatidiche 12 ore per aver riattivati tutti i servizi.
La mattina del 24 luglio dopo la solita fila alla posta il sig. Mauro comunica a mezzo fax (secondo le disposizioni impartite da un disco elettronico) l'avvenuto pagamento e a testimonianza di ciò acclude in copia il bollettino postale.
Alle ore 17:17:17 (proprio così) arriva un sms dal servizio clienti di Fastweb (3483678033 il numero chiamante) con scritto: «a seguito fax, la preghiamo di contattarci allo 0245400193 dal lun al ven dalle ore 14 alle ore 17. Cordiali saluti. Servizio clienti».
Il servizio clienti, nella pratica, è un disco elettronico e qualsiasi numero digiti, dall'uno al cinque, ascolti la solita musica: «risulta scoperta la fattura numero, ecc. La fattura scoperta è quella già pagata e per cui si è già avuto il messaggio di conferma dalla stessa Fastweb.
Un errore??? Macché, potrebbe essere, il condizionale è d'obbligo, una sottile strategia messa in atto da Fastweb per truffare i propri clienti. Infatti il sig. Mauro invia altri 10 fax, ma il risultato non cambia: «risulta scoperta la fattura n. ., inviare un fax per fornire l'evidenza della regolarizzazione amministrativa».
Il sig. Mauro chiede in giro tra gli amici se ad altri è accaduta la stessa cosa. Il sig. Fabio, sempre di Roma, di professione sindacalista, suda le note 7 camice e poi, dopo il classico aiutino, riesce dopo 16 giorni a riavere attivati i propri servizi. Ma il sig. Fabio gli dice anche che sa di altre persone, contattate durante la sua peripezia, che hanno aspettato oltre 15 giorni per veder riattivati i propri servizi.
Sembrerebbe tutto già scritto, tutto secondo copione: non riesci a parlare con alcun servizio clienti di Fastweb e se stai male incroci le dita sperando che la vicina raccolga le tue grida di soccorso.
Ma poi la riflessione: se il servizio non viene riattivato entro le 12 ore, cosa che in questo caso ed in altri è avvenuta, ti rifondono il mancato servizio? Neanche per sogno; se tu hai per ipotesi un contratto da 66 euro al mese e ti fregano 15 giorni hai perso 33 euro, ovviamente perdi anche l'IVA.
Questo è forse più che un atto di prepotenza esercitato da Fastweb, almeno nei due casi citati. E se fosse una TRUFFA dissimulata da ipotetico disservizio??? Sarebbe il caso che le Autorità Garanti verificassero gli atti amministrativi di Fastweb e, ove riscontrassero delle negligenze, imponessero a tale azienda, oltre a delle sanzioni, comportamenti etici e non atti di arbitrio. (MD)
Ma ecco la storia che ha dell'incredibile. Al sig. Mauro di Roma viene recapitato tra il 16 e il 22 luglio, data non precisabile perché assente dal proprio indirizzo, il bollettino di conto corrente relativo ad una fattura da pagare il 14 luglio 2009. Di certo il 23 luglio il servizio già non era più attivo.
Tale atteggiamento di Fastweb appare al sig. Mauro esorbitante; il sig. Mauro prova a chiamare il 192193 per ottenere spiegazioni, ma, unitamente agli altri tentativi, compreso quello di chiamare il numero verde, ciò non trova esito alcuno. Bene, non resta che pagare e aspettare le fatidiche 12 ore per aver riattivati tutti i servizi.
La mattina del 24 luglio dopo la solita fila alla posta il sig. Mauro comunica a mezzo fax (secondo le disposizioni impartite da un disco elettronico) l'avvenuto pagamento e a testimonianza di ciò acclude in copia il bollettino postale.
Alle ore 17:17:17 (proprio così) arriva un sms dal servizio clienti di Fastweb (3483678033 il numero chiamante) con scritto: «a seguito fax, la preghiamo di contattarci allo 0245400193 dal lun al ven dalle ore 14 alle ore 17. Cordiali saluti. Servizio clienti».
Il servizio clienti, nella pratica, è un disco elettronico e qualsiasi numero digiti, dall'uno al cinque, ascolti la solita musica: «risulta scoperta la fattura numero, ecc. La fattura scoperta è quella già pagata e per cui si è già avuto il messaggio di conferma dalla stessa Fastweb.
Un errore??? Macché, potrebbe essere, il condizionale è d'obbligo, una sottile strategia messa in atto da Fastweb per truffare i propri clienti. Infatti il sig. Mauro invia altri 10 fax, ma il risultato non cambia: «risulta scoperta la fattura n. ., inviare un fax per fornire l'evidenza della regolarizzazione amministrativa».
Il sig. Mauro chiede in giro tra gli amici se ad altri è accaduta la stessa cosa. Il sig. Fabio, sempre di Roma, di professione sindacalista, suda le note 7 camice e poi, dopo il classico aiutino, riesce dopo 16 giorni a riavere attivati i propri servizi. Ma il sig. Fabio gli dice anche che sa di altre persone, contattate durante la sua peripezia, che hanno aspettato oltre 15 giorni per veder riattivati i propri servizi.
Sembrerebbe tutto già scritto, tutto secondo copione: non riesci a parlare con alcun servizio clienti di Fastweb e se stai male incroci le dita sperando che la vicina raccolga le tue grida di soccorso.
Ma poi la riflessione: se il servizio non viene riattivato entro le 12 ore, cosa che in questo caso ed in altri è avvenuta, ti rifondono il mancato servizio? Neanche per sogno; se tu hai per ipotesi un contratto da 66 euro al mese e ti fregano 15 giorni hai perso 33 euro, ovviamente perdi anche l'IVA.
Questo è forse più che un atto di prepotenza esercitato da Fastweb, almeno nei due casi citati. E se fosse una TRUFFA dissimulata da ipotetico disservizio??? Sarebbe il caso che le Autorità Garanti verificassero gli atti amministrativi di Fastweb e, ove riscontrassero delle negligenze, imponessero a tale azienda, oltre a delle sanzioni, comportamenti etici e non atti di arbitrio. (MD)